di Vincenzo Calia, 20/01/2012
In due grandi regioni del Nord il costo che il Servizio Sanitario ha affrontato per ciascun ricovero in ospedale verrà comunicato al paziente nel momento in cui sarà dimesso. Questa decisione sta facendo discutere molto: c’è chi l’approva e chi invece sostiene che potrebbe mettere in imbarazzo i malati. Noi pensiamo che sia proprio una cosa giusta; anzi vorremmo che si facesse di più. Ieri ho impiegato molto tempo e molta pazienza per convincere a non fare più accertamenti i genitori di un mio piccolo paziente che, pur godendo di ottima salute, di una crescita e di uno sviluppo normalissimi, per il semplice fatto di essere nato prima del termine di gravidanza, veniva continuamente richiamato in Ospedale per fare questo o quell’altro controllo, il più delle volte in regime di day hospital. Ho spiegato loro che ogni volta che firmo una ricetta “rossa” è come se prendessi del denaro dalle casse della Regione e lo trasferissi in altre tasche. E il denaro, ormai ce lo ripetono ogni giorno, purtroppo scarseggia. L’assistenza del Medico di base e quella dell’Ospedale sono ormai gli unici servizi pubblici completamente gratuiti: si paga spesso un ticket sui farmaci, sulle analisi e le visite specialistiche, ma si pagano salati altri servizi pubblici come i trasporti, lo smaltimento dei rifiuti, l’energia, l’acqua. Forse perché non paga nulla, la gente sottovaluta il valore che l’assistenza sanitaria ha e tende ad abusarne: pensate agli accessi non giustificati ai Pronto Soccorso degli Ospedali, ai ricoveri che si potrebbero evitare, alle terapie riabilitative che non finiscono mai, ai farmaci insistentemente richiesti al medico e spesso inutilmente prescritti, ma anche al ricorso al Pediatra anche per motivi veramente futili. Eppure ormai sappiamo per certo che la causa principale delle difficoltà economiche in cui versa il nostro Servizio Sanitario Nazionale è lo spreco di risorse. Uno spreco che rischia seriamente di comprometterne l’esistenza. E se mai dovessimo essere costretti a farne a meno, ci accorgeremmo immediatamente di quale grande perdita sarebbe e di come vacillerebbe l’equilibrio su cui si regge la nostra società. Perciò pensiamo che sia arrivato il momento di trasmett...
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