PESCE AMARO 06/04/2010 Il 1° aprile è stato un giorno molto brutto per UPPA, ma anche per centinaia di altre pubblicazioni che vengono spedite in abbonamento. In Italia lo Stato ha finanziato finora l’editoria indipendente con un unico strumento: lo sconto sulle spese postali di spedizione. Ma il 31 marzo (3 giorni dopo le elezioni e 4 giorni prima di Pasqua) il Governo ha emanato un decreto che annullava questo sconto, a partire dal giorno successivo (un amaro pesce d’aprile!): le nuove tariffe postali sono aumentate del 110%. I giornali ne hanno parlato pochissimo, la radio e la TV non hanno detto nulla, ma questa è una mazzata poderosa per chi, come UPPA, spedisce per posta tutte le copie che stampa: abbiamo calcolato che le nostre spese aumenterebbero nel 2010 di 40.000 euro, più di quanto basta per mandarci in fallimento. A questo punto avevamo due alternative: chiudere il giornale e restituire i soldi agli abbonati, oppure diminuire le copie da spedire, aumentare contemporaneamente il costo dell’abbonamento alle famiglie e studiare una nuova forma di abbonamento on line. Abbiamo scelto questa seconda ipotesi. Sul numero in uscita questo mese pubblicheremo un editoriale che spiega a tutti i lettori la situazione in cui ci siamo trovati all’improvviso: in questo editoriale si chiederà agli abbonati che vogliono aiutarci di ridurre la durata del proprio abbonamento e a quelli che invece preferiranno l’abbonamento on line di farcelo sapere al più presto. Nella sezione documenti, dove fra l’altro potete leggere il bilancio di UPPA del 2009, (clicca qui) pubblichiamo una documentazione su questa nuova grave emergenza che mette a rischio di estinzione la stampa indipendente (clicca qui).