"In medicina meno è meglio". Si chiama così l’”editoriale” del supplemento Salute del Corriere della sera (clicca qui per leggere l`articolo) del 23 maggio 2010 firmato da Roberto Satolli, medico e giornalista scientifico fra i migliori in Italia.
L’esempio citato nell`articolo è molto vicino alla realtà di cui ci occupiamo (la salute dei bambini): “Mandiamo giù in un anno oltre 3 milioni di dosi di inibitori dell`acidità gastrica, e da un decennio il consumo di questi farmaci aumenta ogni anno inesorabilmente del 20% circa. Eppure, secondo gli esperti, da metà a due terzi di queste prescrizioni sono fuori luogo. Il meccanismo di quest`abuso è semplice e simile a molti altri della medicina d`oggi. Gli inibitori dovrebbero essere usati per far guarire le ulcere di duodeno e stomaco e le erosioni dell`esofago, ma l`impiego più frequente è quello per i semplici bruciori o per la cattiva digestione. Questi fastidi comuni, che affliggono almeno un quarto degli adulti, sono stati ribattezzati dai medici con nomi altisonanti e apparentemente scientifici come dispepsia funzionale o reflusso gastroesofageo non erosivo; e per combatterli, come per molte altre magagne della vita quotidiana, anziché provare a vivere meglio si ricorre a una pillola.”
Guarda caso anche fra i bambini (soprattutto neonati e lattanti) si sta diffondendo l’uso di questi farmaci che già nel 2003 erano al 2° posto fra i farmaci gastrointestinali più prescritti nell’infanzia, sull’onda del diffondersi della diagnosi di una “nuova” malattia, il “Reflusso Gastroesofageo” (RGE), che nella maggior parte dei casi altro non è se non quello che finora chiamavamo "rigurgito", un fenomeno (innocente) presente in tutti i neonati.
Ma non è tanto questo che ci ha colpito nell’articolo di Satolli, quanto la consonanza fra quello che lui scrive sul più autorevole dei quotidiani italiani, facendo riferimento peraltro ad un articolo pubblicato da una delle più prestigiose riviste mediche internazionali (Archives of Internal Medicine - clicca qui per leggere l`articolo), e quello che UPPA sostiene da sempre, ispirandosi allo slogan “Fare meglio con meno” che l’Associazione Culturale Pediatri lanciò agli inizi degli anni `90.
Con questo non vogliamo dire “Ah, noi l’avevamo detto, come siamo bravi!”, vogliamo solo approfittare della circostanza per invitarvi a leggere l’editoriale di Satolli e per farvi sapere che sul prossimo numero di UPPA (che sarà spedito a giugno) compare uno speciale (Vademecum per future mamme) che si ispira ancora una volta a questa idea che si fa strada: si può fare meglio con meno.
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