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Rivista n. 4 Settembre-Ottobre - 2007
Cioccolata e mortadella
di Sonia Bozzi , Piermarini Lucio

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La bella
Che la cioccolata sia un alimento portentoso, che prevenga le malattie cardiovascolari, che svolga un’azione antiossidante e antidepressiva, insomma che faccia bene al cuore e all’anima, è ormai un fatto accertato ma che aguzzasse anche l’ingegno, questo no, non si era mai saputo. Eppure lo spot della barretta di cioccolato Stratos è così convincente che ogni accertamento scientifico sembra superfluo.
Un bambino con una faccia normale, talmente normale che potrebbe essere nostro figlio, gioca da solo in un campo di calcio improvvisato. Tira la palla in rete ed esulta. Ma il calcio è un gioco di squadra, dopo il goal si corre ad abbracciare i compagni, si gioisce insieme, si grida felici di una vittoria da condividere. Da soli che gusto c’è? Così il bambino con la faccia normale, corre a casa e comincia ad ordine un suo piano.
Si arrampica su una sedia per mettere a bollire gli spaghetti, prepara la tavola, non dimenticando i calici per il vino, le candele e i fiori. Finalmente arrivano mamma e papà. Stanchi. Lui li accoglie con un inchino e il tovagliolo piegato sul braccio, come il più elegante dei camerieri. Loro lo guardano allibiti, poi guardano la tavola, si siedono e, piacevolmente sorpresi, dopo un piccolo brindisi, cominciano a consumare la cena. Intanto il bambino con la faccia normale finge di aver sonno, li saluta, passa nella loro camera da letto, abbassa sapientemente le luci e poi va in camera sua a dormire.
Nove mesi dopo, raggiunto l’obbiettivo, poggerà sulla culla del fratello appena nato un paio di scarpini da calcio e siederà soddisfatto sulla poltrona a sgranocchiare la sua barretta di cioccolato (Stratos).

Clicca qui per vedere lo spot

Sonia Bozzi

La bestia
Una marea arancione dilaga inarrestabile fra verdi prati. Cosa potrà mai essere? Sterminate tribù di voracissime termiti africane o un’orda di feroci Orchetti della Terra di Mezzo? Torme cieche e disperate di Lemming o i prigionieri di Guantanamo in fuga? Il terrore corre sul video! Ma ecco, si avvicinano, ora si vede meglio, sono tanti piccoli ometti in tuta, minacciosamente armati di martelloni come i nani delle favole. Ma no, no, che ometti! Incredibile, sono bambini! Bambini!? Ma è terrificante! Continuano ad avanzare, nulla li ferma, saltano staccionate, superano colline, e sempre brandendo la loro terribile arma. Dove vanno, cosa vorranno fare, con chi ce l’hanno? Forse con noi adulti? E sì che qualcosa avremmo da farci rimproverare. No, si tratta sicuramente di una malia, un incantamento malefico. Ci deve essere qualcuno, come il pifferaio magico di Hamelin, che li sta trascinando verso una tragica fine. Ma sì, ecco, cioè no! Non c’è nessun pifferaio e nessuna tragica fine. Si tratta sì di una magia, ma di quella della Plasmon. E la Plasmon vuol bene ai bambini. Da sempre. Nei suoi primi prodotti per lo svezzamento (o alimentazione complementare, ricordate?) non c’era solo il latte, ma anche il “Plasmon puro”, che proprio per cambiare, non era altro che proteine del latte. Niente che facesse male ovviamente, anzi, ma perché prenderci per il naso? Oggi però la comunicazione è più trasparente e, nel gioioso spot che vi abbiamo descritto, i bambini troveranno ad attenderli, alla fine della loro corsa, addirittura un omogeneizzato di carne. Solo che stavolta non si tratta del solito omogeneizzato. No, mamma Plasmon proclama orgogliosa che, mentre gli altri ci mettono una schifosissima coscia di maiale, Lei ci mette, udite! udite!, nientepopodimenoché prosciutto cotto. A questo punto perché non aspettarsi che la concorrenza si adegui verso il basso rivelandoci, a sua volta, di non usare banalissimo filetto di maiale, bensì ottima mortadella?

Lucio Piermarini

 

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