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Rivista n. 4 Settembre-Ottobre - 2007
Giochi senza frontiere
di Maria Cristina Stasi

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Il mondo è sempre più piccolo. Viviamo in un mondo che deve misurarsi con l’accoglienza di persone che arrivano da lontano e che ci costringe a confrontarci con culture diverse. Nel gioco possiamo trovare un terreno d’incontro che meglio di altri ci permette di superare diffidenze e paure.
Lo straniero infatti è sempre un po’ “sconosciuto” e perciò spesso oggetto di pregiudizio: conoscere è una delle strade per superare questo pregiudizio, anche se il bambino che arriva da un altro paese può sentire il bisogno di mimetizzarsi nel gruppo o in classe, cercando di non far notare le differenze. Anche per questo valorizzare il sapere ludico può essere un modo per favorire l`affermarsi del proprio sé e facilitare l’integrazione.
Tutto questo deve essere fatto rispettando i meccanismi di rifiuto della propria diversità e di ricerca di uniformità con i compagni che spesso è una caratteristica del bambino immigrato, perché soprattutto nei bambini la ricerca di una certa conformità con gli altri risponde a bisogni precisi, e questo può portare il bambino figlio di immigrati a nascondere e a negare le proprie caratteristiche.
Il bello è che si possono trovare molti giochi simili fra loro in culture diverse e la ricerca di questi elementi comuni è divertente e interessante, non per cancellare le differenze, ma proprio per valorizzarle.
Per esempio:

Cinque piccole pietre…
Astragali, Aliossi, Le cinque pietre, I cinque noccioli: nomi diversi per un gioco che dall’antichità ha viaggiato sino ai giorni nostri. Un viaggio nel tempo, ma anche nello spazio perché è un gioco che possiamo ritrovare in tutti i continenti con altri nomi ancora: Do Tse in Tibet, Pallana in America Latina. Si hanno notizie dell’Astragali nell’antica Grecia, era giocato con ossa di tarso di piccoli animali serviva anche per riti divinatori. Decorazioni del tempo, ma anche l’Odissea e l’Iliade documentano la sua diffusione in epoca classica, anche se, verosimilmente il gioco ha origine in Asia. Affreschi romani a Pompei illustrano le regole dell’Aliossi giocato con piccoli sassi.
Oriol Ripoli, Giochi da tutto il mondo, Elledici, 2004
Sigrid Loos, Il giro del mondo in 101 giochi, Gruppo Abele, 1998
Frederic V. Grunfeld, Giochi del mondo, Unicef , 1975
Paola Maniotti, Il mondo in gioco, Torino, Gruppo Abele, 1997
 
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