Quante sorprese mi ha riservato la vita, quanti stravolgimenti e disorientamenti hanno contribuito alla costruzione di un’esistenza e di una famiglia veramente speciali. Ma andiamo per gradi, vi illustro la storia fin dall’inizio.
Ecco la mia famiglia originaria: io che ho 30 anni, mio fratello Francesco di 32, mamma Antonella e papà Giulio, che si sono sposati molto giovani, ci hanno tanto amato e, dopo venti anni di un matrimonio vissuto per buona parte con amore, si sono separati.
Questa separazione, avvenuta circa 8 anni fa (non riesce a rimanermi in mente l’anno preciso!) è stata molto dolorosa ed ha significato il crollo di una realtà in cui credevamo ma che, forse, era reale solo in parte. Sono stati anni difficili: litigi, delusioni, disorientamento e sensi di colpa dovuti al fatto di sentirsi troppo “piccoli” per affrontare questa improvvisa tempesta.
Solo ora capisco che tutto ciò faceva parte di un cambiamento che doveva avvenire, perché queste due persone, che sono i miei genitori, dovevano regalare altre vite e altro amore a questo mondo. Sono nate, così altre due famiglie: mamma Antonella si è risposata ed ha avuto una bambina, Alessia che ora ha 6 anni, mio padre ha fatto lo stesso ed ha avuto un bambino, Gabriele, che ora ha poco più di un anno. Adesso non ho più modo di vedere i miei genitori insieme, tuttavia posso ammirarli in ruoli e in situazioni nuove, che, se in parte limitano la possibilità di sentirmi sempre e completamente figlia, mi offrono altre opportunità per arricchirmi del loro modo di essere.
Adesso vi spiego come. Mia madre dopo aver avuto me e mio fratello all’età di 19 e 21 anni ha avuto Alessia all’età di 46 ed è stato un vero record. Ecco cosa racconta: «La terza gravidanza, assolutamente inaspettata, è stata costellata di paure e ansie dovute alla mia non più giovane età ed alla gestione di una situazione familiare non facile in cui i miei figli ormai grandi avrebbero dovuto accettare di vedere la loro mamma con il pancione. Per il parto, mi sono preparata a dovere con un corso pre-parto dove quasi tutte le gestanti potevano essere mie figlie. Nessuno in ospedale avrebbe scommesso su un parto naturale, dato il notevole peso del feto, la grandezza della testa, l’età della mamma, l’aumento di peso di 21 Kg ed i 25 anni trascorsi dall’ultima gravidanza. Era un coro unanime: “Qui ci vuole un cesareo!” Invece ci sono riuscita in un’ora e mezzo, con un solo punto di sutura, dando alla luce una bambina di 4,1 kg ed uscendo sulle mie gambe dalla sala parto. Mille dubbi, ansie, paure e gioie si avvicendavano; una su tutte predominava: riuscirò ad allattarla? Qualcuno mi aveva preparata: “Signora, a questa età la produzione di latte potrebbe essere rallentata”. Ma come, a vent’anni mi avevano detto: “Il latte non è sufficiente, occorre integrare con quello artificiale”. E così solo per tre mesi avevo potuto allattare al seno i miei bambini. C’era il rischio di non capirci più nulla. Ma questa volta la determinazione, l’informazione e le persone giuste, mi avrebbero aiutata. Ho letto tutto ciò che potevo sull’argomento, ho chiesto consiglio al ginecologo, all’ostetrica, alle puericultrici dell’ospedale in cui ho partorito con il rooming in; ed il mio secondo traguardo l’ho raggiunto, “producendo” latte fino ai 15 mesi di Alessia. In realtà avrei potuto continuare ancora a lungo, ma, purtroppo, il pediatra mi ha motivato un’improvvisa e prolungata inappetenza della bimba come un esagerato attaccamento al seno. Comunque non da oggi vedo i risultati di tanti momenti difficili, stancanti, totalizzanti e stupendi, come sono quelli di un allattamento al seno, che non ha visto né biberon, né ciucciotti né altro come alternativa. Ale è una bambina forte, che si ammala rarissimamente, sicura di sé, socievole e… innamorata del seno».
Poi è toccato a me. Quando due anni dopo la nascita di Alessia, è nato mio figlio Andrea, ho un po’ sofferto del fatto che mamma Antonella, per far fronte alle gelosie di Alessia, non poteva veramente godersi il suo nipotino. Tuttavia l’amore che lei non poteva esprimergli apertamente è arrivato lo stesso al mio piccolo Andrea, proprio attraverso me. Infatti la determinazione che lei ha dimostrato nel portare avanti l’allattamento di Alessia mi ha ispirato nel fare lo stesso per mio figlio, e nel capire quanto possa essere bello ed importante dargli quell’amore sano e speciale attraverso un gesto semplice e naturale come l’allattamento al seno. E così anche Andrea è cresciuto, forte, indipendente e adesso che ha 4 anni si ritrova una “zietta” di 6 a cui è attaccatissimo e con cui condivide tanti momenti di gioco ed un grande amore per me.
Ho ritrovato anche papà. La serenità ritrovata grazie alla sua attuale moglie, e soprattutto la nascita di Andrea mi hanno permesso di tornare a frequentare il mio papà e rivedere quegli atteggiamenti amorevoli che lui aveva con me e che adesso rivolge a mio figlio, per il quale ha una dedizione ed uno sguardo veramente speciali. La donna che gli sta affianco riesce a tirare fuori il meglio di lui ed è riuscita a porsi nei momenti di maggiore incomprensione tra noi come elemento di congiunzione e riavvicinamento. Anche lei ha vissuto una gravidanza in tarda età (40 anni), tra l’altro per lei era la prima, assolutamente inaspettata e quindi accolta inizialmente con grandi angosce e preoccupazioni, ma proseguita bene e conclusasi con la nascita di un bellissimo bambino.
Strane parentele. A concludere questo “quadretto familiare” veramente particolare c’è la nascita di Giuliano, il figlio di mio fratello Francesco, che ha preceduto di solo un mese quella di Gabriele. In sintesi mio figlio Andrea si ritrova una zia di 6 anni, uno zio di poco più di un anno ed un cugino della stessa età dello zio. Chi vorrebbe essere nei miei panni quando dovrò spiegargli tutte queste parentele?
La mia vita, come quella di tanti, è caratterizzata da legami molto intensi e vicende che, seppur attraverso il dolore e gli sbagli, mi hanno arricchito e portato una quantità e qualità di affetti davvero speciale. Di tutto ciò non so chi devo ringraziare, ma sicuramente mi ritengo fortunata per il fatto di essere circondata da tante persone, ognuna a suo modo unica.