L’echinacea è un fitofarmaco utilizzato per il trattamento e la prevenzione delle infezioni delle prime vie respiratorie; l’uso di questa sostanza, molto diffuso agli inizi del IXX secolo per le sue proprietà antinfettive, subì una forte riduzione con l’introduzione degli antibiotici. Negli ultimi anni tuttavia, parallelamente alla riscoperta dei farmaci di derivazione naturale, l’echinacea vive una nuova stagione di popolarità. Ma quali sono le prove scientifiche disponibili circa la sua efficacia?
Alcuni studi di laboratorio hanno dimostrato che l’echinacea possiede una certa attività immunostimolante; in particolare è stato dimostrato che questa pianta stimola la risposta immunitaria aspecifica, cioè la capacità dell’organismo di reagire in modo generico ad uno stimolo infettivo. (Per intenderci gli anticorpi diretti contro un particolare germe, sono invece una risposta specifica).
Ciò che viene dimostrato in laboratorio, tuttavia, non ha sempre un equivalente sul campo; ad esempio, una sostanza x, produce in laboratorio, un aumento dell’attività delle cellule immunitarie; si può supporre che assumendo questa sostanza l’uomo risponda meglio, ad esempio, ad alcune infezioni virali. Tale supposizione però sarà dimostrata solo se degli studi condotti su gruppi di persone lo confermeranno, e questo non sempre accade. Per quanto riguarda l’echinacea,ad esempio, i risultati dei numerosi studi clinici (quelli cioè condotti su pazienti) sono piuttosto contraddittori. Sono state studiate tre specie: la purpurea, la angustifolia e la pallida. Alcuni lavori hanno valutano l’efficacia curativa in corso di infezioni delle prime vie respiratorie, altri l’azione preventiva. Purtroppo va detto che, la qualità della maggior parte di questi studi è scarsa ed i risultati sono piuttosto discordanti; negli ultimi due anni, al fine di chiarire le eventuali proprietà terapeutiche della echinacea, sono stati condotti due studi piuttosto rigorosi dal punto di vista metodologico, su due gruppi di pazienti: giovani adulti e bambini. In nessuno dei due studi è stato dimostrato un beneficio significativo della echinacea rispetto al placebo (sostanza senza nessuna proprietà farmacologia).
Per quanto riguarda gli effetti collaterali l’echinacea sembra una sostanza piuttosto sicura; uno studio condotto su donne in gravidanza ad esempio, non ha evidenziato rischi particolari, così come lo studio sui bambini; va ricordata tuttavia la possibilità, seppur rara, di reazioni allergiche anche gravi, soprattutto nei soggetti predisposti alle allergie (atopici).
Nonostante l’ampio utilizzo, (in Germania vengono prescritte 2.5 milioni di dosi l’anno) i dati scientifici a sostegno delle proprietà dell’ Echinacea, per la cura e la prevenzione delle infezioni delle prime vie respiratorie, sono deboli e non sufficienti per consigliarne l’uso.