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Rivista n. 4 Settembre-Ottobre - 2004
Altri bambini, altri giochi
di Maria Cristina Stasi

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Per una società come la nostra, che si sta rapidamente trasformando in senso multietnico, è importante sviluppare tutte le possibili capacità di integrazione, diffondendo per esempio la conoscenza degli elementi principali delle varie culture, compresi i vissuti che da esse derivano.
Come noi (anzi, per certi versi più di noi) i nostri bambini sono inseriti in questo processo di cambiamento, trovandosi a scuola a stretto contatto con bambini di altre culture. Un modo per favorire questo scambio può essere legato al gioco ed alla scoperta delle tradizioni legate al gioco, magari coinvolgendo  genitori provenienti da altri paesi, che più facilmente dei loro figli, nati qui, hanno avuto la possibilità di conoscere i giochi del proprio paese d’origine. E chissà che non si scopra che i giochi fra loro sono, se non proprio fratelli, magari lontani cugini e ci possono aiutare a capire che le distanze, a volte, sono più il frutto delle strade diverse prese dalla storia che dei punti da cui siamo partiti.
Ecco un paio di giochi dei bambini che vivono lontano da noi, giochi semplici che non richiedono altra attrezzatura che la voglia di divertirsi insieme.

Sey – popolo Dogon Africa sub-sahariana
Il dio Amma impastò palline di argilla, le cucinò e le lanciò nello spazio come stelle iridescenti, il firmamento era vicino alla terra e le mamme staccavano le stelle dal cielo per far giocare i propri bambini.
Oggi i bambini del popolo Dogon giocano con una piccola pietra rotonda (il “sey” appunto). Si gioca in due sulla terra (o in spiaggia), si tracciano due cerchi con tre buchi ciascuno. Ogni giocatore farà cadere una manciata di sabbia o terra nelle sue buche, insieme al proprio “sey”, l`abilita dei giocatori starà nel far cadere il sassolino senza che l’avversario se ne accorga. A turno ciascuno cercherà di indovinare in quale buca si trova il “sey” dell’avversario, chi riesce diventa il padrone della buca, chi ha più buche vince il gioco. Per aiutarsi i piccoli Dogon, recitano più volte versi magici, gioco nel gioco, i nostri piccoli potranno divertirsi ad inventare il proprio repertorio di frasi propiziatorie.

Tabi rab - Algeria

Si gioca dagli otto anni in su e bisogna essere almeno in cinque. I giocatori si dispongono in fila indiana, di fronte ad un muro poggiando le mani sulle spalle del giocatore precedente, si gioca all`aperto senza alcun materiale.
L`ultimo che si è unito al gruppo si gira con la faccia contro il muro tenendo gli occhi chiusi, i restanti giocatori scelgono un nome di animale per ogni partecipante (coniglio, ape, leone ecc…) tutti sono girati verso il ragazzo che si trova appoggiato al muro che viene chiamato "Tabi rab".
Il capo fila inizia un dialogo con lui dicendo: "Tabi rab, Tabi rab siamo tutti qua" il ragazzo con gli occhi chiusi cioè il Tabi rab chiede : " Chi è là ?" il capo fila risponde: "Tabi rab, Tabi rab, qui c`è il leone, il coniglio, l`elefante…”, cioè gli animali che il gruppo aveva scelto inizialmente, a questo punto il Tabi rab sceglie un animale; se questo non esiste è finito il gioco e si riprende da capo, lo stesso bambino continua a fare il Tabi rab e il gruppo cambia il nome degli animali, se invece l`animale che viene nominato esiste nel gruppo il giocatore che ha il nome dell`animale chiamato deve prendere il Tabi rab in groppa partendo dal muro fare il giro correndo intorno al gruppo per ritornare di nuovo al muro: il portatore del Tabi rab deve finire la sua corsa prima che il gruppo finisca il ritornello "Tabi rab, Tabi rab qui c`è il leone, l`elefante, ecc…”.
Il corridore vince il gioco se riesce ad arrivare al muro prima della fine del ritornello, se non riesce prende il posto di Tabi rab, che a questo punto si inserisce nel gruppo.

Giochi esotici in libreria
Vanna Cercenà, Paolo Chiozzi, Tantipopoli, La Nuova Italia Firenze
Gianfranco Zavalloni,  Roberto Papett, I giocattoli dei popoli, Macroedizioni Cesena
Paola Manicotti, Il mondo in gioco,  Gruppo Abele Torino
Sigrid Loos, Il giro del mondo in 101 giochi, Gruppo Abele Torino
Daniele Novara, Elena Passerini, La strada dei bambini, Gruppo Abele Torino

 
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