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Rivista n. 4 Settembre-Ottobre - 2004
Le canzoni di tutti
di Rita Valentino Merletti

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La casa editrice Gallucci si è fatta da qualche anno promotrice di una iniziativa semplice ma azzeccatissima. Nel formato classico dell’albo illustrato propone una collana di libri (accompagnati talvolta da un cd, talvolta da una pagina o due di partitura per chi sa strimpellare uno strumento musicale) con i testi di canzoni popolarissime e immagini affidate alla fantasia di celeberrimi artisti. Far leva su ciò che è molto noto, aggiungendo tuttavia un elemento di novità e, soprattutto, suggerendo un utilizzo inusuale è operazione strategicamente vincente.

Canzoni che tutti sappiamo cantare. Le canzoni proposte (da “La gatta” di Gino Paoli, primo titolo della collana, a “Girotondo” di Fabrizio de André, a “Vengo anch’io? No, tu no!” di Jannacci-Fo e agli altri titoli su cui ci soffermeremo) sono talmente note da costituire senz’ombra di dubbio, un patrimonio comune di conoscenza che sfida il tempo, proprio come una volta facevano le fiabe della tradizione orale o le filastrocche popolari. Oggi, anzi, le canzoni, certe canzoni in particolare, appartengono alla memoria di tutti. Sono state assorbite come una forma di nutrimento e sono cresciute dentro e insieme a molti di noi. Costituiscono una memoria che ha a che fare con il corpo, non solo con la mente e questo tipo di memoria è la più tenace che esista. Riproporle all’attenzione dei bambini diventa dunque particolarmente facile: tutti siamo grandi narratori quando l’oggetto dei nostri racconti ci appartiene profondamente, o suscita in noi emozioni e ricordi forti.

Meno male che c’è Gallucci. I recuperi operati dalla casa editrice sono talvolta assai opportuni e degni di elogi: era quasi imperdonabile infatti la scomparsa dal mercato discografico di “Ci vuole un fiore”, una delle poche canzoni scritte davvero per i bambini e meritevoli di essere tramandate di generazione in generazione: Gallucci ci ripropone il testo di Gianni Rodari, musicato da Sergio Endrigo, e lo affida ai sapienti pennelli di Altan. Pagina dopo pagina si legge il breve testo e ci si diverte a riscoprire nelle semplici, coloratissime e concrete illustrazioni di Altan gli oggetti, gli animali, i personaggi che l’artista aveva inventato e proposto molti anni fa nei suoiPrimi libri di Kika. Un motivo ulteriore per sollecitare la memoria di quei fortunati adulti che proprio con i disegni di Altan hanno suggellato il patto di eterna amicizia con la carta stampata.
All’estro di Emanuele Luzzati sono stati invece affidati la filastrocca”Alla fiera dell’Est”, musicata da Angelo Branduardi e la spiritosa storia dell’astuto e intraprendente pescatore napoletano “Pasqualino Maraja”, della coppia Migliacci-Modugno.

Riscoprire il piacere del canto. È bello pensare che per merito di questa scelta editoriale anche gli adulti che non hanno particolare famigliarità con i libri per i bambini si lascino conquistare, sollecitati dai propri ricordi e dalle emozioni che essi suscitano, si prendano un bambino sulle ginocchia e si mettano a canticchiare, seguendo con il dito il testo stampato, fermandosi ogni tanto a commentare una illustrazione, riprendendo da capo, tornando indietro, ripetendo tante volte i ritornelli invitando il bambino alla partecipazione, sia vocale che corporea. L’Italia non è mai stata patria di grandi lettori, ma la tradizione del canto, l’amore per la musica non le è certo mancata. È un peccato che oggi si canti così poco e ci abbandoni raramente a una comunicazione che è segnale di grande serenità e disponibilità interiore: proprio quel tipo di comunicazione di cui i bambini hanno più bisogno. Ancor più triste che, attraverso il canto non si trasmettano ai bambini valori semplici e essenziali, per assicurarsi che, anche nelle generazioni future ci si ricordi, ogni tanto, che “per fare tutto, ci vuole un fiore”.

http://www.galluccieditore.com/

 

 
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