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Rivista n. 1 Gennaio-Febbraio - 2004
Lo strano caso del dottor Spiccialetti e di Mister Ficcanaso
di Lucio Piermarini

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Ormai non la sentiva quasi più, la mamma di Pierino, con tutte le sue lamentazioni sui guai che aveva passato quando, assente lui per aggiornamento, aveva dovuto consultare il suo giovane sostituto.
-    E non si fa così dottore! Sei ricette e tre fogli di istruzioni. Abituata a lei che non mi prescrive mai nulla, mi sono spaventata. Sarà una cosa grave mi sono detta. “Macché, non è niente, non si preoccupi”. Ma come, dico io, e allora tutte queste medicine? “Solo per precauzione, dice lui, non si può mai sapere”. Capisce dottore? “Solo per precauzione, non si può mai sapere”, ma che si dicono queste cose a una madre? Ma allora ci nascondete la verità? Sono stata malissimo per tre giorni e lei che non c’era. Ma dove va sempre ad aggiornarsi se poi non dà mai le medicine?
Che poteva rispondere? Cominciava a pensare di avere sbagliato tutto. Lui e la sua fissazione di fare le cose assolutamente secondo scienza e coscienza, il rispetto delle regole, le informazioni ai genitori, i rischi delle terapie e delle analisi. Sì qualcuno capiva, ma quanti? E quanto durava questa tanto raccomandata alleanza tra pediatra e genitori? Qualche suo collega si adattava. “Te le chiedono, perché non accontentarli?”, gli diceva, “Poi ti lamenti che nessuno ti sponsorizza i congressi”. Aveva ragione, cavolo se aveva ragione, ma chi glielo faceva fare? E poi niente medicine, niente visite a pagamento. “Basta, basta! Si cambia. D’ora in poi prescrivo tutto, anzi di più. Basta chiacchiere, spiegazioni, perdite di tempo e visite in più! Meglio un antibiotico oggi che una visita domani.” pensò agitandosi sulla poltrona. “Voglio vedere se poi le ditte dei farmaci non mi offrono i congressi e qualche gingillo per lo studio. Altro che i semplici rappresentanti, gli Ispettori di zona, i Responsabili di area, i pezzi grossi delle ditte mi faranno la corte!” e la mamma di Pierino:
…….e pensi che l’antibiotico era uno di quelli usciti da pochissimo, che lo conoscono solo in ospedale, e così potente che gli ha fatto venire l’orticaria, che però il dottore mi ha curato con un antiallergico che, pensi, gli ha fatto venire un appetito che non glielo avevo visto mai, e per fortuna perché appena preso lo sciroppo per la tosse…
Nel frattempo in sala d’attesa le due mamme presenti, con relativi bambini, discorrevano animatamente e guarda caso, o per telepatia o perché più o meno di quello sempre si parla mentre si aspetta dal dottore, l’argomento erano i farmaci, i medici che li prescrivono e quelli che, come si dice impropriamente, sono contrari.
-    Ah, lui segna solo quello che serve, e poi ti spiega anche. Non che si capisca tutto, però almeno ci prova.
-    Guardi, io ci vengo proprio per questo. Prima ne avevo un altro che non facevo in tempo a dire “a” che aveva già la ricetta in mano e c’era sempre una processione di rappresentanti carichi di pacchi e di borse.
-    Qui invece non si vede mai nessuno. E se c’è qualcuno che si meriterebbe qualche regalo è proprio lui, poverino. Tanto gentile, tanto paziente.
-    Guardi un po’ chi entra! Non sarà che si parla del diavolo e spunta la coda?
Il nuovo arrivato, un distinto signore di mezza età, dall’aria efficiente si guardò rapidamente intorno e sbrigativamente si rivolse alle signore:
-    C’è il dottor Spiccialetti, il pediatra?
-    Sì ma è occupato al telefono.
-    Ne avrà per molto?
-    A noi ha detto solo un momento, ma sono ormai dieci minuti che non si fa più vedere.
-    Ah! Non avrà molto da fare se sta così a lungo al telefono.
-    Se è per questo è molto occupato, anzi occupatissimo. È il dottore più richiesto sa? E la sala d’attesa è tranquilla perché il dottore lavora solo su appuntamento.
-    Ah, quindi lavora molto, e potete dirmi….
L’invadenza del nuovo arrivato aveva molto disturbato le due signore, e ancor più la nutrita serie di domande sull’attività del loro dottore. Inizialmente la tentazione di rispondere sgarbatamente fu forte ma, probabilmente ripensando ai loro precedenti discorsi, decisero, in una crescente ammiccante e ben celata complicità, di raccontare, a quello che, dal tenore delle domande, non poteva che essere un rappresentante di medicinali, quante bugie potessero convincerlo della opportunità di offrire preziosi regali al dottore: un gran prescrittore di farmaci, di tutti i tipi, meglio se di recente uscita, incurante di quanto potessero costare, con una ricca clientela pagante, e costretto a ricevere in orari a parte lo stuolo di rappresentanti in coda per garantirsi la sua collaborazione. Nel pieno del torrente di queste falsità, il dottore si affacciò alla porta.
-    Si accomodi signora…
-    No, non si preoccupi dottore. Faccia passare il signore, sa è un rappresentante.
-    Ma veramente io non…..
-    Un rappresentante? Bene, si accomodi!
-    No dicevo, dottore, non sono un rappresentante. Io sono un Ispettore della….
-    Un Ispettore? Ma benissimo, prego si accomodi. Molto piacere, sono il dottor Spiccialetti.“Finalmente un Ispettore, un Ispettore di zona, un pezzo grosso” pensò il dottore, “Il cielo mi ha ascoltato e mi manda la mia occasione, nessuno scrupolo, devo giocarmela bene, inventarmi tutto. Ecco un bel congresso esotico, magari a Rio, e vai!
-    Piacere, dottor Ficcanaso. Devo dirle che questa sua accoglienza, come dire, mi spiazza un po’. La mia categoria di solito non è molto ben vista da voi medici.
-    Per carità, che dice? Ognuno ha il suo ruolo, e il vostro è importantissimo. A proposito deve propormi qualcosa di nuovo?
-    No dottore, non ci sono novità. Devo solo fare qualche accertamento.
-    Ma prego, chieda pure. Senza complimenti. “Va dritto al sodo l’amico, splendido. Vorrà sapere quanto prescrivo per farmi un offerta adeguata”
-    La ringrazio molto per la disponibilità dottore. Non è facile per me avere sempre piena collaborazione. Per la verità, molto ho già saputo dalle signore in sala d’attesa. Spero che non le dispiaccia se ho fatto qualche domanda sul suo lavoro.
-    Assolutamente no! D’altra parte lei lo fa nel mio interesse no? Perché dovrebbe dispiacermi?
-    In un certo senso è come dice lei.
-    Anzi, se vuole, può anche passare dal farmacista qui all’angolo; potrà avere informazioni preziose. ”Dopo devo ricordarmi di avvisarlo”
-    La ringrazio del consiglio ma, a lei lo posso dire, alle farmacie pensa un altro mio collega.
-    Perfetto! “Che organizzazione però! Deve essere una ditta importante. Devo vendermi bene. Rio, eccomi!”
-    Piuttosto, mi dica dottor Spiccialetti, oltre alla sua attività di pediatra di famiglia, fa qualche visita a pagamento?
-    Qualche? Scherza? Sono sulla breccia da tempo e ormai ho un nome. Con i paganti si ha un po’ più di respiro. Si fidano di più e sono contenti se gli prescrivi farmaci, e meglio ancora se sono costosi e poco conosciuti. E poi li pagano a prezzo pieno, eh? Lei mi capisce.
-    Be’, la capisco eccome e mi stupisco anche, ma la ringrazio per la sua inattesa sincerità. Mi aspettavo che tergiversasse, invece…
-    Ma per quale ragione! Si figuri! Sono io poi che la ringrazio dell’interessamento. Eh? D’altra parte la collaborazione con le ditte di farmaci è un dovere. Non ho rifiutato le offerte della Sprecamed e della Fantasupp, ora perché a lei devo dire di no.
-    Addirittura! E pensi che non volevo venire. Dai nostri dati lei risultava poco interessante.
-    Vede dottor Ficcanaso, io non ho mai amato mettermi in mostra ma, quando ti fa visita un Ispettore, devi aspettarti qualcosa di grosso e allora…Non è così?
-    Dopo questo colloquio direi proprio di sì. Comunque le faremo sapere.
-    Resterò in trepida attesa.
-    Auguri dottor Spiccialetti
-    Anche a lei dottor Ficcanaso. Ma, scusi un attimo, non mi ha detto di quale ditta è Ispettore. Forse la Fintofarma.
-    No, no, Fin-anza, dottore. Fi-nan-za.
 
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