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Tutte le medicine dalla A alla Z - Rivista n. 1 Gennaio-Febbraio - 2004
Le supposte sono il miglior modo di somministrare farmaci ai bambini? Si e no. Si, se si considera la facilità con cui si riesce a superare ogni possibile resistenza (ecco perché le supposte sono … le più amate dalle mamme italiane). No, perché con le supposte non si può adattare la dose del farmaco al peso del bambino e non si è mai sicuri di quanto farmaco venga realmente assorbito. Senza contare che troppe supposte possono irritare il culetto. Ecco perché non si trovano in commercio antibiotici o altri farmaci importanti sotto forma di supposte, molto richieste invece per somministrare medicine contro la febbre o contro la tosse.
Qual è la differenza fra uno “sciroppo” o una “sospensione”? Uno sciroppo è una preparazione liquida contenente uno o più farmaci, il cui sapore è generalmente mascherato da docificanti e aromi, per renderlo accettabile al palato. Generalmente è venduto insieme ad un misurino utile per dosarlo a seconda del peso o dell’età del bambino. Le sospensioni sono invece polvere o granuli contenenti il farmaco che vanno mescolate con l’acqua. Il farmaco resta attivo per un periodo limitato di tempo, perciò è sempre meglio conservarlo in frigo; inoltre, quando la boccetta resta ferma alcune ore, la polvere tende a depositarsi sul fondo, ecco perché è indispensabile agitare il flacone prima di somministrare il prodotto.
E’ vero che il farmaco nuovo e più costoso è anche il migliore? Nella cura delle comuni malattie dei bambini questo è quasi sempre falso. Le medicine essenziali usate dai pediatri sono pochissime (vedi l’articolo a pagina 24); la maggior parte di di queste medicine è in produzione da molti anni e perciò il loro costo è generalmente basso. I pediatri usano anche altri prodotti necessari per curare disturbi minori; anche questi però generalmente sono vecchi e collaudati farmaci di basso costo. Costosa, a volte costosissima, può essere la cura di malattie rare; in quel caso però la medicina è cara perché se ne produce poca, oppure perché deriva da un processo produttivo tecnologicamente molto sofisticato.
Perché di alcune medicine si fa pubblicità anche in TV e di altre no? In Europa la legge non consente alle ditte farmaceutiche di fare pubblicità al pubblico di farmaci acquistabili solo dietro presentazione della ricetta del medico; è invece consentita la pubblicità dei farmaci “da banco”, che si acquistano senza ricetta. Il divieto di fare pubblicità di farmaci soggetti a prescrizione medica è una norma importante che tutela la salute di tutti. La pubblicità serve esclusivamente ad aumentare le vendite di un prodotto e per ottenere questo risultato in genere ne esalta i pregi, occultandone i difetti. Finchè si tratta di detersivi o biscotti, poco male, me se è in gioco la salute il discorso cambia. Cosa è un farmaco “generico”? Le industrie farmaceutiche, quando scoprono una nuova medicina la brevettano e così acquisiscono il diritto di metterla in commercio al prezzo che loro stesse stabiliscono;in genere è un prezzo alto, per ammortizzare i costi della ricerca (vedi a pagina 28). Dopo alcuni anni però, quando questi costi sono stati recuperati, il brevetto scade e anche altre ditte acquisiscono il diritto di produrre quel farmaco, e di metterlo in commercio con il suo nome “scientifico”: quel farmaco diventa così un “generico”. Il colore della scatola dei farmaci generici è in genere più smorto, il sapore a volte meno gradevole, il nome più difficile da ricordare, però il prezzo, a parità di efficacia, è inferiore. Poiché a pagare la differenza è il paziente, la prescrizione di un farmaco “generico”, in alternativa al suo equivalente “firmato”, è un segno di attenzione da parte del medico.
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