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Allattamento - Rivista n. 2 Marzo-Aprile - 2004
Allattamento: latte di mamma come il Panda
di Vincenzo Calia

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Latte di mamma come il Panda. Incredibile, ma vero: allattare i bambini è un valore che ha bisogno di essere tutelato, quasi fosse una specie a rischio di estinzione. Deve essere proprio così se l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e le Nazioni Unite (United Nations Children’s Fund - UNICEF) hanno sentito l’esigenza di prendere iniziative ufficiali proprio con lo scopo di proteggere l’allattamento al seno.
La storia è lunga e comincia negli anni successivi all’ultima guerra mondiale; anni di grandi progressi e di grandi entusiasmi.

A volte il progresso fa danni
. Fra questi progressi c’è la produzione dei latti “artificiali”, realizzata modificando il latte di mucca fino a renderlo molto simile a quello materno.
Anzi addirittura “migliore”, almeno così si diceva in quegli anni, tanto che molte mamme in Europa e negli Stati Uniti preferivano il biberon: comodo, scientifico, sterile e poi… non si correva il rischio di rovinarsi il seno!
Ma, come a volte capita, il progresso genera illusioni e fa persino danni. Questo è un esempio: dopo un po’ si è visto chiaramente che non solo il latte artificiale non è migliore di quello materno (anzi poteva dare problemi), inoltre le scatole di latte in polvere cominciavano a diffondersi dalle belle case d’Europa e d’America nelle capanne dei paesi poveri, spesso sotto forma di aiuti, più o meno ingenuamente spediti laggiù da chi sosteneva di voler combattere la denutrizione. Peccato che per sciogliere il latte in polvere ci vuole l’acqua e, se questa acqua non è proprio pulita, come capita spesso da quelle parti, il biberon si riempie di una miriade di germi che si moltiplicano nel latte e causano la diarrea: la diarrea, in un bambino piccolo, può portare alla disidratazione e alla morte. Così le (non sempre genuine) buone intenzioni di chi spediva latte in Africa e in Asia inducevano le mamme a rinunciare ad allattare e a preferire il biberon, privando milioni di bambini del loro alimento naturale (il latte materno) ed esponendoli a gravi rischi per la salute e per la vita.

Il Codice OMS. E’ questo il motivo che ha indotto l’OMS, nel 1981, a porre un freno alla diffusione incontrollata del latte artificiale e al declino dell’allattamento naturale attraverso un “Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno” che detta regole ai Governi perché vietino la pubblicità alle famiglie degli alimenti sostitutivi del latte materno e le iniziative promozionali finalizzate a convincere le mamme a rinunciare all’allattamento al seno.
Si capisce che lo scopo di questo Codice non è di ostacolare la produzione e il perfezionamento di alimenti sostitutivi del latte materno, che sono preziosi in quelle circostanze in cui, per un motivo o per l’altro, il bambino non può essere allattato dalla sua mamma (un esempio per tutti: il bambino adottato), ma semplicemente di evitare che il latte artificiale andasse a sostituire quello materno. Insomma, come abbiamo detto, l’OMS ha preso a cuore il latte di mamma e ha deciso di proteggerlo contro il rischio di estinzione.
Nel box potete leggere, in estrema sintesi, le principali iniziative proposte dal Codice OMS. Non tutti i Paesi hanno recepito alla lettera le indicazioni dell’OMS, tuttavia dopo l’emanazione del Codice abbiamo visto un’inversione di tendenza, il numero dei bambini allattati al seno sta aumentando.

I dieci passi. Ma se nei paesi poveri è stata la pubblicizzazione sbagliata dei latti artificiali a indurre molte donne a rinunciare ad allattare, nei paesi ricchi il problema principale è stato la “medicalizzazione” del parto. Per la salute di mamma e bambino partorire in ospedale è un vantaggio, lo stesso non si può dire però per la diffusione dell’allattamento materno; le regole e le procedure dell’ospedale sono infatti studiate per garantire igiene e sicurezza, non per favorire l’incontro fra madre e figlio che è alla base dell’inizio di un buon allattamento.
Anche a questo si è cercato di porre rimedio: l’UNICEF, che è una emanazione delle Nazioni Unite, ha proposto dieci regole, i famosi “Dieci passi” (vedi box) che un ospedale dovrebbe rispettare per favorire l’allattamento materno ed essere considerato “amico dei bambini”. L’iniziativa è del 1992 e si sta diffondendo in tutto il mondo; lentamente però, almeno in Italia, dove a tutt`oggi sono solo sette gli Ospedali che hanno scelto di percorrere tutti e dieci i “passi”.



Il Codice OMS
Le principali iniziative che l’OMS propone con il Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno sono:
- I Governi si devono impegnare a divulgare un’informazione obiettiva e coerente sull’alimentazione dei lattanti e dei bambini.
- Il materiale informativo relativo all’alimentazione dei neonati e rivolto alle mamme deve spiegare che l’allattamento materno è superiore a quello artificiale, deve dire qual è la migliore preparazione per un mamma che vuole allattare e chiarire che l’allattamento “misto” è una scelta difficilmente reversibile, perciò diventa l’anticamera di quello “artificiale”.
- Si deve spiegare alle mamme che usano il latte artificiale come utilizzarlo e quali rischi si corrono.
- Le donazioni di attrezzature o materiali informativi da parte delle industrie produttrici di latte devono avvenire solo su richiesta e con l’approvazione scritta delle autorità governative.
- La pubblicità di alimenti sostitutivi del latte materno e degli strumenti utilizzati per la loro somministrazione (poppatoi e tettarelle) non deve essere fatta al pubblico, ma solo ai sanitari.
- Le industrie non devono regalare campioni di questi alimenti né biberon e tettarelle alle donne che hanno partorito.
- Nelle strutture sanitarie non si deve fare pubblicità di alimenti sostitutivi del latte materno, e al loro interno non deve operare personale retribuito dalle industrie produttrici di alimenti per l’infanzia.
- Il personale sanitario deve incoraggiare e proteggere l’allattamento al seno e non essere oggetto di offerte di incentivi economici finalizzati alla promozione del latte artificiale.
- Le etichette dei prodotti che sostituiscono o integrano il latte materno devono contenere chiare diciture che spieghino la superiorità del latte materno.
Il testo integrale del Codice è all’indirizzo http://www.epicentro.iss.it/argomenti/allattamento/codice.pdf




I dieci passi dell’UNICEF
1. Definire un protocollo scritto per l`allattamento al seno da far conoscere a tutto il personale sanitario.
2. Preparare tutto il personale sanitario per attuare compiutamente questo protocollo.
3. Informare tutte le donne in gravidanza dei vantaggi e dei metodi di realizzazione dell`allattamento al seno.
4. Aiutare le madri perché comincino ad allattare al seno già mezz`ora dopo il parto.
5. Mostrare alle madri come allattare e come mantenere la secrezione lattea anche nel caso in cui vengano separate dai neonati.
6. Non somministrare ai neonati alimenti o liquidi diversi dal latte materno, tranne che su precisa prescrizione medica.
7. Sistemare il neonato nella stessa stanza della madre ( rooming-in ), in modo che trascorrano insieme ventiquattr`ore su ventiquattro durante la permanenza in ospedale.
8. Incoraggiare l`allattamento al seno a richiesta tutte le volte che il neonato sollecita nutrimento.
9. Non dare tettarelle artificiali o succhiotti ai neonati durante il periodo dell`allattamento.
10. Favorire la creazione di gruppi di sostegno alla pratica dell`allattamento al seno, in modo che le madri vi si possano rivolgere dopo essere state dimesse dall`ospedale o dalla clinica.
 
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