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Rivista n. 4 Settembre-Ottobre - 2004
Il trucco per farli dormire
di Lucio Piermarini

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Un libro che contenesse, senza censure, tutte le discussioni tra mamme che nascono in una sala d’attesa, sarebbe probabilmente, per i pediatri, una lettura più istruttiva di tanti trattati. Anche dopo una poco più che superficiale conoscenza, pur nella fortezza del nemico, come prigionieri senza più alcuna speranza, le mamme si lasciano andare e confessano l’un l’altra i più riposti segreti. Quel giorno la discussione riguardava il sonno e praticamente tutte avevano qualcosa da dire. In effetti, oggi come oggi, un bambino che dorma tranquillamente per tutta, o quasi tutta, la notte pare essere una vera rarità, e quindi la possibile scoperta di tutta una vasta gamma di rimedi non poteva che scatenare un vivace interesse. Risultava che il ciuccio era la soluzione più frequentemente utilizzata, ma unanimemente non consigliabile perché, cadendo, obbligava a svegliarsi spesso per riattappare il bambino. Scartata anche la camomilla e altre bevande; troppe pipì e troppi pannolini. E il bambino nel lettone? La mamma che ci aveva provato raccontava di averlo dovuto attaccare al seno ogni ora, visto che comunque continuava a svegliarsi, e poi una mattina aveva trovato il marito, anche lui ormai allo stremo, che tentava di sostituirsi al figlio nella ciucciata consolatoria, nel tentativo di prendere sonno. Un’altra aveva organizzato un complicato sistema di dondolamento intermittente semi-automatizzato mediante collegamento della speciale culla a dondolo all’alluce, a turno, dei genitori. Funzionò bene fino alla notte in cui il marito, dovendosi alzare per andare in bagno, si dimenticò di essere di turno e, per di più al buio per non svegliare la creatura, strattonò violentemente la culla. Lui cadde rovinosamente lussandosi l’alluce e fratturandosi il naso contro il muro ma, ciò che è peggio, il bambino ricominciò a piangere. Una delle mamme, pur chiaramente interessata, fino a quel momento si era tenuta timidamente in disparte ma, approfittando di una pausa di sconforto del gruppo, si fece coraggio.

-    Scusate, io è la prima volta che vengo, ho appena cambiato pediatra, ma volevo dire che ho avuto i vostri stessi problemi, però li ho risolti.

-    E come?

-    Be’, anche il mio piangeva sempre di notte e anch’io le ho provate tutte. Il mio pediatra mi aveva addirittura consigliato di addormentarlo con la musica e devo dire che, tutto sommato funzionava. Solo che l’unica musica che faceva effetto era, forse perché l’ascoltava sempre mio marito durante la mia gravidanza, quel rock rumorosissimo che va tanto oggi. Capirete, se dormiva lui stavamo svegli noi, e non vi dico dei vicini. Siamo anche arrivati a portarlo di nascosto in discoteca, stavamo svegli ma almeno ci divertivamo un po’. Alla fine l’idea luminosa di mettergli le cuffie. È stata una liberazione, ma avevamo paura che tanto rumore gli facesse male e così abbiamo provato con le erbe; niente da fare. Poi il pediatra ci ha consigliato un prodotto della medicina Fantastopatica, le gocce per dormire Comunsass; sembrava tonto tutto il giorno. Non avevo proprio nessuna intenzione di intossicarlo e così quando mi hanno detto che c’era un professore Stregopatico che curava senza medicine ci siamo subito andati. Per farla breve, ha voluto esaminare il bambino con quel pendolino sapete, quello che mettono sopra le persone e comincia ad oscillare. Voi non ci crederete, non si muoveva di un millimetro! Anche il professore si è meravigliato e ha subito detto che si trattava di un caso molto raro ma chiarissimo. Niente di meno il bambino aveva un campo energetico fortissimo; per forza il pendolino non riusciva a muoversi.

-    E come è andata a finire?

-    Trovata la causa, trovato il rimedio. Ci ha spiegato che era tutta questa energia che metteva in agitazione il bambino. Praticamente interferiva con il sistema elettromagnetico del cervello impedendogli di regolare bene il sonno, per cui il bambino aveva continuo bisogno di un aiuto esterno – vi ho raccontato quante ne abbiamo fatte – per riorganizzare tutti i suoi flussi energetici e riuscire a dormire. Era indispensabile eliminare dalla stanza del bambino qualsiasi ostacolo al libero deflusso di energia, comprese le persone, e in più sistemare ad una certa distanza dal letto una serie di speciali cilindri assorbitori di energia, che ci ha dovuto progettare personalmente, per evitare che ritornasse indietro.

-    E voi che avete fatto?

-    Come che abbiamo fatto? Tutto abbiamo fatto. Abbiamo anche preso una casa più grande con una stanza tutta per lui, perché in quella vecchia dormiva vicino a noi e questo non si poteva più fare. È stato un bel sacrificio, e non vi dico che mutuo, ma per aiutarlo avremmo fatto qualunque cosa. Le prime due notti ha pianto come il solito, e non ti dico la pena di starlo a sentire senza poter fare nulla, senza neanche poter entrare nella stanza. Ma il professore ce lo aveva spiegato benissimo che per liberarsi dell’energia in eccesso ci avrebbe messo due tre notti e poi avrebbe pianto sempre meno fino a smettere. E così è stato. Ora è un bambino felice e noi con lui. Un miracolo! O meglio, un miracolo della scienza.
La signora aveva appena terminato il racconto, in un atmosfera composta in varia percentuale di stupore, fede e recriminazioni, quando la porta dello studio si aprì e il pediatra la invitò ad entrare.

-    Prego, si accomodi. Sbaglio, o è la prima volta che ci vediamo?

-    No, non sbaglia affatto. Ho avuto un po’ di problemi con il precedente pediatra e così…

-    Sono cose che succedono. Dopo tutto si tratta di un rapporto di fiducia, e se la fiducia se ne va non si può continuare come se niente fosse. È venuta per un controllo di salute?

-    Sì dottore; è tanto che non viene controllato.

-    Bene, lo spogli e vediamo. E per il resto? Voglio dire che fa, è tranquillo, gioca, dorme?

-    Oh sì, tutto bene adesso. È un vero angioletto, la sera lo mettiamo nella sua bella stanzetta e si fa tutto un sonno fino al mattino.

-    Questa è un’ottima cosa. Per voi intendo. Un bambino male abituato può distruggere la felicità di una famiglia. Non sa quanti genitori di bambini che piangono di notte, presi dall’ansia delle più strane malattie, arrivano a fare errori strategici banali ma con conseguenze devastanti. Sapeste quante volte ho cercato di spiegargli che non avevano nessun problema ma che, avendo frequenti fasi di sonno leggero, basta che sentano la vicinanza dei genitori per mettersi a piangere, anche tutta la notte, e smettere solo se gli si concede una qualunque attenzione. Ma questo non è un vostro problema, no?

 
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