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Rivista n. 2 Marzo-Aprile - 2005
Batteri e virus: compagni invisibili
di Franco Panizon

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C’è stato un tempo, tra i 3 e i 4 miliardi di anni fa, che la terra non era né abitata né abitabile. Niente acqua nel mare, niente ossigeno nell’aria, solo ammoniaca e metano. Sono stati i batteri a produrre la vita: a mettere assieme l’idrogeno e l’ossigeno per fare l’acqua, a darci una atmosfera che ci proteggesse e ci permettesse di respirare, e con questa una temperatura vivibile, l’aria, la pioggia, il nostro mondo. Un miracolo? Un miracolo.
Basta per dire che i batteri sono i migliori amici dell’uomo? Forse no, certo sono i nostri progenitori: dal loro DNA è venuto il nostro DNA. Nei nuclei delle nostre cellule ci sono migliaia e migliaia di geni batterici, conservati così da miliardi di anni, assieme a quelli, più numerosi, che si sono poi formati, per mutazione, da quei primi geni ancestrali.
I microbi vivono con noi e dentro di noi, sulla pelle, nel naso, in bocca, nell’intestino. E sono dei veri compagni di viaggio: producono vitamine, aiutano la digestione, modificano l’odore del nostro corpo (poi magari noi li combattiamo coi deodoranti: che ingrati!), lottano per noi perché, nell’equilibrio della vita, dentro e attorno a noi, non prevalgano agenti infettanti troppo aggressivi.
Ma fanno molto di più: stimolano i nostri meccanismi di difesa; meglio ancora, ci aiutano a stare in equilibrio con noi stessi e con l’ambiente che ci circonda. Guai se non ci fossero: l’aumento che c’è stato delle malattie allergiche nel corso degli ultimi decenni (si sono moltiplicate per tre) è dovuto, sembra ormai certo, all’eccesso di igiene, alla mancanza del sano stimolo dei batteri.


I virus sono delle particelle molto più piccole dei batteri; sono dei quasi-viventi. Non sono del-tutto-viventi perché non sono capaci di riprodursi da soli. È strano, ed è anche difficile collocarli nella storia della vita. Per riprodursi occorre avere i geni, cioè il codice della vita (il DNA) e delle altre sostanze che permettano al DNA di trasformarsi in strutture vitali (l’RNA). I virus hanno o soltanto il DNA o soltanto l’RNA, e per riprodursi hanno bisogno di RNA o di DNA complementare, messo a disposizione dall’ospite, che può essere un animale oppure l’uomo. Dunque, se i batteri sono compagni di viaggio che vivono di vita propria, i virus sono dei clandestini, che devono saltare, per vivere e riprodursi, da un essere vivente a un altro. Qualche volta, si insediano stabilmente nel loro “ospite”, e ci stanno tutta la vita. Certamente, nel nostro DNA c’è anche molto DNA virale, ramazzato nei millenni.

 
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