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Ossa e colonna vertebrale - Rivista n. 5 Settembre-Ottobre - 2008
Una colonna a zig zag
di Franco Panizon

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Qua le cose sono un po’ più nascoste, un po’ più sottili, e un po’ più complicate. La colonna vertebrale è una colonna solo a parole; in realtà ha le sue due belle curve, una a livello del dorso, con convessità rivolta all’indietro, la “cifosi dorsale”, e una a livello dei lombi, con la convessità in avanti, la “lordosi lombare”. In comune con molte delle colonne che reggevano i tetti dei templi greci e romani c’è anche il criterio con cui la colonna vertebrale è costruita: tanti cilindri larghi e schiacciati messi uno sopra all’altro. Piccole imperfezioni della sequenza con cui questi cilindri sono sovrapposti con spostamenti in senso antero-posteriore o latero-laterale sono assolutamente normali. Poi però ci sono le deformazioni vere e proprie che piegano la colonna fino a farla assomigliare, vista di fronte, ad una lettera S più o meno simmetrica e schiacciata. Questo comporta uno spostamento di tutte le ossa che alla colonna vertebrale sono collegate: il bacino, le costole e la gabbia toracica, le articolazioni delle spalle. Cause di deviazioni della colonna (scoliosi) ce ne sono molte, una, storica, è quella rachitica. Ma non è questa la scoliosi che preoccupa tanto i genitori e i medici. Il problema della colonna “storta”, scoliotica, il problema della “gobba” non è tipicamente un problema del bambino della scuola materna, né della scuola elementare, ma piuttosto un problema tardivo, dell’adolescenza; e specialmente un problema femminile. E in realtà, il vostro pediatra, la colonna dei vostri figli, deve sorvegliarla con i suoi occhi.



UNA LIVELLA PER LA SCHIENA
C’è un semplice strumento che i pediatri usano per osservare la schiena dei loro piccoli pazienti: si chiama “scoliometro” ed è una specie di livella.
Il bambino viene fatto piegare in avanti con le braccia e la testa penzoloni: la schiena disegnerà così un arco. Lo scoliometro viene appoggiato trasversalmente sulla schiena e fatto scorrere dal collo ai fianchi: se c’è una vera scoliosi la livella indicherà che una metà della schiena è notevolmente più alta dell’altra.


RAGGI X: MENO SI FANNO E MEGLIO È

È sconsigliabile cercare di tenere sotto controllo una sospetta scoliosi con ripetuti esami radiografici. Se la patologia non è grave ed evolutiva (cosa che capita molto di rado), fare radiografie significa infatti irradiare gran parte del corpo; i raggi X hanno un effetto cancerogeno che si fissa nelle cellule e persiste per tutta la vita; cosicché l’effetto di ogni singola lastra va a sommarsi con quello della successiva. Più una persona è giovane e più è probabile che nel corso della sua vita abbia bisogno di Rx per vari motivi; perciò occorre evitare il più possibile di esporre i bambini a questo rischio.

UN SERVIZIO DI CUI FAREMMO VOLENTIERI A MENO

Molti anni fa, quando non esistevano il Servizio Sanitario e la Pediatria di famiglia, i medici andavano nelle scuole dove, a volte, identificavano e curavano delle patologie rimaste misconosciute: si chiamava “medicina scolastica”. Oggi tutto ciò è inutile, tuttavia in molte regioni, più o meno camuffata, la medicina scolastica sopravvive e si inventa mille maniere per giustificare se stessa. Una di queste sono gli “screening della scoliosi”: si visitano ragazzini e ragazzine degli ultimi anni delle elementari o delle medie e si diagnosticano molte “scoliosi” che vengono poi avviate dal radiologo e/o dall’ortopedico per una diagnosi più precisa. Sono sempre 3 o 4 per ogni classe i ragazzini che, dove questo “servizio” è attivo, vengono inviati dallo specialista. Un numero francamente poco credibile, se si considera che l’incidenza della scoliosi, quella vera, che necessita di una diagnosi e di una terapia, non supera il numero di 5 bambini ogni 1000: cioè in una scuola con 1000 alunni di varie età più o meno un nuovo caso l’anno, che certamente non sfuggirà all’osservazione non diciamo del suo pediatra, ma neppure della sua mamma.
E allora i 3 o 4 per classe che vengono avviati dallo specialista? Sono 3 o 4 sfortunati che, se non trovano un altro medico (per esempio il loro pediatra) che ferma questa procedura, finiranno probabilmente per affollare uno dei tanti centri di “riabilitazione”, che frequenteranno per qualche anno assiduamente.
Risultato: per riempire il tempo di operatori sanitari che non hanno più alcun motivo di esistere (la medicina scolastica) si inventa una patologia, si allestisce un percorso diagnostico (con assorbimento di raggi X e spesa a carico del Servizio Sanitario) e infine si affliggono i poveri malcapitati e le loro famiglie con ginnastiche faticose e inutili, ancorché, di nuovo, costose e a carico del servizio Sanitario. Insomma di questo screening della scoliosi faremmo volentieri a meno.

 
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