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Rivista n. 2 Marzo-Aprile - 2003
Atletica leggera: uno sport completo di Giacomo Toffol
La primavera è il momento migliore per iniziare la pratica di una attività sportiva come l’atletica leggera. Spesso ingiustamente trascurata a favore di sport di squadra più “famosi”, questa disciplina, definita la regina degli sport, rimane la guida per qualsiasi attività da praticare in futuro. La madre di tutti gli sport. Si tratta infatti della base stessa dello sport, in quanto abbraccia, con le sue numerose specialità, tutti i movimenti naturali dell’uomo. In atletica si corre velocemente, a lungo, superando ostacoli, si cammina, si salta in alto, in lungo, si lanciano diversi attrezzi. Si fa cioè tutto quello che abitualmente fanno dei ragazzini liberi di giocare in uno spazio aperto. Compito degli allenatori è solo quello di convogliare tutta la spontanea voglia di muoversi dei ragazzi all’interno di alcune regole e schemi, affinando gradualmente le loro spontanee abilità motorie. In ogni società di atletica leggera viene quindi offerta ai giovani la possibilità di esprimersi e di migliorare le proprie capacità fisiche attraverso le forme di movimento più naturali, consolidando gli schemi motori di base. In questo modo l’eventuale scelta successiva di un’altra disciplina sportiva, individuale o di squadra, più idonea alle caratteristiche e possibilità psicofisiche del bambino, potrà avvenire partendo da una più ampia piattaforma di esperienze motorie, sicura garanzia per un adeguato riscontro anche in termini di risultato.
Giocare all’atletica. È utile iniziare verso gli 8 – 10 anni, l’età “giusta” per fornire al ragazzo una pluralità di stimoli finalizzati allo sviluppo delle sue capacità coordinative e delle qualità fisiche (forza, resistenza, velocità). Nella fase di addestramento il gioco è preponderante, il bambino “gioca all’atletica”, ma così facendo fin da subito si mette alla prova, si confronta e si rende responsabile della sua prestazione. In atletica il confronto è immediato; ogni miglioramento ottenuto è subito comparabile a se stessi e agli altri attraverso le misurazioni metriche e cronometriche. Per superare i propri limiti, ad ogni livello, è necessaria una lunga applicazione, e quindi l’atletica diventa scuola di volontà. Essa sviluppa il “gusto” ad uno sforzo individuale, pur compiuto in una cornice collettiva. Ed è soprattutto questo il punto di differenziazione con gli sport di squadra, forse più idonei alla socializzazione ed al rapporto con gli altri, ma che offrono al bambino meno responsabilità e più alibi di fronte a un eventuale insuccesso.
GAME LAND, IL GIOCO DEI GIOCHI
Dalla stagione 2002-2003 la Federazione italiana di Atletica ha promosso, in collaborazione con tutte le scuole materne ed elementari interessate, il progetto “Game Land”, per avviare i giovanissimi alla pratica sportiva nelle piazze, nelle scuole, nei cortili, dovunque sia possibile sviluppare aggregazione e relazione, puntando sul divertimento associato alla pratica di una disciplina affascinante come l’atletica. PER SAPERNE DI PIÙ
Per conoscere l’ubicazione della società di atletica più vicina è sufficiente collegarsi al sito internet della Federazione Italiana di Atletica Leggera (www.fidal.it). Sul sito sono inoltre disponibili le informazioni relative al progetto “Game Land”.
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