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Rivista n. 3 Maggio-Giugno - 2003
Linguaggio: la macchina per parlare
di Valentina Leone

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La funzione del linguaggio è controllata da alcune strutture della corteccia cerebrale: si chiamano “area di Broca” e “area di Wernicke” e sono collegate da un fascio nervoso.
Una lesione dell’area di Broca, nell’adulto, produce un difetto nella capacità di parlare, una lesione dell’area di Wernicke produce un difetto di comprensione del linguaggio parlato. L’area di Wernicke è collegata con la corteccia visiva, questo collegamento ha a che fare con la comprensione del linguaggio scritto.
Ma in realtà le funzioni del linguaggio sono sparse un po’ in tutto il cervello (la comprensione della parola significa anche comprensione del mondo), sappiamo anche che all’interno delle aree destinate al linguaggio esistono aree specializzate: per esempio in una persona bilingue ci sono aree che riguardano la comprensione “generale” del linguaggio (di entrambe le lingue) e aree che riguardano la comprensione di una sola delle due lingue.


Questa complessa “macchina per comunicare” o “macchina per capire e farsi capire” si colloca, normalmente, nell’emisfero di sinistra. Un maggiore sviluppo della metà sinistra del cervello, “planum temporale”, è già presente nell’embrione alla fine della 28° settimana di gestazione, ma è soltanto dopo la nascita e fino al completamento della pubertà (con massimo di attività nel 2° anno), che in quest’area si moltiplicano i collegamenti fra cellule nervose, mentre il bambino impara velocemente a parlare.
E’ entro questa età che si può apprendere “veramente” un primo e anche un secondo linguaggio, che si introiettano le regole grammaticali (il vocabolario si arricchisce per tutta la vita).
 

 
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