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Rivista n. 3 Maggio-Giugno - 2003
Tonsille o non tonsille
di Vincenzo Calia

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E’ passato un anno da quando ho ricevuto la telefonata di Enrico Materia, che mi invitava a far parte di un gruppo di lavoro incaricato di elaborare un documento, da far circolare fra pediatri e otorinolaringoiatri, contenente prove scientifiche e suggerimenti per un uso corretto ed efficace dell’intervento di asportazione di tonsille e adenoidi.
Un’impresa non facile: poche decisioni chirurgiche vengono prese infatti con criteri così variabili e controversi.
Enrico Materia un medico (un epidemiologo per la precisione) dell’Agenzia di Sanità Pubblica del Lazio, ha riunito perciò un gruppo numeroso ed eterogeneo di esperti, l’obiettivo è ambizioso, ma non irraggiungibile.

Un intervento antico, ma sempre discusso
Le prime descrizioni dell’asportazione delle tonsille risalgono a 2000 anni fa, sono di due medici dell’antica Roma. Per venire a tempi più recenti, nella seconda metà del ‘900 la tonsillectomia, spesso accompagnata dall’adenoidectomia, si è diffusa così tanto, che gran parte di quelli che sono stati bambini negli anni ‘50 e ‘60 se la ricordando ancora; un’operazione che si faceva senza anestesia, tenendo buoni i piccoli pazienti con la promessa che sarebbe stata seguita da una cura a base … di gelati (per calmare il dolore, ridurre i rischi di emorragie e… asciugare le lacrime). Poi il vento è cambiato, si è visto che i benefici di questa operazione erano spesso inferiori ai rischi e ai disagi che essa comportava, così chi è nato dopo gli anni ‘70 si è spesso “salvato”.
Non tutti però: ancora oggi l’asportazione di tonsille e/o adenoidi è l’operazione più frequente fra i bambini (un terzo di tutti gli interventi nel Lazio), ma quello che colpisce di più è  la grande differenza fra la frequenza con cui sono operati bambini in diverse regioni: nel 2000 il primato spettava al Piemonte, 19 interventi ogni 10.000 abitanti, quasi 6 volte di più che in Basilicata (3.5 interventi ogni 10.000 abitanti). Differenze strane e difficilmente spiegabili, neppure con fattori ambientali e climatici, come si capisce paragonando gli interventi in provincia di Trento (8.6 per 10.000 abitanti) con quelli in provincia di Bolzano (16 per 10.000 abitanti, quasi il doppio!). Insomma c’è qualcosa che non quadra: probabilmente la decisione “tonsille o non tonsille” è dipesa finora più dall’opinione personale dei medici che da fattori oggettivi.

Piove la “letteratura”
Ecco perché è importante studiare il modo di mettere tutti d’accordo e decidere insieme una linea di comportamento omogenea e basata su prove scientifiche. Si comincia scambiandosi delle idee sulla base di un primo documento, scritto dal dott. Materia e dai suoi collaboratori, poi sul tavolo dei partecipanti al gruppo di lavoro piove fitta “la letteratura”.
Quando in ambiente medico si parla di “letteratura” si intende il materiale pubblicato da Riviste e Istituti scientifici: decine, a volte centinaia di articoli, relazioni e “abstract” (riassunti di articoli), quasi tutti in  inglese; trovare questo materiale, nell’era di internet, è facile; è difficile però scegliere con attenzione e selezionare nel mare di pubblicazioni le migliori, quelle scientificamente più valide e più pertinenti alla ricerca che si sta facendo.
Mesi di lavoro al computer; a volte occorre contattare personalmente gli autori per chiedere chiarimenti o aggiornamenti; poi il gruppo di lavoro deve studiare, farsi delle convinzioni e prepararsi alla discussione.

40 preziose “paginette”

La discussione non manca, ma, via via che si studia “la letteratura” e si confrontano le idee, prende forma il documento. Un fascicoletto di 40 facciate, stampato in decine di migliaia di copie che sta cominciando a circolare fra gli specialisti di tutta Italia.
Sono quattro i capitoli principali: nel 1° si definiscono le situazioni in cui è necessario asportare tonsille e/o adenoidi, ma si parla anche delle circostanze in cui l’intervento non è necessario (anche se viene spesso proposto); nel 2° si danno indicazioni pratiche sull’intervento, l’anestesia e gli esami di laboratorio utili (o inutili) prima dell’operazione; il 3° capitolo è dedicato ai farmaci da adoperare prima e dopo l’adeno/tonsillectomia per evitare complicazioni; infine si parla del modo più appropriato di assistere i pazienti (quasi sempre bambini), in ospedale e fuori.
L’appuntamento è fra qualche anno, quando si tornerà a contare le operazioni, con la prospettiva di trovare una riduzione della loro frequenza e l’eliminazione della maggior parte degli interventi non necessari.
Un bel vantaggio per tutti: i bambini, le loro famiglie e (perché no?) il nostro Sistema Sanitario.

Vincenzo Calia, direttore di UPPA, direttore@uppa.it 

 

Piccole sentinelle
Le adenoidi e le tonsille sono piccole masse di “tessuto linfatico” messe a guardia del nostro organismo nel punto da cui passano il cibo e l’aria. Il loro compito è  riconoscere germi e virus pericolosi e distruggerli; per fare questo però a volte si gonfiano e si infiammano, con febbre e dolore, fino a chiudere in parte naso e gola.

Quando levarle e quando no
Il “Documento d’indirizzo”, suggerisce di asportare tonsille ed adenoidi (adenotonsillectomia) in caso di:
-    Apnea ostruttiva da sonno: il bambino respira faticosamente durante il sonno, resta spesso senza fiato, non riesce a dormire profondamente e perciò durante il giorno è disturbato, sonnolento, svogliato.
L’asportazione delle sole tonsille (tonsillectomia) è consigliata quando:
-    Il bambino ha almeno 5 episodi di infiammazione delle tonsille in 1 anno che gli impediscono di svolgere le sue normali attività (la decisione di intervenire deve essere preceduta da un periodo di osservazione attenta di almeno 1 anno e 1/2).
-    L’ingrossamento delle tonsille fa temere un tumore (rarissimo fra i bambini).
Si possono lasciare tranquillamente al loro posto tonsille e adenoidi se:
-    C’è un ascesso peritonsillare.
-    C’è una malattia da “Streptococco Beta emolitico di gruppo A”.
-    Ci sono frequenti febbri accompagnate da afte e rigonfiamento dei linfonodi del collo.
-    Si verificano numerosi episodi di otite, oppure nelle orecchie c’è catarro.
-    C’è una sinusite cronica.

Una bella compagnia

Il “Documento di indirizzo” è stato scritto da rappresentanti di due società scientifiche pediatriche (l’Associazione Culturale Pediatri e la Società Italiana di Pediatria), di due società scientifiche otorinolaringoiatriche (la Società Italiana di Foniatria e Logopedia e la Società Italiana di Otorinolaringoiatria Pediatrica) e della Società Italiana di Odontoiatria e Ortodonzia; il progetto è stato coordinato dall’Agenzia di Sanità Pubblica della regione Lazio e dall’Istituto Superiore di Sanità.

Per chi vuole sapere tutto
Come sempre c’è un sito: è quello del Programma Nazionale per le Linee Guida del Ministero della salute www. pnlg.it, dove potete trovare altri interessanti documenti, come le linee guida per la cura dell’influenza – per saperne di più www.uppa.it.
 
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