La signora Semplice era talmente preoccupata che si era presentata in ambulatorio molto in anticipo sull’ora dell’appuntamento; quello specialista del naso (come si era decisa a chiamarlo dopo aver bisticciato a lungo con quel nome così lungo e strano) non l’aveva proprio convinta. Non aveva mai avuto problemi simili con gli altri specialisti a cui il suo pediatra, l’aveva spesso inviata.
In effetti il dottor Mandante, il pediatra appunto, era un tipo molto scrupoloso e, non appena si trovava di fronte a qualcosa di un po’ complicato, si sentiva molto più tranquillo a consigliare ai suoi clienti una consulenza specialistica. “ Sono piccoli, sono creature, e se poi succede qualche cosa? Chi se la prende la responsabilità?” diceva molto seriamente alle mamme, le quali, a sentire parlare di responsabilità, gli davano perfettamente ragione e si adattavano a viaggiare a destra e a manca. Il naso chiuso persistente e il respiro russante rientravano in questa categoria, anche perché all’esposizione dei sintomi le mamme facevano ormai invariabilmente seguire, visibilmente allarmate, la domanda: “Non sarà mica necessario un intervento?”. Cosa si pretende che potesse rispondere il povero dottor Mandante ad una domanda così specialistica? Lui prontamente mandava.
Finalmente, venuto il suo turno, la signora Semplice entrò con passo affrettato nello studio e, risposto al saluto del dottore, si sedette smaniando di poter parlare.
- Bene signora, ci dovevamo vedere per…
- Per quella visita specialistica, ricorda dottore, lo specialista del naso?
- Ah sì, ecco qui, visita otorino, sì sì sì. Allora come è andata? – chiese intempestivamente sorridente il dottor Mandante.
- Un disastro dottore…
Una risposta del genere era quanto di più il dottore temeva. La prospettiva di ritrovarsi da solo a dover risolvere problemi, secondo lui assolutamente spettanti ad altri, lo metteva incredibilmente in ansia. Rappresentava quasi un sovvertimento dell’ordine costituito, qualcosa che non doveva assolutamente succedere, pena il tracollo del sistema sanitario e suo personale. Mentre la signora parlava cercò intimamente di ricomporsi per cercare di uscire con dignità e, possibilmente, professionale eleganza da quella sfida.
- …e non è stata neanche una vera visita secondo me. Lei dottore è molto più accurato.
Questo riconoscimento lo rinfrancò e gli permise ristabilire una condizione di naturale superiorità, così da poter contenere la foga della signora Semplice.
- Ma vede signora, gli specialisti sono fatti così. Loro sono abituati a vedere solo un pezzetto di organismo e fanno tutto in maniera automatica. L’importante è che ci aiutino a trovare una soluzione ai nostri problemi.
- Per carità dottore…
Come riemergere dall’acqua con la bocca spalancata, dopo aver rischiato di annegare, e prendersi immediatamente un ondata in faccia. Stavolta la ripresa dal colpo richiese più tempo, ma ci riuscì, mostrando un lungo interessato silenzio, che la signora Semplice apprezzò molto, avendo in abbondanza di che sfogarsi.
- Possibile che tutto sia andato storto signora? Eppure ho già avuto modo di collaborare con il dottor Sicario Guardabuchi e devo dire di essere sempre rimasto contento.
- Io so soltanto che il suo Sicario, dottor Mandante, voleva assolutamente far piazza pulita di tutto quello che, secondo lui, dava impiccio nella gola e nel naso del mio povero Pierino. Solo dopo mille insistenze ha ceduto a prescrivermi una cura, ha detto lui, di prova. Un messale di roba dottore. Lui parlava e scriveva, io ero talmente confusa che dicevo sempre di sì, senza capire nulla. Me ne sono resa conto solo a casa quando ho scaricato la roba presa in farmacia e ho cercato di raccapezzarmi.
- Ma alla fine l’ha fatta questa cura?
- Certo che l’ho fatta, che crede? Ma non sa quanto è stato complicato. Ho dovuto anche telefonargli più volte per farmi spiegare bene quello che dovevo fare e appena risolto un problema, se ne presentava un altro. Vado a prendere l’antibiotico da mettere nel naso e scopro che sono fiale per iniezione. Dico, si sarà sbagliato il farmacista. Chiamo il dottore e tutto scocciato mi spiega che quelle fiale devo usare, che lui sa quello che fa, che tutti sono capaci di mettere nel naso le gocce normali, e che se si va dal medico ci si deve fidare eccetera eccetera. Sì sì, mi scusi, dico io, ma sa, dottor Mandante, con lei una cosa così non mi era mai capitata.
- Beh lo specialista è specialista per questo, riesce a trovare soluzioni talmente brillanti che possono apparire stravaganti.
- Quanto a questo glielo posso garantire io, perché non è finita lì. Chiarita la questione antibiotico comincio a guardare il resto delle medicine e delle istruzioni e mi rendo conto che dovevo fargli i lavaggi nasali con una certa Aqualùrd, che dottore, le garantisco, lo champagne francese costa sicuramente meno, e forse fa pure meglio, se non altro a noi poveri genitori.
- Ma signora, si tratta di acque speciali, e proprio il fatto che costano tanto le dovrebbe far capire che fanno bene. E poi… a prescrivere della normale acqua salata sono capaci tutti.
- Sarà come dice lei dottore, ma quando ho visto che i lavaggi glieli dovevo fare con la peretta per i clisteri sono rimasta di stucco. Capirà, ho subito ritelefonato allo specialista, e giù altri rimproveri che lui non si divertiva mica a tormentare le persone, che con quel sistema veniva meglio, che per curare il naso le medicine si devono mettere nel naso, per cui fiale nel naso, peretta nel naso, il bambino si deve adattare! Ho avuto dei dubbi anche per le altre prescrizioni ma, capita la lezione, me ne sono ben guardata dal richiamare.
- Allora ci siete riusciti alla fine?
- Alla fine dottore, se te lo dice uno specialista, te lo spiega con tanta convinzione, noi siamo ignoranti di queste cose… si fa e basta.
- E allora dove sta questo disastro che diceva?
- Il disastro è che, dopo aver penato un inferno per dargli le medicine, Pierino sta esattamente come prima.
- Ma non è possibile signora! Con una cura così innovativa! Avrete fatto qualche errore, che so, non avete conservato bene i farmaci, avete saltato qualche dose. Dovrà riprovare e fare le cose con più attenzione.
- Riprovare? Ma lei non si rende conto che battaglia che è stata. A tenerlo in tre e io che gli do le medicine. E passi per le fialette, la peretta, lo spray; alla fine mollava. Ma le supposte di Sturatut, quelle per sciogliere il muco del naso! Quelle sono state una cosa terribile. Non c’è stato verso di fargliele accettare.
- Ma signora, le supposte sono la medicina più semplice da somministrare ai bambini.
- Lo dice lei! Avrebbe dovuto vedere come scuoteva le testa di qua e di là.
- Come la testa? Ma scusi…, lei, le supposte, dove gliele ha messe.
- Come dove gliele ho messe? Dove mi è stato detto di mettere tutto il resto…nel naso.