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Rivista n. 4 Settembre-Ottobre - 2003
Il bimbo che balla segue il suo istinto di Manuela Garroni
Giocare e stare insieme Quante volte abbiamo visto la felicità dei genitori vedendo e facendo vedere il loro bambino, che appena sente la musica si mette automaticamente a ballare. La contentezza è tanta, ma la creatura ha semplicemente seguito un istinto innato: quello di lasciar muovere il corpo assecondando il richiamo del ritmo. Succede a tutti i bambini del mondo, di qualunque colore e razza. Il bambino nel rispondere a questo richiamo si lascia andare: e l’espressione gioiosa del suo viso ci obbliga ogni volta a ri-imparare quanta immediatezza ci può essere nella felicità, quando questa segue un istinto naturale, sano, armonioso, liberatorio.
Il ritmo e l’arte del vivere. Il ritmo è la dimensione che riguarda l’organizzazione della durata del suono, la periodicità con la quale il suono si presenta, l’accentuazione che richiede. E’ alla base di tutte le arti, compresa l’arte del vivere. Domina il centro del nostro corpo e risiede nel torace: il respiro e il battito cardiaco sono i centri pulsanti che scandiscono il tempo della nostra presenza nel mondo Ognuno di noi esprime il suo pulsare cadenzato e regolare, che varia a seconda dello stato d’animo e dell’azione che deve compiere, in un adattamento e riequilibrio continuo della sua struttura muscolare. Ma ritroviamo l’esperienza ritmica anche nella successione dei pasti, nei cicli di veglia e di sonno, nel susseguirsi delle stagioni; nei colonnati, nei portici e nelle successioni delle finestre sulle facciate dei palazzi; nel rincorrersi dei cipressi sulle strade della campagna toscana; nel gesto del raccoglitore di erbe aromatiche; nella disposizione delle panchine e dei lampioni delle strade. Nelle relazioni, con il dare e avere di sentimenti ed emozioni, di negazioni o risposte, o gesti, o attese.
L’orecchio e il movimento corporeo. L’orecchio interno è un grande organizzazione del movimento. E’ diviso in due parti contigue, la chiocciola e il labirinto: dalla prima dipende la percezione dei suoni e del ritmo, dalla seconda, l’equilibrio, la deambulazione, la statica; il controllo del tono di tutti i muscoli, di tutti i movimenti, compresi quelli degli occhi - nel momento in cui state leggendo il vostro vestibolo sta lavorando - e del corpo impegnato nell’atto di ascoltare. C’è una differenza di modalità di ascolto tra la melodia, che concerne le vibrazioni sonore che corrispondono alle note, e il ritmo, percepito come onde di pressione. Le vibrazioni dei suoni medi e acuti vengono percepite dalla parte cocleare dell’orecchio interno e arrivano direttamente alla corteccia cerebrale; invece le onde pressorie del ritmo provocano movimenti periodici dei liquidi del vestibolo: l’azione dinamica che provocano sono la causa della messa in funzione dei movimenti del fisico. E’ per questo che il ritmo percorre il corpo in tutti i suoi muscoli volontari. Inoltre gli impulsi che partono dal vestibolo non arrivano direttamente alla corteccia cerebrale ma producono direttamente degli automatismi inconsci; diventeranno coscienti solo quando ne facciamo oggetto di astrazione intellettuale e di studio, trasformandoli in conoscenza a livello corticale.
Il ruolo del sistema nervoso. Pensare ad un ritmo significa associarvi un corpo in movimento e un gesto che lo esegue, che deve derivare dall’esercizio di una certa forza muscolare. L’esperienza ritmica è una capacità figurativo/gestuale basata sull’agilità e sulla creazione di sequenze di movimento dove il corpo ha bisogno di conoscere automaticamente lo spazio da percorre e il tempo che serve per percorrerlo, nonché l’energia necessaria perché il movimento sia adeguato alla sequenza da eseguire e all’accentuazione da dare. Tutto questo è dato dalla possibilità di stabilire in modo rapido una comunicazione tra la mente che concepisce ed il corpo che esegue: dipende dal buon funzionamento del sistema nervoso che organizzerà gli ordini di contrazione e rilassamento della muscolatura, stabiliti dal cervello. La presenza di una qualche resistenza nel sistema muscolare, o un disturbo nel sistema nervoso, produce un disordine cerebrale e un’inquietudine generale nei quali il cervello non trova la calma, il tempo e la chiarezza necessari al controllo dell’organismo e all’analisi degli ordini da trasmettergli; il risultato sarà una mancanza di fiducia nelle proprie forze, una sfiducia in se stessi.
Il senso del ritmo si impara? Una persona che ha senso del ritmo possiede sempre un buon equilibrio corporeo, una grazia fisica e un armonia nei gesti. Lo sviluppo del senso ritmico si ottiene con esercizi che mirano a creare automatismi e ad assicurare l’equilibrio del funzionamento muscolare: questi esercizi si ritrovano in diverse metodologie, per esempio il metodo Dalcroze, l’Euritmia Steineriana, il Movimento Creativo, il metodo Gordon, e si basano tutti sull’evitare di eseguire solo movimenti regolari e simmetrici e sull’imparare ad utilizzare movimenti di intensità diverse, tali da formare divisioni di tempo e di durata che hanno tra loro un rapporto ritmico musicale. Ma non dimentichiamoci che anche arrampicarsi sugli alberi, saltare i corsi d’acqua, rotolarsi per terra, divertirsi a camminare in equilibri precari, correre a perdifiato per una discesa dandosi un tempo, giocare ad acchiapparsi … sono tutti giochi che insegnano a conoscere e a sviluppare i propri equilibri muscolari e i propri rapporti spazio/tempo.
VESTIBOLO E COCLEA Vestibolo e coclea fanno parte dell’orecchio interno, l’organo dove le vibrazioni sonore e la posizione del corpo nello spazio vengono trasformate in percezioni nervose. I due minuscoli apparati (i più piccoli del corpo) sono contigui, scavati nell’osso (labirinto osseo e chiocciola), ripieni di liquido (endolinfa) e tappezzati da cellule sensibili le cui cilia si muovono come alghe spinte dal liquido in cui sono immerse.
ACCENTO Sono accentati quei suoni che vengono intensificati perché acquistino un particolare rilievo ritmico o espressivo nel fraseggio musicale; il modo in cui cadono gli accenti determina la battuta musicale.
PARAMETRI MUSICALI Il suono si presenta con determinate caratteristiche a seconda dell’onda che provoca con le sue vibrazioni nell’aria; si parla di altezza, a seconda se è acuto (onde ad alta frequenza) o grave (onde a bassa frequenza); si parla d’intensità, se il suono è debole o forte; di durata, rispetto a quanto dura nel tempo; di timbro, che è "il colore del suono", che ci permette di distinguere la voce dei diversi strumenti ed il carattere vocale delle persone.
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