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Rivista n. 5 Novembre-Dicembre - 2003
Svezzamento: FAQ
di redazione UPPA

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Che cos’è lo svezzamento?
È quel periodo transitorio in cui il latte cessa di essere l’alimento esclusivo del bambino, in quanto non consente di soddisfare tutte le sue necessità e va sostituito gradualmente con cibi diversi.

Quando iniziare lo svezzamento? Le abitudini legate al divezzamento sono in genere differenti tra culture e sono dettate dalle diverse tradizioni e dalla diversa disponibilità di alimenti nei vari paesi. Le attuali linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) consigliano di iniziare a 7 mesi e comunque mai prima di 5 mesi; fino a quel momento il latte materno e, in mancanza di questo, il latte adattato, assicurano un accrescimento ottimale. I tempi sono condizionati da alcuni fattori anatomo-fisiologici: Coordinazione neuromuscolare: prima del quarto mese i lattanti non sono ancora in grado di coordinare i muscoli per formare un boccone, spingerlo verso la parte posteriore della bocca ed inghiottirlo. Funzione renale: la capacità di smaltire un’alimentazione più concentrata (il latte è in gran parte acqua) è molto limitata nel neonato. Sistema immunitario: a 4 mesi la cosiddetta “barriera dell’intestino” è completata. Perciò è più difficile che attraverso le sue pareti vengano assorbite sostanze non modificate che potrebbero provocare delle allergie. Per chi è ancora allattato al seno, si aggiunge l’effetto positivo dei fattori immunologici specifici di protezione contenuti nel latte materno. C’è un grosso vantaggio a proseguire l’allattamento al seno anche mentre si introducono alimenti solidi.

Esistono regole da seguire? La norma più comune da osservare consiste nel cominciare ad introdurre gradualmente i nuovi pasti, con un apporto energetico di circa 100- 110 Kilocalorie per ogni Kilogrammo di peso corporeo, rappresentato per il 10-12% da proteine, il 40 % da grassi e per il 48-50 % da carboidrati.

È vero che bisogna introdurre sempre “un solo alimento nuovo per volta”?
È una regola molto diffusa, ma non ha alcuna base scientifica.

È meglio svezzare il bambino con i prodotti industriali del commercio o con le preparazioni domestiche? La scelta spetta alla mamma. Fortunatamente i controlli sui prodotti alimentari nel nostro paese sono rigorosi, perciò svezzare con alimenti fatti in casa, è sicuro e sano. D’altro canto anche i prodotti industriali destinati all’alimentazione della prima infanzia sono preparati nel rispetto di rigorose norme igienico-sanitarie, con materie prime selezionate e privi di coloranti, conservanti ed altri additivi chimici.

A che età introdurre il glutine? Il glutine (una proteina contenuta nella farina di grano e di altri cereali) non è pericoloso per tutti, ma solo per alcune persone che soffrono di una malattia chiamata celiachia; portatori della celiachia si nasce e si resta per tutta la vita. Ritardando oltre i 7 mesi l’introduzione del glutine non si fa che rimandare il problema più in là, senza cancellarlo.

Quanto latte deve bere il bambino durante lo svezzamento? Un apporto di latte o di derivati del latte di circa 500 g al giorno è indispensabile per fornire al bambino il giusto quantitativo di calcio.
 
 
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