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Rivista n. 1 Gennaio-Febbraio - 2002
Piccoli diavoli. L`iperattività è nel carattere di alcuni bambini
di Antonio Valle

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Mio figlio è un "iperattivo". Probabilmente avrei dovuto dire "nostro figlio è un iperattivo": infatti Andrea è, naturalmente, figlio sia mio che di mia moglie, che è dolcissima e quieta e che, quando l`ho sposata, pensavo mi avrebbe aiutato a controllare quell`impulsività, quella specie di agitazione, quell`irrequietezza e io sentivo dentro di me e che mi era stata nemica durante gli anni della scuola. Sì, perché anch`io sono stato, e sono, un "iperattivo" (sono un bravo batterista; ho sfruttato la mia iperattività per il mio mestiere); ed é per questo che ho detto "mio figlio": perché riconosco in lui, oltre all`irrequietezza e all`impulsività che qualche volta rasenta l`irresponsabilità, tutta la voglia di vivere e la fatica di vivere che mi hanno accompagnato da quando ero piccolo.
Mia moglie in realtà mi è serviva moltissimo; ha fatto da cuscinetto tra me e la vita, e rappresenta la sicurezza che mi dà pace. E certamente Andrea è figlio suo come mio. Ma io sono anche certo di capirlo molto meglio di lei, e anche di sopportarlo meglio: perché, come ho detto, mi rivedo in lui, molto più che nella sorellina, tranquilla, abile a padroneggiare le variabili della vita, padrona di sé e degli altri.

Cosa vuol dire iperattivo? Vuol dire "troppo attivo"; ma in realtà vuol dire prima di tutto "troppo poco attento" oppure "troppo distratto" oppure, semplicemente "che non sta mai fermo". Cos`è, una malattia, non stare mai fermi? Non credo. Per un adulto pacifico non c`è nessun bambino che stia abbastanza fermo; e l`essere "come l`argento vivo" è una definizione che si ttagia a molti bambini. Potremmo dire che, come tutte le caratteristiche dell`uomo, anche il bisogno di attività, o la capacità di attenzione, o la riflessività, si distribuiscono secondo una vasta gamma: la maggior parte elle persone in mezzo, abbastanza attivi, abbastanza attenti, abbastanza riflessivi, una piccola parte ad un estremo, molto tranquilli, quasi pigri, molto riflessivi, molto capaci di attenzione; e dall`altra parte noi, gli iperattivi: sempre in moto, sempre distratti, sempre impulsivi.

Malattia o condizione umana? Tuttavia, questa dell`iperattività è una condizione umana che in alcuni posti del mondo, in particolare negli Stati Uniti, viene considerata proprio una malattia; e viene curata con una medicina che si prede ttti i gorni, almeno quando si deve andare a scuola e "bisogna" star fermi nel banco, "bisogna" ascoltare la lezione, "bisogna" prendere appunti, "bisogna" svolgere il compito, "bisogna" inchiodare l`attenzione sul capitolo del libro su cui, domani, i sar interroati.
E cos`è, questa medicina, un calmante? No, al contrario, è uno stimolante dell`attenzione, un parente dell`adrenalina: qualcosa come prendere un caffè, due caffè, tre caffè. Perché la base biologica di quel non stare mai fermi, d quell`impulsività, di quel non saper stare al nostro posto, anche nella vita, di noi iperattivi sta proprio in un difetto d`attenzione, che quel farmaco, (che si chiama Ritalin), corregge.

I dubbi di un padre e i dubbi della medicina. E com`è henegli Stat Uniti si usa tanto questo farmaco e da noi non se ne sente parlare? Perché da noi è stato ritirato dal commercio (anche se pare che i pediatri n`abbiano chiesto la reintroduzione e che il Ministero abbia detto di sì). Ma io, papà di un bambno iperattivo" ne sento la mancanza?
Non posso rispondere altro che "Non lo so". A me, mio figlio va bene così; ma lui, forse, non va bene a se stesso; lui ha difficoltà a stare seduto per più di cinque minuti; a imparare la storia dei Babilonesi,a no rispondere ale, a non mettersi contro agli insegnanti, a star buono in classe. Eppure, non è vero che non sappia dare attenzione. Quando lo vedo sul campo di tennis, attento sulle palle, preciso e scattante, duro nelle risposte, penso che qualche csa nela sua pronteza abbia a che fare con questo difetto; e che se gli si dà un vero motivo di attenzione, una motivazione alla quale non riesca a sfuggire, beh, in quelle situazioni lui è meglio degli altri. Anche quando parlo con lui su cose che interssano ntrambi, trovoche mi risponde con una maturità superiore ai suoi anni. Vedo e so che i suoi compagni gli vogliono bene, anzi che è un po` il leader della sua classe; forse proprio per quell`impulsività che permette a lui più che ad altri di essere sé steso. Non so se seto il bisogno del Ritalin. Ci devo pensare.

ADDH: un dibattito aperto
La questione del bambino iperattivo è da moltissimo tempo stata oggetto di contrasti ideologici:c`è chiconsidera questasituazione equivalente a una malattia, chi ad una semplice particolarità disturbante. Oggi si ritiene che l`iperattività sia dovuta a un difetto di attenzione e si parla di difetto di attenzione con iperattività. La sigla anglosasone chedefinisce questa condizione è ADDH: Attention Deficit Defect with Hyperactivity.

 

Come si fa la diagnosi di ADDH
Non esiste nessun test specifico che permetta di fare a diagnos di ADDH: è una dignosi che si fa mediante un questionario. In linea di massima, circa 4-5 bambini su 100, nel mondo occidentale, corrispondono alle caratteristiche dell`ADDH.

Maschi e femmine
L`ADDH ineressa i maschi tre volte più che le femmine; le bambine con ADDH, di solito, sono solo disattente (con conseguente insuccesso scolastico), ma non veramente iperattive.

 

Il meilfenidatonegli USA…
Negli Stati Uniti più del 5% dei bambini riceve un trattamento con metilfenidato, che è il nome scientifico del Ritalin. In Italia il farmaco è fuori commercio, ma su richiesta di un gruppo di pediatri sarà nuovamente registrato.

 

… e in Italia
La registrazione in Italia del Ritalin aprirà certamente dei problemi. E` sicuramente un farmaco utile, che può migliorare la qualità di vita, il successo scolastico e l`equilibrio personale e familiare di molti ragazzi; ma la sua prescrizione caso per caso, il dosaggio individuale, il controllo della sua efficacia, il sostegno educativo e psicologico al bambino e alla famiglia, il coinvolgimento di quest`ultima e della scuola non sno cose che possano essere improvvisate e debbono mettere in azione una rete collaborativa con diverse competenze.

 
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