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Rivista n. 6 Novembre-Dicembre - 2008
Piccoli scienziati crescono
di Maria Cristina Stasi

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I bambini hanno una vera e propria passione per capire le cose. In seguito, purtroppo, essa va perduta nella maggior parte delle persone. Senza questa passione non ci sarebbero né matematici né scienziati.

Albert Einstein


Divertirsi, stare bene, mettere in relazione sono dimensioni fondamentali del gioco dei bambini almeno quanto scoprire e comprendere la realtà che li circonda. In questo senso il gioco è l’attività umana che più si avvicina alla scienza, che ne condivide lo spirito della scoperta e la sfida.
Del resto, la serietà con cui i bambini affrontano alcuni giochi si riflette nello spirito quasi divertito con cui molti scienziati divulgano le proprie scoperte. Nel gioco i bambini approfondiscono la conoscenza del mondo e, spesso inconsapevolmente, vengono a contatto con principi scientifici molto importanti. Una giostra o un`altalena fanno sperimentare sul proprio corpo leggi della fisica con cui qualche anno più avanti ci si dovrà confrontare sui banchi.
Del resto fin dai primi mesi attraverso i sensi si raccolgono i dati esterni, i rumori, il tepore del corpo materno, il sapore del latte, i colori, gli odori della casa, le voci, l’insieme delle sensazioni che descrivono il mondo. Con la mente si riflette, si confronta, si ricorda. In modo simile, lo scienziato raccoglie dati, li confronta, li seleziona, formula ipotesi, le verifica, ricava una sintesi, procede nelle esperienze rimettendo tutto in discussione di fronte a nuovi dati e imprevisti.
Provare a cercare in giochi anche semplici la descrizione di fenomeni complessi, può essere un modo per appassionare i bambini alla conoscenza scientifica, alla ricerca e alla comprensione del mondo fisico.
Di seguito troverete tre piccoli giochi da costruire per iniziare.

Scricchio
Un pezzo di carta rettangolare 5 per 10 cm
- Si piega la carta a metà (la parte più lunga ) e si ritaglia un foro al centro
- Si ripiegano i due lati formando due alette
Come si usa: tenendo il foglio tra indice e pollice da un angolo del lato con le alette, lo si avvicina alle labbra dallo stesso lato e si soffia forte. Se lo scricchio è ben impugnato si produrrà uno stridio acuto
In caso non faccia nessun verso provate a tenerlo in modo diverso e a soffiare più forte, o più piano, insistendo nei vari tentativi: un verso lo scricchio di sicuro lo farà.
Si può sperimentare cosa succede non facendo il foro o facendone più di uno, variando le dimensioni, allargando le alette.

Kazoo
Il Kazoo è uno dei più antichi giocattoli sonori, sembra che i primi modelli costruiti dai nostri antenati fossero realizzati tagliando pazientemente con il coltello gli strati fibrosi della canna lacustre fresca, a un certo punto appariva una membrana sottile ed elastica. Si è poi scoperto che, emettendo un suono con la bocca appoggiata su quella membrana, esso veniva amplificato; in un secondo momento, quando furono disponibili tipi di carta sottile ed elastica, la carta veniva applicata direttamente sul buco della canna e il suono veniva immesso da un buco laterale.
Materiali: una canna di bambù senza nodi, o un tubo di cartone o di plastica del diametro di due centimetri e della lunghezza di 15 cm, un pezzo di carta velina o di nailon, un elastico, un paio di forbici.
Tagliare la canna o il tubo della lunghezza indicata con un seghetto, tagliare la carta velina della misura sufficiente a coprire il foro, fermare la carta con un piccolo elastico, a circa 1,5 centimetri dall’estremità coperta con la carta, pratica un foro con un coltellino o un piccolo trapano a mano.
A questo punto il kazoo è pronto. Per usarlo basta produrre un suono con la bocca vicino al foro libero.Si possono sperimentare suoni e tonalità diverse cambiando la lunghezza del tubo, i tipi di carte e così via.
La curiosità è che negli anni Trenta negli Stati Uniti, si formarono delle bande musicali che suonavano il jazz con trombette di ottone funzionanti con lo stesso principio del Kazoo.


Entrambi questi giochi possono essere usati per spiegare il funzionamento delle membrane vibranti, principio che permette il funzionamento della voce umana, di diversi strumenti musicali e dell`altoparlante, per fare solo alcuni esempi. Volendo approfondire, si può partire da qui per spiegare come il suono si produce e si propaga. Nel caso del Kazoo la presenza del tubo produce anche un effetto di amplificazione da cui si può partire per spiegare il funzionamento delle casse armoniche.

Spirali e mongolfiere
Materiali:
Un tappo di sughero
Un bastoncino da spiedino, un disco di carta leggera.
Costruire una spirale ritagliandola all`interno del disco di carta, colorarla come si vuole; prendere il bastoncino infilando il tappo di sughero ad una estremità, in modo da creare un piedistallo, ed appoggiare all’altra estremità la spirale dal centro, regolandone la lunghezza in modo che resti sollevata dalla superficie d`appoggio.
Appoggiando il bastoncino su una fonte di calore come un termosifone la spirale incomincerà a girare su se stessa
Questo succede perché l’aria calda ha una densità inferiore a quella fredda, di conseguenza tende ad andare verso l’alto creando una pressione sulla spirale.
Sullo stesso principio è basato il funzionamento delle mongolfiere, nel cui pallone si introduce dell’aria calda che, essendo più leggera di quella circostante, dà la possibilità alla mongolfiera di sollevarsi.


Bibliografia:
S. Fuso, La scienza come gioco, La Meridiana 2004;
L. Caneva Airaudo, A. Volpi, La scienza come gioco, Carocci 2006;
P. Catta, G. Perempruner, Ieri giochi e domani, Elledici 1988;
S. Khanna, G. Wolf, A. Ravishankar, Giochi, suoni rumori esperimenti favole, Movimenti cambiamenti Mc, 2001;
G. Maviglia, La scienza in altalena, Editoriale Scienza, 1999.
 
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