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Rivista n. 2 Marzo-Aprile - 2009
Fantasia e bricolage
di Eugenio Cavallari

Non si fa che parlare di crisi e di ritorno alla sobrietà. Ma ben lungi dall’essere un castigo, o una nemesi divina, la sobrietà può essere un’occasione per ritrovare un po’ di manualità e di creatività, e persino, a volte, per aguzzare l’ingegno e per dare ai bambini più grandicelli l’occasione di applicare qualche astratta regola matematica. Insomma, un’occasione per tutti, da non perdere neanche quando arriveranno i cosìddetti tempi migliori.
Per esempio, se avete bisogno di qualche scaffale in più per raccogliere i libri, invece di armarvi e partire per una spedizione all’IKEA, potreste procurarvi alcune cassette della frutta, di quelle che si usano nei mercati. Devono essere robuste e tutte delle stesse dimensioni. Date ai bambini il compito di misurare e calcolare lo spazio da riempire; procuratevi chiodi e martello, carta vetrata e cera per legno o un semplice impregnante all’acqua. Il risultato sarà sorprendente.
A questo proposito, mi sono ricordato dell`amico Aldo, che qualche anno fa gestiva una graziosa libreria vicino al Colosseo, a Roma, in cui i libri venivano conservati, appunto, in scaffali fatti con quelle cassette. Così gli ho telefonato per sapere dove le aveva prese e come le aveva assemblate. Le avevano comprate, lui e suo fratello, presso un tale chiamato “Er Foca”, verso la via Ostiense. Quando Aldo gli aveva manifestato dubbi sulla resistenza delle cassette, Er Foca, peso circa 120 kg, aveva messo una cassetta rovesciata per terra e ci era montato sopra. Aldo aveva poi carteggiato le resistentissime cassette e le aveva trattate con un impregnante, in modo che non ci si potesse ferire con schegge, e per eliminare i tarli. Poi aveva usato delle cantinelle (lunghe tavolette di legno) come base su cui inchiodare le cassette una vicino all’altra, e via così, una fila sopra all’altra.
Il costo del tutto fu bassissimo e l’effetto finale eccellente. La gente passava e talvolta non chiedeva dei libri, ma delle librerie. A una signora Aldo raccontò che erano un prodotto di design finlandese. Lei ci credette.


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