Trick, piroetta: a testa in giù con i piedi muniti di rotelle che volteggiano nell’aria davanti al tuo naso, in un vortice modello cavatappi; una potente e travolgente energia vitale a rovescio, per te che invece guardi da dritto. Ritorna di moda e progredisce a livello internazionale dal 2005 la febbre del roller skate disco jam: le nuove generazioni si rimettono pattini a rotelle e con un’impronta decisamente afroamericana ritornano a sfidarsi al ritmo di hip-hop, break beat, reggaeton, dubstep, per strada – con la musica che esce dalle casse dei giganteschi ghetto blaster, le grandi radio portatili - oppure nei locali tipo Roxy di New York, Sweet Water Roller Rink di Chicago, il Roller Skating Rink di los Angeles, o il Renaissance Rooms di Londra o il Ditan Rollerskating Disco di Pechino; sono tutte roller disco, i locali sorti alla fine degli anni ’70 in America. Dotati di pista rotabile dove si entra e si esce sui pattini, senza levarseli neanche per andare alla toilette o a bere al banco. Il Jam skating chiamato anche Rexing, Like shuffle skating, Shadow Skating, Bounce Skating è a metà tra sport e danza: è un pattinaggio artistico che trova le sue radici nella disco dance e mescola differenti stili di balli moderni alla break dancing dei ghetti e alla ginnastica moderna. I termini prima descritti sono tutt’ora utilizzati ma solo come riferimento per trucchi, movimenti e figure coreografiche. Tutto quello che concerne questo mondo ha a che fare con il termine roll nel senso di muoversi o far muovere qualcosa girando e rigirando: la roller dance si fa sui roller blades, ascoltando a tutto volume musica nelle roller disco.
La roller dance sprizza di vitalità e di forza: il movimento è agile, scattante, sorprende, non è tanto un pattinaggio aggressivo quanto di fantasia e creatività; nelle piroette da capogiro il corpo è impegnato in forti movimenti di gambe e di addominali, e tutto il resto deve collaborare a mantenere i precari e difficili equilibri a testa in su e a testa in giù; si rompe e si addomestica lo schema della forza di gravità. La matrice è di cultura black: la vocazione è soul, i movimenti sono ispirati dal Boogie-Woogie – il genere che ci è arrivato dall’America con l’orchestra di Glenn Miller - ma rivisitati secondo una lettura del gesto fisico propria dell’Hip-Hop, che da una parte ha fatto nascere la Break Dance, dall’altra ha accompagnato i dance skater, sui loro roller skate, la tavola con sotto le ruote, cugino dei pattini; sono tutti divisi in gang, e generalmente tra i roller bladers e i dance skaters non scorre buon sangue, ma tutti cercano qualcosa in cui investire corpo e anima e tutti sono comunque impegnati nel superare se stessi in una ricerca continua dell’estremo e dello spettacolare. Sono tutte grandi scuole di coordinamento e sviluppo delle proprie capacità mentali e fisiche inseparabili dalla musica e che avvengono fuori dalle aule: sono culture vitali che appartengono strettamente alla strada e che si tramandano per via imitativa e esperienziale. Scrive il dottor Starosta “La pratica del pattinaggio (a rotelle o sul ghiaccio), grazie alla specificità dei movimenti richiesti -su una superficie ridotta e mobile- è efficace nella prevenzione di alcune malattie considerate effetti della civilizzazione: sviluppando la fascia muscolare, blocca eccessivi scompensi della colonna vertebrale e, rinforzando l`apparato di tendini e muscoli della pianta del piede, previene l`appiattimento di quest`ultimo” e “assicura una completa educazione motoria del bambino, nei suoi livelli più importanti, finalizzata ad un armonioso sviluppo fisico.”
Parla di questo mondo il film/documentario Roll Bounce (bounce vuol dire rimbalzare), godibile e di ottima fattura, diretto dal giovane regista trentacinquenne Malcom Lee, cugino del più rinomato Spike. Intellettuale e laureato all’università di Georgetown, ha anche lui a cuore le dure realtà dei ghetti che porta sugli schermi attraverso un gruppo di ragazzini sui pattini in cerca di gloria. Non si parla dunque né di droga né di violenza, ma su una portentosa colonna sonora dove figurano personaggi che vanno da Donna Summer ai Bee Gees, dalle Sister Sledge a Missy Elliott eccellente nella canzone Lose control, bande rivali di spettacolari pattinatori ballerini – neri e poveri contro bianchi e ricchi – si sfidano per guadagnare il territorio della lussuosa discoteca Sweetwater Roller Rink di Chicago, in una calda estate del 1978. Non è tanto la storia a farci stare incollati allo schermo, quanto la musica e le meravigliose gare di equilibrismo e coreografia, le figure acrobatiche, le riprese con le videocamere a sfiorare i pavimenti delle strade e dei locali.
I ROLLER BLADES Hanno le 8 rotelle messe in fila al centro della scarpa, e uno stivaletto di contenimento della caviglia per proteggerla da cadute e traumi, decisamente all’ordine del giorno. Hanno anche un freno, di solito in gomma. Più sono grandi le rotelle e più si acquista velocità. La storia del pattino a rotelle è legata a quella del pattino sul ghiaccio, ovvero all’Olanda di fine ‘500: nasce come mezzo di trasporto per consentire gli spostamenti nel periodo invernale, durante le grandi nevicate: nei quadri dei pittori fiamminghi non è raro trovare rappresentate persone sui pattini con lama che recano canestri della spesa. Non è male ricordare la storia dello scontro avvenuto in mare, nei pressi del porto di Amsterdam, nel 1572 tra Olandesi e Spagnoli: le truppe spagnole circondarono gli olandesi bloccando le loro navi, ma, con grande loro sorpresa vennero comunque battuti in quanto l’esercito olandese si presentò sfrecciando, colpendo e sparendo al largo ad una velocità mai vista per un essere umano: gli olandesi disponevano di una armata di archibugieri su pattini!
PROF. WLODZIMIERZ STAROSTA Laureato all`Accademia di Educazione Fisica di Poznan, è esperto nel campo della motricità infantile; il brano è tratto dalla sua pubblicazione "Le condizioni biosociali di allenamento sportivo di bambini e di giovani".
HIP HOP Stile di vita che include musica (rap) ballo (breakdance), moda e cinema (Spike Lee). È la musica popolare contemporanea: Run-Dmc Pm Down, Africa Bambaataa, Public Enemy. Lancia l’hip hop il giamaicano Hercules Campbell: trasferitosi nel Bronx aveva la più ampia discografia di 45 giri funky della zona. La sua casa era un covo di ballerini di Break, ai quali aveva dato il nome di B. Boys; avevano soprannomi presi dal gergo omosessuale e inventavano mosse sexy ispirandosi a J. Brown.
BREAK DANCE Ballo anni ’80 nato dalle mosse dei B. Boys: ogni mossa mimava un’azione (es. lavare, strofinare, bruciare); ci si esibiva da soli e il più bravo si aggiudicava il titolo di bad (il più figo). Quando Campbell divenne famoso come DJ iniziò a suonare solo il pezzo cruciale dei dischi, il break; da qui i “suoi ragazzi” furono chiamati Breakdancers.