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Rivista n. 2 Marzo-Aprile - 2009
Palazzo Te a Mantova
di Rossella Faraglia

Sembra che nel Museo di Reggio Calabria i poveri Bronzi di Riace, dopo essersi ubriacati di folle adoranti a Roma e a Firenze, soffrano di una grande solitudine. Visitatori praticamente zero. E sì che il viaggio lo meriterebbero. Purtroppo funziona così: per alcune città il turismo culturale ormai equivale ad una overdose, in altre è semplicemente assente. In attesa di una correzione di questa bizzaria dei tempi moderni, e sempre per restare in tema di viaggi eco-compatibili (cioè brevi), consigliamo di andare a vedere Palazzo Te a Mantova. Si può obiettare che Mantova è una città dei grandi numeri e Palazzo Te è stata sede di mostre memorabili e super-affollate. Appunto, ci si deve andare proprio quando le mostre non ci sono, magari all’ora di pranzo, e allora si scoprirà una dimora bellissima, con giardino e peschiere, dall’architettura classica ma sorprendentemente audace. Le stanze, tutte al piano terreno - niente scale, nemmeno una - sono splendidamente decorate e si trovano allineate lungo i bracci di un quadrato affacciato sul cortile. C’è sempre una piacevole brezza che ne fa un luogo di delizia ancora oggi.

Voluto da Ferdinando Gonzaga e realizzato da Giulio Romano, allievo di Raffaello e suo coetaneo, il palazzo ha una decorazione allo stesso tempo fastosa e festosa. Nella sala più grande sono affrescati i cavalli, passione familiare dei duchi Gonzaga, e di essi sono tramandati persino i nomi (Morel Favorito, Dario, Glorioso), in un’altra si racconta la spaventosa caduta dei Giganti. Ma la più bella è quella di Amore e Psiche, dove questa bella favola antica si rivela all’origine di tante favole meno antiche: una bella e onesta giovane, con due sorelle invidiose, per guadagnarsi l’amore di un bellissimo giovane deve superare terribili prove, e il lieto fine è un bel banchetto. Figure attraenti e giocose, colori ancora spettacolari nonostante i secoli.
Ma la vera ragione per andare a visitare il Palazzo fuori stagione e con bambini al seguito è un’altra: tutto questo splendore lo si può vedere con calma, con i propri tempi, senza prenotazioni, andando e tornando nelle sale a proprio piacimento e soprattutto nelle sale ci si può sedere per terra, tanto c’è la moquette, e i custodi sanno che una sorveglianza discreta e tollerante è di sicuro più efficace.



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