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Rivista n. 2 Marzo-Aprile - 2009
Il vecchio e il giovane
di Sonia Bozzi

La Bella. Ci dispiace, non vorremmo proprio dirlo, ma è inconfutabile: gli spot migliori li fanno loro, le multinazionali. I lettori di non ce ne vogliano, ma ancora una volta il titolo di “bella” spetta ad uno spot della Coca Cola; uno spot che contiene finalmente un messaggio di speranza, di ottimismo. Ci piace perché di queste due cose abbiamo bisogno.
“In tempi di crisi, cosa direbbe un centenario a una bimba appena nata?”. Questa è la domanda a cui rispondono le immagini. Il centenario è Giuseppe, un signore dal volto segnato e rassicurante, quello di un contadino delle nostre terre, che, sorseggiando Coca Cola, intraprende un lungo viaggio per dare il benvenuto all’ultima arrivata della sua famiglia e per dirle che le cose importanti, le uniche cose importanti della vita sono quelle che ti rendono felice, e che, nonostante quello che si dice in giro, la felicità esiste. Ma se il volto è quello di un contadino italiano, il viaggio si svolge certamente in America, attraverso lunghe strade dritte nella prateria; quella stessa America che nella sua  Costituzione ha sancito il diritto inalienabile di ogni uomo alla ricerca della felicità, e che ultimamente è stata capace di regalare a tutti un sogno di speranza.
È uno spot, lo sappiamo, ma per trenta secondi vogliamo dimenticarcene, per trenta secondi vogliamo abbandonarci alla semplice idea che quella bambina appena nata siamo noi.
http://www.youtube.com/watch?v=Ibz04ul9M3A

 

La Bestia. Non potevamo proprio fare a meno di parlare di lui, del più brutto spot che gira in TV e sulle radio, quello del Danacol.
Costruito su una certezza, su una serie di sillogismi e qualche parallelismo. Lo spot dice questo: il colesterolo fa male al cuore, il cuore impazzisce, come quello di Little Tony, come quello della sua famosissima canzone; com’è guarito Little Tony? Bevendo Danacol, lo yogurt che abbassa il colesterolo in solo tre settimane.
Sorvolando sul fatto che, una volta di più, ci vogliono far credere che, come nel mondo di Mago Merlino, per stare in salute basta bere una specie di pozione magica e tutto torna a posto, vorremmo soffermarci sull’aspetto iconografico dello spot, meritevole, a nostro parere di un’analisi approfondita.
Si apre sulla musica di “Cuore matto” e sull’inquadratura di un giradischi; poi la telecamera si allontana e inquadra Little Tony, con la sua inconfondibile ed improbabile chioma, seduto su una poltrona in pelle mentre batte la mano sul ginocchio ritmando la sua canzone. Subito dopo allarga sul set, una specie di tavernetta con la parete di mattoncini, tappezzata di foto e poster con l’immagine del cantante. Che si alza e, passeggiando nella tavernetta, comincia a impartirci i suoi insegnamenti sulla pericolosità del colesterolo. Si cambia registro e si esce dalla metafora: sullo schermo passano veloci le immagini delle nostre arterie aggredite dal colesterolo; poi di nuovo si torna a Little Tony che alza la bottiglietta del Danacol come se fosse una flûte di champagne. Lo spot si chiude su una bella inquadratura del nostro intestino.
Allora la domanda è: bisogna rimpiangere i tempi del Cynar, che si beveva semplicemente “contro il logorío della vita moderna”?

http://www.youtube.com/watch?v=Akhkj42O6sQ

 

 

Sonia Bozzi, redattrice di UPPA, bozzi.sonia@gmail.com 



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