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Rivista n. 3 Maggio-Giugno - 2009 |
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Pagine di diversità
di Sonia Bozzi
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Se la parola “diversità” fosse calata nella quotidianità, nostra e dei nostri figli, se riuscissimo a darle un senso di concretezza e ad eliminare quello scollamento che esiste tra la teoria e la pratica, forse anche le altre parole che di essa si sostanziano, come complessità, molteplicità, varietà, acquisterebbero un senso, perdendo quella vuota risonanza che registriamo ogni giorno. Si sa, si rimpiange soltanto quello che si è conosciuto, e soltanto quando della diversità, della complessità, della molteplicità e della varietà, dovessimo venire privati, forse riusciremmo a sentirne la mancanza. Allora non ci rimane che insegnare ai nostri bambini a riconoscerle queste differenze portandole nella loro giornata, nei loro gesti, nel loro vissuto. Si potrebbe cominciare con i libri, di quelli che si leggono fin da piccolissimi, quando la lettura è ancora una voce calda che ci accompagna e ci contiene e la diversità sta nella natura delle cose. Biancoenero è il nome di una piccola casa editrice romana, che ha pubblicato una collana di piccoli albi magnificamente illustrati, dal nome “segni e disegni”. Ogni pagina, un soggetto, un’illustrazione e i tanti modi per dirlo. Così la farfalla non si chiama solo “farfalla”, ma “butterflay”, “papillon”, “schmetterling” “mariposa” e poi ancora: farfalla si può dire anche con un alfabeto speciale, “la lingua dei segni”, fatta di soli movimenti e si può anche scrivere in questa lingua speciale, che non è fatta di lettere ma di “glifi”. Bellissimi da guardare e da leggere, sono porte aperte sugli altri mondi, basta affacciarsi per andare a vedere cosa c’è.
Sonia Bozzi, redattrice di UPPA, bozzi.sonia@gmail.com |
LA LINGUA DEI SEGNI La lingua dei segni è nota fin dall’antichità. È una lingua vera e propria, con un suo lessico e una sua grammatica, in grado di esprimere qualsiasi messaggio.Ogni paese ha la sua lingua dei segni, con le sue caratteristiche e le sue inflessioni dialettali. È interessante ricordare che nel passato, la lingua dei segni era conosciuta anche in ambiente monastico ed utilizzata dai monaci che avevano fatto il voto del silenzio. Alcune posizioni di questa lingua venivano utilizzate anche dai pittori del Quattro e Cinquecento per esprimere determinate emozioni. BIANCOENERO EDIZIONI La casa editrice romana Biancoenero è caratterizzata da un forte spirito sperimentale ed ha pubblicato, oltre ai due titoli della collana “segni e disegni”, anche una serie di classici corredati da un cd audio, per i bambini che hanno difficoltà nella lettura e per tutti quelli che amano ascoltare. |
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