Sono trascorsi ormai vent’anni da quando, nei primi anni ’90, si iniziò a promuovere negli Stati Uniti il progetto Born to read, da cui prese nome il progetto italiano Nati per Leggere. È passato dunque un periodo di tempo abbastanza lungo per poter trarre delle conclusioni e ricordare le argomentazioni da cui hanno preso le mosse questi progetti, entrambi riassumibili in un concetto molto semplice: la lettura ad alta voce fa bene alla salute dei bambini.
Negli anni è stato osservato che la precoce condivisione della lettura e l’abitudine costante a leggere ad alta voce fin dai primi mesi di vita del bambino aiuta a migliorare il linguaggio e ad utilizzarlo in modo espressivo, cioè come strumento di verbalizzazione di sé, delle proprie e delle altrui emozioni; migliora la capacità di ascolto, di concentrazione, di comprensione di un racconto; aumenta le competenze letterarie e arricchisce l’immaginario innescando tutta una serie di positive conseguenze sugli aspetti creativi della persona.
Ma, soprattutto, ci dicono gli studi medici, la lettura ad alta voce fa bene perché sviluppa un piacere, quello grandissimo e insostituibile della condivisione. Condividere una lettura, parlarne, ricordarla, fare delle associazioni con fatti, cose e persone, sono tutti aspetti che rafforzano la relazione con l’adulto, la rendono più intima e solida. Aspetti che, rassicurando la mente, rendono più forte anche il corpo.
Dunque, per tutti questi benefici effetti, possiamo ben dire che la lettura fa bene alla salute del bambino, fa bene come una sana alimentazione, come il sole, come il mare, come lo sport e le medicine. Allora, cari genitori ricordatevi di chiederne la prescrizione al vostro pediatra, con quella insistenza e determinazione con cui chiedete di somministrare qualsiasi altra cura o analisi che previene o combatte possibili problemi. E i pediatri, dal canto loro, dovrebbero prescriverla insieme alla fluoro profilassi, sempre, ma soprattutto in caso di bisogno. E siccome la lettura è una medicina senza controindicazioni, se ne può anche abusare, unica avvertenza necessaria: la somministrazione deve essere sempre accompagnata dal piacere, altrimenti si corre il rischio d’intossicazione.
Sonia Bozzi, redattrice di UPPA, bozzi.sonia@gmail.com