Questa volta ci sentiamo un po’ in imbarazzo: ci tocca attribuire il titolo di “bella”, ma anche quello di “bestia” nientemeno che al Governo.
La bella
Sì è proprio il Governo che ha lanciato quest’estate una campagna su tutte le TV, oltre che sulla stampa e alla radio con lo slogan “Leggere è il cibo della mente”.
http://video.palazzochigi.it/spot_invito_lettura.mov
Musica per le nostre orecchie, che da sempre sosteniamo il progetto “Nati per leggere”. Ma non è questo il punto: lo spot è bello al di là del suo significato. Comincia proprio dagli occhi di una bambina che si intravedono dietro un libro illustrato, mentre scorre sullo sfondo un paesaggio di campagna d’estate, la bambina corre, con il suo libro, da un bambino un po’ più grandicello, anche lui immerso nella lettura, e gli sussurra qualcosa all’orecchio; il bambino unisce il libro illustrato della bambina al suo e corre verso una ragazza che, naturalmente, sta leggendo e così continua la catena. A un libro se ne unisce un altro e a questo si unisce una rivista, mentre cresce l’età dei lettori finché un bel “malloppo” di carta stampata non raggiunge una nonna che finalmente ci svela il segreto che i protagonisti dello spot si sono detti all’orecchio: “Leggere è il cibo della mente. Passa parola”. Ci riesce sempre più difficile trovare spot belli da segnalare in questa rubrica; il panorama è piuttosto squallido e perciò vedere questa strana “pubblicità” ci ha risollevato lo spirito. Speriamo ce ne siano altre.
LA BESTIA
La bestia è ancora una volta… il Governo. Lo spot di cui parliamo, che potete vedere all’indirizzo
http://www.youtube.com/watch?v=mSH1g3tUrJM
è basato sullo slogan “Se ami qualcuno dagli peso”. Le immagini, ripetute mille volte anche sui giornali, rappresentano una mano che, munita di forbici affilate, taglia e ritaglia una silouette che rappresenta una donna (forse una ragazza). A parte la bruttezza del filmato, quello che ci ha colpito è l’inutilità della campagna. Cosa vuol dire “contro i disturbi del comportamento alimentare la prima cura è l’attenzione”? Che i genitori dei ragazzi affetti da questi disturbi sono disattenti? Allora è colpa loro! E così si ritrovano con un figlio malato e la croce addosso; come si suol dire “cornuti e mazziati”. Ma quando mai? Ma chi l’ha mai dimostrato che l’attenzione cura questi disturbi? Insomma un messaggio confondente e colpevolizzante di cui non sentivamo la necessità. E poi, che c’entreranno mai i disturbi del comportamento alimentare con il “Ministro delle pari opportunità”?
Vincenzo Calia, direttore di UPPA, direttore@uppa.it