Un maialino in casa
di Marisa Laura Corgiolu
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Nella nostra ingenuità “uppica” pensavamo che i pannolini fossero degli oggetti più o meno sgradevoli, da usare il minimo indispensabile e gettare (in assenza di alternative) nel cassonetto della raccolta cosiddetta “indifferenziata”. Non avevamo pensato alla possibilità che qualcuno, per realizzare il massimo dell’igiene, decidesse invece di conservarne in casa una collezione, fino a 180: cacca e pipì di un mese abbondante, ben stivata in un simpatico contenitore (Maialino Foppapedretti, bidoncino getta pannolini – 22,13 euro iva inclusa, scontato del 26% nei migliori siti internet), da tenere in casa, anche in soggiorno, se necessario, dove non sfigura per via del suo design accattivante. Nessun problema per i cattivi odori (la cacca già puzza subito, figurarsi dopo un mese!): il pratico maialino ha incorporata una “barriera all’ossigeno con tenuta d’aria per bloccare la fuoriuscita di cattivi odori”, che ci riesce difficile persino immaginare, ma sulla cui efficacia non nutriamo alcun dubbio. Resta il problema di cosa fare del simpatico maialino una volta che il bimbo abbia deciso di depositare feci e urina al posto giusto (il gabinetto). Non c’è alcun problema, però, a pensarci bene: dato l’allungarsi progressivo dell’uso del pannolino fino alla scuola materna, e domani, forse, fino a quella elementare, e dato il diffondersi di pannolini vari anche negli adulti e negli anziani, potrebbe essere sufficiente custodire il maialino per un tempo limitato in soffitta, in attesa di riattivarlo nelle età successive della vita. Perché ormai i pannolini sono come gli esami: nella vita non finiscono mai. |
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