Qualche tempo fa, segnalando una mostra di Niki de Saint Phalle a Roma, scrivevamo che il Giardino dei Tarocchi, il parco presso Capalbio che ospita le sue fantastiche sculture, è aperto da aprile ad ottobre. Certo primavera e autunno sono le stagioni ideali, ma si può di sicuro visitarlo anche in estate, magari facendo una puntatina al mare la mattina, visto che apre dalle ore 14,30 alle ore 19,30.
Parco artistico, parco di giochi? “Il mio scopo, in realtà, era di fare un giardino gioioso”, il sogno di ogni umanista, si potrebbe dire. L`idea cominciò ad affacciarsi alla sua mente a venticinque anni quando, poco dopo la nascita del figlio Philip, visitò a Barcellona il Parque Güell, opera di Antoni Gaudí. Ci vorranno ventiquattro anni per dare finalmente forma a questo sogno. Un terreno donato, in mezzo alle colline, tra brezze e odori marini, e un lavoro incessante dell`artista Niki e dei suoi tanti collaboratori, artisti (tra cui il marito, Jean Tinguely) e artigiani, con modifiche continue al progetto iniziale. “Non essendomi imposta un limite di tempo ho lavorato nella più completa libertà”.
Tra sentieri che si arrampicano dolcemente si affacciano le sculture, ognuna con il suo titolo che riecheggia gli Arcani delle antiche carte dei Tarocchi, un percorso magico in cui l`uomo, il cosmo e la natura sono letteralmente messi in gioco tra uno scintillio di significati, oltre che di tessere di mosaico. Alcune bisogna andarsele a cercare in mezzo a radure nel bosco, come l`Eremita e l`Oracolo ma si è ricompensati: si può entrare e – se si è disposti – si può ascoltare il loro messaggio di saggezza.
Nonostante la seduzione che esercitano, è difficile descriverle, e questo in fondo è il motivo del nostro invito a visitare il parco; le sculture mutano con gli occhi di chi le guarda, di chi sceglie di entrarci (entrare nell`Imperatrice, totalmente rivestita di frammenti di specchio, è davvero emozionante, oltretutto era lì che Niki viveva) o di non entrarci, di affacciarsi dalle torri dell`Imperatore o sedersi sul bordo della fontana con la Ruota della Fortuna, alimentata dall`acqua che esce dalla bocca della Papessa.
Non si può e non si deve rimanere nel proprio piccolo gruppo, bisogna girare per conto proprio tanto non ci si perde, i sentieri si reincontrano e le statue funzionano anche da guida. In fondo, basta ricordare le parole dell`artista: “Come in tutte le fiabe, lungo il cammino alla ricerca del tesoro, mi sono imbattuta in draghi, streghe, maghi e nell`Angelo della Temperanza”. Ed è assolutamente inevitabile, in qualsiasi modo lo si sia esplorato, uscirne più ricchi, come dopo un bel sogno.