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Rivista n. 3 Maggio-Giugno - 2010 |
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Celiachia: non si vive di solo pane
di Giacomo Toffol
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Marco è un bimbo sano, allattato al seno fino a 6 mesi. Qualche mese dopo l’introduzione delle pappe ha presentato un forte rallentamento della crescita, apparentemente inspiegabile. Laura è una ragazzina di 7 anni: un esame del sangue effettuato per controllare una stanchezza continua, che si è manifestata da alcune settimane, ha evidenziato un’anemia da carenza di ferro, che stenta a risolversi, nonostante sia curata con la giusta dose di farmaci. Giulia è un’adolescente che da quasi un anno lamenta spesso un fastidioso mal di pancia, senza che ci sia alcuna causa evidente: questi mal di pancia la costringono anche ad assentarsi da scuola. Tre situazioni abbastanza comuni in un ambulatorio pediatrico. Tre casi accomunati da un “lieto fine”: il rapido ritorno ad un completo benessere dopo che l’attenzione del pediatra e l’effettuazione di alcuni semplici esami hanno permesso di diagnosticare una celiachia e di instaurare un trattamento adeguato, con l’esclusione dalla dieta delle sostanze contenenti glutine. La celiachia, la cui definizione corretta è “intolleranza al glutine geneticamente determinata”, è causata da una risposta immunitaria anomala del nostro organismo nei confronti di una proteina contenuta in alcuni cereali: frumento, orzo, avena, segale. Il sistema immunitario dei celiaci produce così molti anticorpi che si indirizzano non solo contro il glutine, ma anche contro alcune cellule del corpo, comprese quelle che rivestono la parete dell’intestino: la conseguenza è una grave alterazione della funzionalità di questi tessuti responsabile, nel caso di Laura per esempio, dello scarso assorbimento di ferro dagli alimenti. La celiachia è una delle malattie pediatriche più intensamente studiate e rivalutate negli ultimi anni. La diagnosi è diventata molto frequente e in pochi anni si è passati dalla convinzione che questo disturbo fosse raro, alla constatazione che invece interessa quasi una persona su cento. I sintomi con i quali questa malattia si presenta possono essere estremamente vari: dalla carenza di alcuni elementi (anemia da mancanza di ferro, deficit di calcio, fosforo, vitamine), a segni legati ad uno scarso accrescimento (rallentamento o arresto delle curve di crescita), a sintomi intestinali (diarrea, vomito ricorrente, dolori addominali), a sintomi extraintestinali (alcuni tipi di dermatite, alopecia, vitiligine), fino al manifestarsi di vere e proprie malattie autoimmuni associate alla celiachia stessa, come, per esempio, il diabete. Essendo, inoltre, una malattia con un’importante familiarità, spesso è diagnosticata proprio a seguito dell’esistenza di altri casi in famiglia. Se trascurata, può diventare grave, dato che può coinvolgere un numero sempre maggiore di organi ed apparati. Una volta diagnosticata, invece, i sintomi regrediscono fino a scomparire, purché si seguano scrupolosamente le indicazioni mediche, e si elimini completamente il glutine dalla dieta. Queste nuove conoscenze si devono a numerose ricerche svolte da gruppi di pediatri, prima in ambito ospedaliero e poi negli ambulatori di famiglia. Molto si deve all’attività di gruppi dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP) in varie regioni (Lombardia, Sicilia, Sardegna, Umbria, Veneto): nel corso del loro normale lavoro i pediatri dell’ACP, dopo aver approfondito lo studio di questa malattia, l’hanno cercata con maggior attenzione tra i loro pazienti e familiari, mediante la compilazione di un elenco di sintomi, la cui presenza veniva attentamente indagata. Il risultato di questo lavoro di screening è stato la selezione di un consistente numero di bambini da sottoporre, in collaborazione con dei laboratori di riferimento, ad analisi cliniche più approfondite capaci di identificare la presenza o meno della malattia. Ma la diagnosi non è sempre facile e ancora oggi molte persone ammalate non sanno di esserlo. Come non è semplice, soprattutto per i ragazzi e per gli adolescenti che frequentano mense scolastiche o partecipano a spuntini o pizze di gruppo, rinunciare completamente ai prodotti contenenti glutine. Oggi però ne sappiamo di più e, anche grazie all’iniziativa dell’AIC (Associazione Italiana Celiachia), molto attiva nei confronti dei legislatori e dei produttori di cibo senza glutine, decine di migliaia di bambini e adulti celiaci hanno risolto i loro problemi e conducono una vita perfettamente normale.
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L’Associazione Italiana Celiachia (www.celiachia.it) è nata nel 1979, con lo scopo di raggruppare tutti gli ammalati di celiachia ed i loro familiari per studiare i loro problemi, in stretta collaborazione con la Società Italiana di Gastroenterologia ed Epatologia Pediatrica (SIGENP) e la Società Italiana di Gastroenterologia (SIGE), stimolare la ricerca scientifica, sensibilizzare le strutture politiche, amministrative e sanitarie. Uno degli obiettivi prioritari dell’Associazione Italiana Celiachia è operare per rimuovere gli ostacoli quotidiani che il celiaco incontra: il reperimento dei prodotti adatti alle sue esigenze, la scelta tra gli alimenti disponibili. Il “Marchio Spiga Sbarrata” (senza glutine) apposto sui prodotti autorizzati aiuta i celiaci a scegliere gli alimenti giusti per loro. Attenzione però: chi celiaco non è non trae alcun vantaggio dalla consumazione di questi alimenti speciali. Il marchio “Alimentazione Fuori Casa” ha l’obiettivo di creare una catena di esercizi informati sulla celiachia che possano offrire un servizio idoneo alle esigenze alimentari dei celiaci. GLUTINE Il glutine è una sostanza lipoproteica che si origina dall`unione di due tipi di proteine: le gliadine e le glutenine, presenti principalmente nei cereali. Per il suo elevato contenuto di aminoacidi il glutine è usato al posto della carne in alcune diete vegetariane. Viene anche usato come addensante nelle formulazioni in compresse di alcuni farmaci e nell’industria come collante. Questa sostanza conferisce agli impasti viscosità, elasticità e coesione, caratteristiche importanti, per esempio, per dare consistenza alla pasta cotta “al dente”, ma anche al pane. Perciò negli ultimi decenni sono state selezionate qualità di cereali (soprattutto grano) contenenti molto glutine, allo scopo di rendere la farina adatta alla produzione di pasta, pane, pizza secondo un criterio per cui maggiore è il contenuto di glutine migliore è la qualità del prodotto. CELIACHIA La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine, una proteina presente in avena, frumento, farro, kamut, orzo, segale, spelta e triticale. L’incidenza di questa intolleranza in Italia è stimata in un caso ogni 100/150 persone. Attualmente per curare la celiachia occorre escludere dal proprio regime alimentare alcuni degli alimenti più comuni (pane, pasta, biscotti e pizza), ma anche eliminare le più piccole tracce di farina da ogni piatto: un forte impegno di educazione alimentare. L’assunzione di glutine, anche in piccole dosi, può procurare seri danni. La dieta senza glutine, condotta con rigore, è l’unica terapia che garantisce al celiaco un perfetto stato di salute. |
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