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Non è certo una novità: le attività umane modificano il mondo in cui viviamo; negli ultimi decenni queste modifiche non sono state sempre favorevoli, anzi spesso lo hanno non poco deteriorato. Da quando gli scienziati se ne sono resi conto (circa la fine degli anni `90), sono stati realizzati molti lavori scientifici che hanno messo in evidenza gli effetti dannosi sulla salute di questo deterioramento e i rischi a cui siamo esposti. Siamo esposti tutti, beninteso, ma i bambini più degli altri: la condizione di organismi in fase di accrescimento e di sviluppo li rende infatti particolarmente vulnerabili: l`Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che un terzo delle patologie importanti che colpiscono i soggetti di età compresa fra la nascita e 19 anni sia da attribuire a danni derivanti dal deterioramento ambientale o dalle condizioni di scarsa sicurezza in cui viviamo. Perciò il gruppo dei Pediatri per un mondo possibile ha raccolto una vasta documentazione scientifica su questo argomento e l`ha pubblicata in un libro dal titolo “Inquinamento e salute dei bambini. Cosa c’è da sapere, cosa c’è da fare”; l`obiettivo è quello di far conoscere per cambiare. I nostri comportamenti, infatti, non sono irrilevanti in questo processo e potrebbero essere più rispettosi del mondo in cui viviamo; senza contare il valore che ha la pressione dell`opinione pubblica sulle istituzioni.
UPPA offre ai suoi lettori, a partire da questo numero, una panoramica degli argomenti più importanti di cui parla questo libro. Parliamo prima di tutto dell`aria e, in particolare, dell` “aria esterna”, cioè quella che si respira al di fuori delle case, delle scuole, degli uffici. Ai gas che la compongono sono mescolate molte sostanze che interagiscono fra loro e possono determinare effetti nocivi sulla salute. La fonte principale di inquinanti, soprattutto di PM10, sono i veicoli a motore che contribuiscono all`inquinamento il doppio degli impianti di riscaldamento; le emissioni dalle ciminiere delle fabbriche sono al terzo posto di questa poco allegra classifica. Particolato, ossidi di azoto e di zolfo, ossido di carbonio, ozono, composti organici e alcuni metalli pesanti come il piombo, sono gli inquinanti che gli studi scientifici hanno dimostrato essere i più tossici. A seguito del divieto di utilizzo del piombo nei carburanti, la presenza di questo metallo nell`aria non è più rilevante nei Paesi sviluppati, ma basta dare un`occhiata a una delle tante megalopoli del Terzo Mondo per rendersi conto di come questo metallo rappresenti ancora in gran parte del pianeta ancora un serio rischio. L’inquinamento atmosferico, soprattutto quando l`esposizione dura a lungo (ma come potrebbe essere altrimenti, quando è inquinata l`aria della zona in cui si vive?), produce effetti sullo sviluppo dei polmoni. A parità di esposizione i bambini che corrono i rischi maggiori sono i più piccoli, quelli affetti da malattie croniche come l’asma e coloro che sono esposti anche a elevati livelli di inquinanti negli ambienti interni, come per esempio il fumo di sigaretta. Se l’esposizione avviene durante la gravidanza, gli effetti possono iniziare già prima della nascita e possono determinare alterazioni dello sviluppo del polmone nel feto e persino maggior rischio di morte del lattante.
Anche nel bambino l’esposizione ad inquinanti è associata ad una riduzione dello sviluppo polmonare, con conseguente riduzione persistente della capacità respiratoria. È dimostrato inoltre un rapporto diretto fra una lunga esposizione ad elevate concentrazioni di inquinanti, come abitare in una strada di traffico pesante di una grande città, ed un aumento dei sintomi, delle infezioni respiratorie; nei bambini asmatici, ad esempio, le concentrazioni elevate di sostanze inquinanti provocano un maggior rischio di persistenza di sintomi e un più alto numero di crisi asmatiche gravi. Per questo motivo l`OMS ha inserito l’inquinamento atmosferico tra i principali fattori di rischio per la salute modificabili. Nel 2004 l’OMS Europeo ha formulato delle raccomandazioni per i governi con l’obiettivo di permettere ai bambini di respirare aria pulita e nel 2006 sono state emanate delle linee-guida per la qualità dell’aria, con indicazioni sulle concentrazioni di alcune sostanze inquinanti (particolato, biossido di zolfo, biossido di azoto e ozono). Tuttavia queste indicazioni non sono ancora sufficienti: come si legge spesso sui giornali, i livelli tollerabili vengono spesso superati per molti giorni all’anno.
Ma noi possiamo fare qualcosa? Decisamente sì. Servono piccole semplici azioni a portata di tutti: usare meno l’automobile e più i mezzi pubblici e le biciclette, se è possibile camminare; abbassare un po` la temperatura delle nostre case, utilizzare meno il riscaldamento e il condizionamento. Ma serve anche che tutti noi facciamo sentire la nostra voce alle amministrazioni locali e nazionali, perché vengano fatte azioni concrete come la costruzione di piste ciclabili, di percorsi pedonali protetti, di aree libere dal traffico, e vengano incentivati un miglior isolamento degli edifici e l’uso di energie alternative per il trasporto ed il riscaldamento. In attesa di tutto questo è utile imparare a conoscere l’entità giornaliera dell’inquinamento atmosferico presente nella nostra zona, per poter programmare la nostra attività fisica all’aria aperta, preferendo le ore e le giornate in cui la qualità dell’aria è migliore.
I BIMBI RISCHIANO DI PiU` L’età evolutiva è più esposta agli inquinanti atmosferici per diversi motivi. L’apparato respiratorio dei bambini è più vulnerabile, perché in via di sviluppo. Inoltre i bambini respirano di più degli adulti in rapporto al peso corporeo, e quindi inalano una maggior quantità relativa di inquinanti, il loro metabolismo immaturo rende più difficile l`eliminazione di alcune sostanze tossiche; infine i bambini sono più soggetti ad asma ed infezioni respiratorie, malattie che peggiorano se l’aria è di cattiva qualità.
PM10 La sigla PM10 identifica materiale presente nell`atmosfera in forma di particelle microscopiche, il cui diametro aerodinamico medio è uguale o inferiore a 10 µm, ovvero 10 millesimi di millimetro. È costituito da polvere, fumo, microgocce di sostanze liquide.
RIDURRE L’ESPOSIZIONE AGLI INQUINANTI ATMOSFERICI: FACCIANO COSì Usa di più la bicicletta e i mezzi pubblici, usa meno l’automobile. Cammina di più con il tuo bambino, scegliendo orari e percorsi con minor traffico. Adoperati perché tuo figlio possa andare a scuola in modo autonomo: contribuisci ad attivare un Pedibus, chiedi la creazione di piste ciclabili e percorsi chiusi al traffico in vicinanza delle scuole. Collabora con gli enti preposti perché il piano del traffico tenga conto delle esigenze dei bambini. Scegli l’auto nuova fra quelle che più rispettano l’ambiente. Tieni conto che chi usa l’auto inala parte delle proprie emissioni. Non sostare con il motore acceso e utilizza dove possibile parcheggi sotterranei. Se possibile scegli la scuola di tuo figlio dove non ci sono traffico intenso o molte fabbriche.
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