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Rivista n. 5 Settembre-Ottobre - 2010 |
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Arancione Pippi Calzelunghe
di Miralda Colombo
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È stato uno dei sogni da bambina, di quelli che quasi, quasi ti paiono possibili, basta trovare il compagno giusto. Per me si chiamava Pippilotta Viktualia Rullgardina Succiamenta Efraisilla Calzelunghe e nella mia wish list il giro in mongolfiera e la pedalata senza pedali tra le nuvole facevano a gara con un pomeriggio a Villa Villacolle. La cosa buffa? Mia figlia pare aver aderito alla stessa passione e al momento le treccine rosso fuoco occupano buona parte delle sue fantasie. Naturale quindi che le avventure di Pippi, Tommy e Annika rientrino nella nostra vita quotidiana, chiaramente reinterpretate, perché certi voli sono possibili solo alla ragazzina svedese. Anche la cucina partecipa ai nostri castelli in aria. Prendiamo il caso che Alice, mia figlia, e la sottoscritta fossero invitate a Villa Villa Colle, sapendo che lì dolci&co non mancherebbero, ci incaricheremmo di portare qualcosa da bollire e poi sorseggiare rumorosamente (siamo a casa di Pippi o no?). Di sicuro non si tratterebbe di una minestra nè di una zuppa ma di un “potage”, di quelli alla francese, che in onore della padrona di casa si vestirebbe di arancione. Gli ingredienti? Carote, carote, carote, nella mia immaginazione, di quelle piccole, piccole, sporche di terra e brutte a vedersi che il nonno radunava a mazzi quando ero bambina, carote così dolci che credo nemmeno Pippi ne abbia mai assaggiate. Ingredienti (per tre): 500 gr di carote, 1 patata, alloro e timo, 1 cipollotto, 100 gr di formaggio fresco (es. ricotta, crescenza, robiola); 2 cucchiai di Parmigiano reggiano; 1 cucchiaino di olio extravergine d’oliva; eventuale sale
Procedimento: pela le verdure, anche le carote se non sono bio. In una pentola riscalda dolcemente l’olio con il cipollotto affettato e le erbe (che poi elimini), aggiungi le verdure a pezzi e poi copri con acqua (questa in parte si consumerà, ma ne dovrà rimanere a sufficienza come brodo per la vellutata). Quando le verdure sono morbide passa tutto al mixer (puoi aggiungere un paio di cucchiai di latte) con un pizzico di sale e il Parmigiano. Servi con un cucchiaio di formaggio fresco e un filo di olio.
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A proposito di zuppe, minestre e potage All’origine, nella cultura popolare, c’era la zuppa, piatto semplice e povero, costituito da una scodella riempita da una grossa fetta di pane rustico ricoperta di brodo caldo di verdure a pezzi. Poi sono arrivate tutte le variazioni e le sfumature della cucina francese, fra le quali il potage, (dalla parola francese “pot”, tegame o pentola, dove le verdure vengono cucinate): in questo caso il pane è stato abbandonato e le verdure (così come la carne o il pesce a seconda degli ingredienti) vengono passati in maniera da ottenere una minestra liscia e morbida, a volte legata con burro, latte o farina. |
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