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Rivista n. 1 Gennaio-Febbraio - 2011
Partorirai con piacere
di Elisabeth Davis , Debra Pascali Bonaro

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Una nascita “orgasmica”, un concetto lontano dal parto doloroso che ci viene presentato spesso al giorno d’oggi. Abbiamo voluto saperne di più conversando con Elisabeth Davis (E.D.) e Debra Pascali Bonaro (D.P.B.), coautrici del libro “Orgasmic birth”; Debra ha anche realizzato un documentario su questo argomento.

Cosa intendete per nascita orgasmica?

E.D. Gli ormoni implicati nella nascita sono gli stessi implicati quando si fa l’amore e c’è anche un’importante stimolazione vaginale! Certe donne avvertono durante il parto le contrazioni tipiche dell’orgasmo,  altre parlano di un diluvio di sensazione fisiche di eccitazione, che anche nel momento dell’espulsione esse vivono come un sollievo misto di estasi e di gioia: una eccitazione intensa e irreprimibile, simile all’orgasmo. Ecco perché molte donne arrivano a descrivere le sensazioni legate alla nascita come se fossero orgasmiche.

Come avete scoperto questo concetto?

E.D. Ho vissuto personalmente una nascita orgasmica nel ‘74, ma non ho osato parlarne a nessuno. Essendo un’esperta nel mio campo (E.D. è un’ostetrica di fama mondiale), temevo che la mia credibilità potesse soffrirne.
D.P.B. Anch’io ho conosciuto una nascita orgasmica nel 1988 che mi ha portato a realizzare il documentario.

Non solo affermate che la nascita può essere orgasmica, ma avete anche scritto una guida pratica su questo argomento. Pensate che tutte le donne possano avere un parto orgasmico?

E.D. Sì, purché ogni eventuale trauma sessuale sia stato trattato in precedenza e l’ambiente e le persone presenti al parto ne favoriscano la fisiologia naturale. Più si è in buona salute, meno c’è bisogno di interventi che possano rendere impossibile la nascita orgasmica. È utile anche aver conservato una sessualità ricca con il partner e con se stesse durante la gravidanza. Altri dettagli potete trovarli nel nostro libro.

Ci può essere una nascita orgasmica ovunque, anche in ospedale?

E.D. I parti vanno meglio se la mamma può disporre di un ambiente intimo. È una questione di ormoni; l’ossitocina, l’ormone secreto quando si fa l’amore e quanto si ha l’orgasmo, si trova in quantità dieci volte superiori durante un travaglio spontaneo o durante una nascita naturale che in altri momenti della vita. Ma se, a causa della paura o dell’ansia, cominciamo a produrre adrenalina, il livello di ossitocina diminuisce, il travaglio dura più a lungo e la reazione orgasmica è meno probabile. Tutto quello che stimola la corteccia cerebrale, la luce intensa, una conversazione futile o la sensazione di essere osservata, bloccano la produzione di ossitocina. Pensate alle circostanze migliori per fare l’amore e avrete anche un’idea dell’ambiente che può permettere una nascita orgasmica. Questo non significa che dottori, infermiere e ostetriche non possano essere presenti, ma che dovrebbero esserlo con discrezione e buona comprensione di una nascita fisiologica e delle reazioni ormonali.

Quali sono le reazioni delle persone quando parlate di nascita orgasmica?


E.D. All’inizio sono scettiche, curiose ed eccitate. Molte donne sono venute da noi per raccontarci le loro nascite e noi ne abbiamo parlato nel nostro libro.

Potete parlarci dell’avventura che è stata girare il documentario “Nascita orgasmica”?


D.B.P. L’idea di realizzare un documentario sulla nascita vista come piacevole, sacra e potente, mi è venuta una notte, in sogno, è stato il punto di partenza di un viaggio che mi ha trasformata perché rappresentava la possibilità di lasciarsi guidare dai sogni e realizzarli. Non avevo mai pensato che un giorno sarei diventata produttrice! Un amico mi ha detto che la follia potrebbe essere definita “fare ogni giorno la stessa cosa, ma aspettarsi sempre risultati diversi”. Creare “Nascita orgasmica” mi ha permesso di aprirmi ad altri modi di pensare e mi ha dato una nuova prospettiva, una visione diversa delle pratiche che accompagnano la nascita nella nostra società. Sono molto riconoscente verso coloro che si sono impegnati nel girare questo film, la nostra équipe, le famiglie che hanno accettato la nostra presenza nell’intimità di un parto e i nostri esperti, che hanno condiviso la nostra visione e con i quali abbiamo potuto parlare dei molti aspetti di una nascita piacevole, estatica e orgasmica. Chiunque abbia portato il suo contributo al film si augurava di poter far crescere questo discorso. Oggi il documentario è diffuso in 42 paesi, e non è finita. È stato incredibile vedere persone di tutto il mondo che, dopo aver visto il film,  parlavano e contestavano l’approccio medicalizzato al parto. Ormai la nascita è considerata come un importante “diritto dell’uomo”: è il diritto che ogni donna ha di scegliere dove, con chi e come cominciare a dare la vita. Io penso che si tratti anche del diritto di ciascuna donna al rispetto, all’intimità e alle cure che rendono possibile vivere un parto piacevole o orgasmico.
L’avventura continua con il nostro libro. Abbiamo aperto una porta che ha rivelato un segreto… Spero che questo avrà ancora altri effetti in futuro.

Come cambierebbe il mondo se tutti i parti venissero visti come orgasmici e non più come dolorosi?

E. D. Più il livello di ossitocina della madre è elevato, più lo è anche quello del bambino. L’ossitocina aiuta a gestire lo stress che deriva dal parto e suscita legami profondi e potenti di attaccamento, essenziali per la salute nel post-partum e per la felicità di tutta la famiglia. Come ha scritto  David Books sul “New York Times” qualche anno fa: “Mi concentrerei sulla crisi che affligge il nostro paese in termini di risorse: non si tratta del petrolio, ma piuttosto dell’ossitocina”. Noi siamo d’accordo con lui, pensiamo che le donne e i bambini abbiano il diritto di conoscere una nascita ottimale. La nascita orgasmica è stata, forse, un segreto ben custodito perché i media ci hanno inondato di informazioni distorte, ma questo non significa che le donne non possano reclamare questo diritto per tutti i parti!

UN RICORDO SU CUI TORNARE VOLENTIERI

La teoria del “parto orgasmico” non è una novità: se ne era iniziato a parlare negli anni ’70 quando, sulla spinta del movimento femminista, tutto ciò che riguardava la nascita fu messo in discussione, dalla posizione per partorire, al ruolo ostetrico, alla presenza o meno del padre. Nel corso di questi 30/40 anni, anche grazie a quelle spinte, molte cose sono cambiate: forse non completamente e non ovunque nella gestione pratica del parto (in troppe sale parto persiste ancora “violenza” sul corpo - e sulla mente - delle donne) ma, certamente, tanto è cambiato nella conoscenza dei meccanismi fisiologici e nella teoria dell’assistenza. Proprio per questo oggi la netta contrapposizione tra “parto orgasmico” e “parto doloroso” che vide la luce negli anni ’70 non sembra adeguata a descrivere lo stato attuale delle cose. Il travaglio, il parto, sono dolorosi, tutti. Le variabili sono altre: molto contano lo stato d’animo con cui la partoriente affronta l’evento e la messa in atto di un’assistenza capace o no di offrire sostegno e rispetto. Quando il sostegno ed il rispetto ci sono, ciò che viene poi raccontato dalle donne è un evento sì faticoso, doloroso, intenso, ma comunque positivo, che lascia più ricche, che è valso la pena affrontare. Non mi è mai capitato però di sentire raccontare di “una eccitazione intensa e irreprimibile, simile all’orgasmo”. Non escludo che sia possibile, ma non è su queste eccezioni che ritengo si debba impostare il lavoro ostetrico. Vista com’è la situazione nella maggior parte dei punti nascita in Italia (continue inutili esplorazioni vaginali, posizioni obbligate, via vai di gente che chiacchiera degli affari propri, bambini sottratti ai primi abbracci della nascita per invasivi sondaggi in ogni cavità, luci, rumore, confusione, forzature dei normali tempi del travaglio…), oggi come oggi credo che, più che all’orgasmo, si debba puntare a cercare di dare alle donne e alle coppie la possibilità di un parto che sia un evento almeno soddisfacente, vissuto con consapevolezza e protagonismo, con rispetto dell’intimità e del valore emotivo che ogni nascita deve avere. Mi concentrerei a lottare per questo: offrire al maggior numero di donne possibile un parto che sia un ricordo cui tornare volentieri e non una brutta esperienza da dimenticare. Anche se doloroso.

Alessandra Puppo, ostetrica, Centro Nascita Margherita, Firenze, alessandrapuppo@virgilio.it
 
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