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Guida ai consumi - Rivista n. 1 Gennaio-Febbraio - 2011
“Fobia di non riuscire a scendere dal pullman quando è pieno”, “Paura di passare sopra le griglie dei marciapiedi”, “Paura del soffocamento da cibo?” Molti gruppi di facebook prendono in giro le nostre piccole fobie, clicchiamo “mi piace”, sorridendo perché siamo consapevoli dell`assurdità di certe ansie. Ma sulla paura del soffocamento da cibo, c’è chi ci conta, proprio nel senso di “far di conto”. Da qualche tempo è possibile acquistare “il ciuccio antisoffoco”, una sorta di succhiotto che consente di dare al bambino dei cibi solidi ben avvolti in un garza. Quando l`ho visto l`ho osservato incuriosita, cosa sarà mai quella retina moscia? Poi ho capito! Di fronte all`idea spaventosa del proprio piccino che soffoca cosa vuoi che siano quei 15 euro da aggiungere alla spesa! Oddio, 15… credevo anche meno. Così, reduce dall`esperienza dei giochini mordicchiosi finto-ghiacciolo “perfetti per la dentizione” (che mio figlio non si è minimamente filato) decido di lasciarlo lì. Passa il tempo, e di quell’oggetto non sento la mancanza. Il mio bimbo intanto si ciuccia il pan biscotto, “gruncia” il sedano fresco, prende i pezzetti di banana. Ormai ha quasi un anno e assaggia felice ogni cosa. Se gli proponessi ora la frutta sotto rete probabilmente non la riconoscerebbe neppure. Il rischio che un bimbo possa strozzarsi col cibo in effetti c`è, ed è proprio per questo che è bene impari a mangiare correttamente. Ma come potrà farlo col cibo imprigionato? Non incontrerà i famigerati pezzi (troppo) grossi, ma neppure quelli medi e piccoli, qualsiasi consistenza sarà alterata dalla retina in un unico malloppo da smandibolare come un chewingum per far uscire il sapore. Non imparerà a regolarsi e neppure potrà toccare il cibo, ma così è ancora meglio, di sicuro ci sarà qualche giochino per fargli sapere, in totale sicurezza, che il pane è ruvido, la pera è succosa, la mela è croccante, in separata sede e con tanto di vocina meccanica. Forse abbiamo travisato: quando ci hanno spiegato che il ciuccio antisoffoco è “utile per far abituare il bambino al cibo solido” intendevano “al cibo solido avvolto nella rete”, abilità utilissima per assaporare un bell`arrosto senza togliere la rete elastica o nel caso vogliate lessare il sacchetto di patate direttamente com`è e mangiarle attraverso la confezione. Scommetto che a nessuno è venuta l`acquolina in bocca.
PAURA E BUGIE Il ciuccio antisoffoco viene pubblicizzato come “ideato da un medico che stava per perdere un figlio per un pezzo di cibo”. Chi sarà questo medico? Nel sito di quello che si suppone l`originale americano http://www.babysafefeeder.com, risulta nato dall`idea di un padre che ha rischiato di perdere un figlio a causa di un biscottino per la dentizione. Il prodotto è sul mercato da 8 anni e stando a questo sito, molto old style (la mela rossa rotante è di certo quella di Biancaneve), ha avuto successo, non ho trovato indicazioni che l’inventore sia medico. Nella catalogazione brevetti (http://www.patentstorm.us/patents/7001357/description.html) l`inventore risulta un certo Berry Sr. Donald P. Anche qua nessuna indicazione che sia un medico. Ma allora, ci prendono in giro? Che incidenti del genere capitino a un medico è certo di sicuro impatto “Se è successo a un medico, figurati a noi comuni genitori!” e il ciuccio anti soffoco risulta un eroico salvatore. Ma la paura è sempre una pessima consigliera, specie quando è accompagnata dalle bugie.
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