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DOCUMENTI: Grave crisi per il mondo dell'informazione
Grave crisi per il mondo dell'informazione
06/04/2010

Stop alle tariffe agevolate, protesta degli editori

Probabile decreto per cancellare gli «sconti» sulle poste. La Fieg: inaccettabile 200 milioni è lo «sconto» sulle spedizioni che le aziende editoriali perderebbero per effetto del decreto

ROMA - Il governo avrebbe deciso di sospendere le tariffe postali agevolate per l` editoria. Il relativo decreto, voluto dal ministro per l` Economia Giulio Tremonti, di concerto con quello dello Sviluppo economico Claudio Scajola, sarebbe prossimo alla firma. Si cancellerebbe così il principale contributo indiretto al settore, che perderebbe nel suo complesso circa 200 milioni di euro di «sconto» sulle spedizioni in abbonamento di quotidiani, periodici e collezionabili. E il relativo importo tornerebbe a gravare sui bilanci delle imprese, in un momento di pesante congiuntura economica. La manovra, secondo la Fieg (Federazione italiana editori giornali), avrebbe un «effetto dirompente e inaccettabile», costringendo le aziende al pagamento della tariffa piena. Senza la possibilità materiale di rivedere le proprie tariffe, a contratti di abbonamento ormai giù chiusi con i rispettivi lettori. Dunque la normativa di fatto avrebbe effetti retroattivi. Finora gli editori usufruivano di una decurtazione pari quasi al 50 per cento sul prezzo di listino. Fissato unilateralmente dalla controparte Poste Italiane, che in pratica ancora opera in regime di monopolio. Proprio per questo la Fieg chiede all` esecutivo «un ripensamento quanto meno sui tempi e modi» e si dice «disponibile ad un confronto immediato». Almeno per l` annata 2010 si potrebbero destinare, a coprire i costi, i fondi a disposizione della Presidenza del Consiglio. Dal 2011 infatti il mercato dovrebbe essere, almeno teoricamente, liberalizzato. Consentendo ad altri soggetti di offrire, a prezzi concorrenziali, lo stesso servizio di distribuzione. O di ricontrattare le tariffe con la controparte attuale. Sul tema è già intervenuto anche l` Antitrust che ha rilevato «la necessità di eliminare la disposizione che individua in Poste Italiane l` unico soggetto che abilita all` ottenimento dei benefici economici, escludendo altri operatori». Gli editori italiani propongono a Tremonti una soluzione più moderata. Ovvero un intervento che preveda non la sospensione immediata ma «la progressiva riduzione della misura dell` agevolazione, fino al raggiungimento di un livello sostenibile per lo Stato e per le imprese». L` arco temporale dovrebbe essere il prossimo quadriennio. Altrimenti questa «ulteriore sottrazione di risorse» rischierebbe di annullare i benefici dei piani di ristrutturazione avviati dalle imprese. Secondo la normativa vigente possono avvalersi delle agevolazioni, oltre alle imprese editrici di quotidiani e periodici iscritte al Roc, le associazioni e le organizzazioni senza fini di lucro (tra cui ordini professionali, sindacati, associazioni di categoria, d` arma e combattentistiche). Per questi prodotti, lo Stato versa a Poste Italiane Spa la differenza tra il costo unitario delle spedizioni e la tariffa agevolata. La Fieg, una volta aperto il confronto con il governo, vorrebbe arrivare alla riduzione del numero dei beneficiari «che spesso non hanno nulla a che fare con l` editoria».
Giovanna Cavalli

La scheda
Il decreto
Il governo avrebbe deciso di sospendere le tariffe postali agevolate per l` editoria. Il relativo decreto, voluto dal ministro del Tesoro Giulio Tremonti, cancellerebbe in questo modo il principale contributo indiretto al settore, che perderebbe nel suo complesso circa 200 milioni di euro di «sconto» sulle spedizioni in abbonamento di quotidiani, periodici e collezionabili. La decurtazione Finora gli editori italiani usufruivano di una decurtazione pari quasi al 50 per cento sul prezzo di listino. Fissato unilateralmente dalla controparte Poste Italiane, che in pratica ancora opera in regime di monopolio.  

Dal Corriere della Sera del 1 aprile 2010


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