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Togliere il ciuccio

Domanda

Gentili dottori,
ho un bambino di 4 anni che circa un anno e mezzo fa aveva quasi abbandonato il ciuccio (lo teneva solo per addormentarsi). Pochi mesi prima dell'arrivo della sorellina (che ora ha 1 anno), quando la mia pancia ha iniziato ad essere ingombrante, ha però iniziato a tenerlo anche durante il giorno e la situazione non è mai più cambiata. All'asilo sta senza (ha ricevuto una medaglia, in cambio), ma a casa è una lotta continua anche perché quando parla non si capisce, se si muove gli cade, ma niente lo fa desistere; aveva deciso di regalarlo a Babbo Natale e in cambio ha ottenuto un regalo in più, ma la sera stessa ha restituito il regalo e ripreso indietro il suo amato ciuccio. Sto provando ad incentivarlo con una sorta di gioco a punti: ottiene un punto per ogni ora che a casa passa senza ciuccio, abbiamo stabilito che a 50 punti riceverà un nuovo trenino (la sua passione) e creato un tabellone in cui attacchiamo insieme stelline per ogni punto. Il primo giorno ha guadagnato 7 stelline! Da lì in poi fatico per farne fare anche una sola al giorno... Il 24 maggio compirà 4 anni e il nostro nuovo accordo prevede che, diventando grande, quello sarà il suo ultimo giorno col ciuccio. Io sono poco ottimista che questa sia la volta buona e qui, finalmente arrivo alla mia domanda.
Visto che la grande passione per il ciuccio è arrivata con la sorella, sono sempre stata un po' in difficoltà ad essere ferma sul suo abbandono, visto che capisco che è stata una risposta a questo grosso cambiamento entrato nella sua vita. E' però ora che io sia ferma e quindi, quando ipoteticamente richiederà il ciuccio dopo il suo compleanno, lo riporti all'impegno preso, oppure non mi devo preoccupare e aspettare che, prima o poi, lo abbandoni di sua iniziativa? Ammiro l'equilibrio che mettete in ogni vostra risposta e vi ringrazio anticipatamente per quella che vorrete darmi.
Valentina

Risposta

Premesso che l'abitudine del ciuccio è disapprovata più per un fatto "estetico" (non è bello a vedersi un bambino di 4 anni sempre con il ciuccio in bocca) che per un fatto "di salute" (eventuali alterazioni dell'arcata dentaria spesso regrediscono spontaneamente o comunque sono facilmente correggibili), è comprensibile che un
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Svezzamento e cibi industriali

Domanda

Buon giorno Dottori, questa volta vi scrivo per raccontarvi un episodio che mi ha lasciato letteralmente basita.
Una mia carissima amica ha una bimba di quasi sei mesi che da circa tre settimane ha cominciato lo svezzamento. Il pediatra che segue la bimba, e che nella città in cui vivo gode di fama e popolarità (un vero e proprio pediatra dei VIP!!) le ha imposto in maniera assoluta, almeno fino ai sette mesi, i liofilizzati, compreso quello per il brodo vegetale, sostenendo che i prodotti industriali sono in assoluto più controllati rispetto a qualsiasi materia prima acquistata direttamente e cucinata personalmente.
A questo punto sorge spontanea una domanda: l'alimentazione non dovrebbe essere innanzitutto un'esperieza piacevole? E quale piacevolezza ci può essere nel condannare una povera bimba (ancorché neonata) a nutrirsi di liofilizzati (senza contare il corredo accessorio di sostanze conservanti che queste preparazioni si portano dietro)? Ulteriore particolare: questo medico è altresì noto per un sua fissazione maniacale:  il controllo del peso dei bambini. A questo punto tanto varrebbe nutrirli ad integratori, che garantirebbero un assoluto controllo delle quantità delle sostanze introdotte.
Mia figlia ferquenta il primo anno di scuola materna e ho avuto modo di verificare l'enorme quantità di bambini che non usufruiscono del servizio mensa perché "tanto non mangia nulla, meglio portarlo a casa e preparare solo quelle due cose che mangia". Chissà se c'è un collegamento tra certe teorie alimentari assurde e il rapporto col cibo che questi piccoli svilupperanno nella loro vita? Un sano rapporto con il cibo e con il piacere di nutrirsi non dovrebbe essere un diritto fondamentale di qualsiasi essere umano?
Ilaria Ferrero

Risposta

Gentile Signora Ferrero,
non cambierei una virgola alle sue considerazioni, che faccio mie. Mi dispiace moltissimo per la sua carissima amica (e, ancor di più, per la sua bambina) che siano capitate nelle mani di un “VIP”.

Sergio Conti Nibali, pediatra 

 

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Plagiocefalia

Domanda

La nostra seconda figlia ha attualmente 3 mesi e mezzo e abbiamo notato un appiattimento del cranio sul lato destro, lato verso il quale si gira più facilmente e sul quale si addormenta. Abbiamo letto qualcosa a proposito della plagiocefalia e all'ultimo controllo del pediatra abbiamo fatto notare la cosa ma lui senza badarci troppo ha detto che poi va migliorando con il tempo. Questo pediatra è sempre di pochissime parole e quindi ci è sembrato un po' sbrigativo. C'è da dire che il nostro primo figlio è sempre stato bene quindi non abbiamo frequentato molto lo studio del dottore e facciamo fatica a capire se sia stato superficiale o meno. Per questo vorremmo un secondo parere. Questa plagiocefalia è qualcosa di cui bisogna preoccuparsi perché può avere conseguenze sullo sviluppo psico-fisico-cognitivo della bimba, oppure è solo una questione estetica? 

Risposta

Sembrerebbe un “appiattimento” fisiologico, che molto spesso rientra entro l’anno di vita. Man mano che la bimba comincerà a stare seduta e a non passare più la gran parte della giornata con la testa appoggiata le ossa del cranio si rimodellano.

Sergio Conti Nibali, pediatra 
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Pannolino a 5 anni

Domanda

Sono mamma di un bambino di cinque anni che purtroppo ancora si rifiuta di fare la popò nel water, piuttosto trattiene le feci e sono costretta a mettergli il pannolino prima di andare a letto. La pediatra mi ha consigliato di utilizzare le bustine di Paxabel per ammorbidire le feci, visto che passano anche tre-quattro giorni prima di farla (ovviamente nel pannolino). Ogni sera proviamo a farlo sedere sul water e lui dice sempre di non volerla fare perché ha paura che gli faccia male il sederino. Ho provato veramente di tutto, raccontando storie, spiegandogli con calma perché la deve fare nel water, e non so più come comportarmi.

Risposta

l tentativo di trattenere le feci ed evitare l'evacuazione che alcuni bambini mettono in atto spesso genera situazioni molto difficili da affrontare.
A volte la decisione di rimandare la defecazione il più possibile dipende anche dall'aver fatto più volte esperienza di emissione di feci molto dolorosa, perché il fecaloma evacuato…
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Entamoeba Coli

Domanda

Cara UPPA,
ho recentemente adottato un bambino di 8 anni dalla Federazione Russa. Dalle analisi di screening fatte, risulta nelle feci la presenza di numerose cisti riferibili a Entamoeba Coli. Leggo in rete che questo è un parassita commensale e che pertanto non va trattato. Qual è la vostra opinione?
Alessandra

Risposta

Quando si adotta un bambino in un paese straniero si viene colti spesso da dubbi e perplessità: sarà sano? Da qui la tendenza a "fare analisi" e accertamenti.
Penso però che anche per questi bambini, come per quelli nati nel nostro paese, debba valere un sano principio: analisi e accertamenti…
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Pertosse e vaccini

Domanda

Nostra figlia Arianna, 5 anni, vaccinata con vaccino esavalente regolarmente somministrato in tre richiami, presenta sintomi riconducibili alla pertosse. Dopo la fase catarrale e circa 20 giorni di accessi notturni la pediatra di base ci ha prescritto un antibiotico che non abbiamo somministrato, avendo letto dell'inutilità di una somministrazione tardiva. Abbiamo affrontato anche una cura omeopatica che sembrava aver migliorato la situazione, avviandola verso la fase della convalescenza. Tuttavia negli ultimi giorni gli accessi notturni si sono ripresentati con un rialzo febbrile. La particolarità (e di qui la necessità di chiarimenti/informazioni) sta nel fatto che gli attacchi convulsivi si sono verificati solo di notte e solo una volta per notte, con orari che progressivamente si sono stabilizzati nella prima fase della notte, spesso innescati da stimolazioni esterne (tipo uno spostamento di posizione della bambina da parte nostra). A volte ci è sembrato addirittura che si svegliasse direttamente in dispnea senza i colpi di tosse. I nostri dubbi sono:
1. Quali sono i sintomi della malattia nei soggetti vaccinati?
2. E' possibile che nonostante la vaccinazione i tempi del decorso della malattia siano quelli "normali", come nei soggetti non vaccinati?
3. E' possibile che gli accessi convulsivi con dispnea si verifichino regolarmente una volta per notte dal 4 marzo ad oggi, mentre di giorno la bambina presenta semplici colpetti di tosse secca senza complicazioni di nessun tipo, facendo quindi vita piuttosto regolare?
4. E' possibile che sia proprio il vaccino ad aver diminuito il numero degli accessi convulsivi portandoli appunto ad un solo evento notturno e regolare?
5. La somministrazione di Bentelan potrebbe prevenire o evitare l'attacco notturno (che a lungo andare sta procurando un po' di paura alla bambina, oltre che a noi?) I nostri dubbi sono altri mille, data l'anomalia di questa situazione: se non fosse possibile ottenere una risposta completa vi saremmo grati se poteste consigliarci un recapito, o un contatto di un medico specializzato in questo tipo di malattie che possa risponderci o riceverci per una visita specialistica.
Sara e Emiliano,

Risposta

La diagnosi di pertosse è una diagnosi basata essenzialmente sulla clinica, perché è estremamente difficile avere una conferma dal laboratorio.
Detto questo, è chiaro che per formulare una diagnosi del genere bisogna che le caratteristiche della tosse siano chiaramente pertussoidi e che il medico che ha fatto la diagnosi conosca…
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Risvegli notturni

Domanda

Da meno di un mese mio figlio Niccoló, che ha 19 mesi, ha faticosamente imparato a camminare (a causa di una ipotonia muscolare e iper lassitá dei legamenti, aiutato con fisioterapia), e da un mese la notte è diventata un incubo.
I nostri rituali erano sempre fissi e uguali, lui non ha mai avuto difficoltà. Ha imparato a riaddormentarsi da solo da piccolo. Io e mio marito siamo entrambi psicologi. Il piccolo va a letto alle 20.30, dopo il nostro solito rituale: 19.30 cena, poi gioco calmo insieme a papà mentre mamma riordina in cucina, o viceversa, lettura di storie, poi si va a lavarsi, ci si mette il pigiama, si dà la buona notte a tutto, salotto, cucina e pesci, e si va a nanna, Un tempo lo mettevamo nel lettino, dicevamo buonanotte, e poi lui piano piano, da solo, prendeva sonno, mentre noi eravamo giá usciti dalla sua stamza.  Prima rientravamo nella sua stanza attorno alle 22.30 per ricoprirlo, e poi andavamo a dormire anche noi.  
Ora invece tra le 23 e l'1 di notte, Niccolò si sveglia urlando. Non è pavor, perché è proprio sveglio, e chiede di uscire dalla stanza o di essere preso in braccio. Ora non ce la facciamo più, anche perché lui grida fortissimo, cosa che fa da quando è nato, di fronte alla frustrazione. Non possiamo permetterci di non dormire, anche e soprattutto per il lavoro che facciamo. Io soffro moltissimo il sonno, e non riesco a capacitarmi del problema che sta accadendo. Ora ento nella stanza, lui smette, lo rassicuro, attendo che si riaddormenti (non lo prendo in braccio o altro perché si sveglia di più e rischia di star sveglio fino alle 4), esco ma dopo mezz'ora o un'ora tutto riparte. Le ultime notti le ho passate nel letto a fianco a lui, lui non gridava ma non riusciva a riaddormentarsi: il respiro era molto veloce, i movimenti erano tanti e continui, parlottava, si arrabbiava, prendeva e buttava il ciuccio. Cosa possiamo fare?

Risposta

Carissima,
non nego una certa soggezione a rispondere su questi argomenti a una psicologa. Da pediatra mi viene da dirti cose che già sai. Che il sonno del bambino ha cicli diversi da quello dell'adulto, che il piccolo si addormenta in fase rem e spesso in questa fase di sonno…
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Bloccare il vomito

Domanda

Gentile pediatra,
per bloccare il vomito è sempre valida la supposta di Peridon o, come mi dice la pediatra di mia figlia, è una molecola rivelatasi non più sicura? Mi è stato prescritto, al suo posto, il Nausil, ma trattandosi di una formulazione in gocce, si è rivelata scarsamente utile nel momento delle ripetute crisi di vomito. Quanto alla terapia da seguire nei giorni seguenti, sono state indicate, oltre al Nausil, le supposte di Biochetasi e una soluzione reidratante. E' corretto? 

Risposta

Il sistema di sorveglianza sui farmaci e i loro effetti collaterali è, fortunatamente, abbastanza efficiente. Esiste uno strumento, chiamato "Dear doctor letter", che serve ad avvertire i medici quando si è venuti a conoscenza di qualche novità riguardante un farmaco: si tratta di una vera e propria lettera di colore…

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Coliche del lattante

Domanda

Carissimi, sono la mamma di un bimbo che ha compiuto 2 mesi da pochi giorni allattato esclusivamente al seno. Da circa 2 settimane sono comparse le coliche serali che io e il papà fronteggiamo con pazienza. Io prendo anche una tisana al finocchio, camomilla e anice che, mi è stato detto, dovrebbe attraverso il mio latte dare giovamento anche al bimbo. Sarà vero? Da qualche giorno è però intervenuto un ulteriore fenomeno: dopo ogni poppata, prevalentemente dopo il ruttino, e talvolta durante la poppata, il bimbo si dimostra dapprima infastidito, poi si contorce e poi piange. Per calmarlo occorre cullarlo, cambiare posizione, per una mezzoretta circa, dopo la quale si tranquilizza e dorme. In concomitanza con questi fastidi lui vorrebbe ciucciare, ma ho notato che questo innesca un ciclo vizioso e i fastidi si protraggono piu' a lungo, generando anche rigurgiti nel sonno e risvegli con pianto. Aggiungo che il bimbo durante il sonno fa talvolta dei versi come se si sforzasse di fare qualcosa. Ho contattato telefonicamente il pediatra di famiglia che mi ha detto che potrebbe trattarsi di gas intestinali e ha prescritto il Sedicol. Voi cosa ne pensate?

Risposta

Gentile Lettrice,
le ripondiamo segnalandole che sul prossimo numero di UPPA troverà un articolo proprio sulle coliche del lattante, come può verificare cliccando qui.

http://www.uppa.it/rubriche/nascere/neonato/le-coliche-del-lattante

Le ricordiamo che abbonandosi a UPPA, oltre a ricevere il giornale, avrà accesso a tutto l'archivio web della nostra rivista.
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Dubbi e possibili risposte

Domanda

Siamo i neo genitori di due gemelli (maschio e femmina) nati il 2 gennaio a 31 settimane, quindi ora hanno tre mesi anagrafici e uno corretto. Sono stati in ospedale lei per circa 40 giorni dal parto, lui per circa 70. Abbiamo un dubbio sulla femmina: ha scatti di pianto "isterico" apparentemente immotivati, quando è sveglia sembra un po' assente anche se a volte ci cerca con lo sguardo, ultimamente fa fatica ad avere il controllo del capo, cosa che nelle settimane passate le riusciva meglio. Ci stiamo preoccupando immotivatamente? Siamo troppo apprensivi?  
Maria e Andrea

Risposta

Domande come questa, che sono comprensibili e giustificate, ci mettono in imbarazzo perché ci chiedono un parere medico a distanza su un caso molto particolare.
Potremmo cavarcela raccontando perché e per come i gemelli nati prematuri e ricoverati per un periodo relativamente lungo in ospedale possano avere uno sviluppo psicomotorio…
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