L’hit parade degli antibiotici


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Nei prossimi mesi è probabile che vostro figlio (o vostra figlia) prenda almeno una volta un antibiotico. Infatti fra i 20 farmaci più prescritti ai bambini italiani, ben 11 sono antibiotici: sostanze attive contro la moltiplicazione dei batteri.

Attenzione, pero! Non tutte le infezioni, con o senza febbre, sono dovute a batteri, anzi la maggior parte sono dovute a virus; e contro i virus gli antibiotici non hanno alcuna efficacia. D’altro canto non è vero che gli antibiotici “fanno male”, “buttano giù”, “indeboliscono le difese”; anzi, se usati quando servono, fanno bene, rafforzano le difese e tirano su, nel senso che aiutano l’organismo a guarire più in fretta.
Spesso ci si sente fare questa domanda: “Dottore, lei è favorevole o contrario agli antibiotici?”. Sulle medicine non si possono avere opinioni o orientamenti “ideologici”; occorre essere favorevoli, favorevolissimi quando è necessario, contrari, contrarissimi al loro uso a sproposito.


La decisione spetta al pediatra. Egli valuterà volta per volta quando l’antibiotico serve e quando non serve, cercando di farsi influenzare il meno possibile da pressioni e pregiudizi che, come è inevitabile, agiscono su ciascuno di noi. Un esempio per tutti: non è vero che dopo tre giorni di febbre l’antibiotico è d’obbligo; molte infezioni virali durano più di tre giorni e guariscono nello stesso tempo con o senza l’antibiotico. La decisione se prescriverlo o meno dipende dai sintomi, o meglio dall’esistenza di una prova che la malattia è batterica. Ma a volte per il medico è difficile resistere alle pressioni dei genitori che nella convinzione, non sempre fondata, che un antibiotico acceleri la guarigione, lo chiedono, possibilmente subito, subitissimo.

Senza dubbio usiamo troppi antibiotici; bisogna ammetterlo, a noi pediatri capita di somministrare questi farmaci anche quando non servono; e poi utilizziamo nella cure di semplici patologie troppi “principi attivi” (11 abbiamo detto) quando la scelta potrebbe essere limitata a 2 o 3. Questo abuso (nella quantità delle prescrizioni e nella varietà dei farmaci prescritti) può provocare dei danni, che non sempre si vedono subito. A parte gli “effetti collaterali”, che tutte le medicine possono provocare, ci sono due svantaggi in più. Il primo è ecologico: si spargono a piene mani nell’ambiente (anche i nostri organismi fanno parte dell’ambiente) medicine studiate per curare malattie gravi, alla cui azione qualche germe riesce sempre a sfuggire; e così piano piano si selezionano germi resistenti, capaci di moltiplicarsi in barba agli antibiotici e di darci, prima o poi, qualche serio problema. Il secondo è economico: gli antibiotici costano, alcuni, i più moderni, costano molto; usandoli quando non sono necessari, oppure preferendo, a parità di effetto, i più cari ai più economici, si consumano i denari di tutti e i denari, nella cura delle malattie, non bastano mai!
Ma vediamo, uno per uno, gli antibiotici più prescritti ai bambini in Italia.

 



Primo in classifica
Conquista il primo nell’hit parade degli antibiotici più usati dai bambini italiani l’accoppiata amoxicillina-acido clavulanico; somministrata il più delle volte in sospensione (ma esiste anche in bustine e compresse), dovrebbe essere la prima scelta solo per le otiti ricorrenti, che non rispondono alla terapia con la sola amoxicillina, per i (rari) ascessi retrotonsillari, per le sinusiti, le polmoniti, le infezioni importanti delle vie urinarie e poco più. Più di un quarto delle prescrizioni di antibiotici studiate nell’indagine condotta nel 2003 dal Mario Negri e dal Cineca (vedi pag. 19) è rappresentata da questa associazione di farmaci commercializzata come Augmentin, Clavulin e Neoduplamox. Nella stragrande maggioranza dei casi sarebbe stato sufficiente usare la sola amoxicillina, meno costosa e altrettanto efficace sulle malattie comuni); cinque giorni di terapia per un bambino di 15 Kg con questo farmaco costano € 12,05.
Medaglia d’argento
Il secondo posto è dell’amoxicillina, farmaco di prima scelta in una gran quantità di malattie comuni (dall’otite alla tonsillite), si somministra in sospensione, ma anche in compresse. Commercializzato come Amoxicillina (prodotto “generico”), ma anche con una grande quantità di nomi commerciali: Amoxina, Dodemox, Mopen, Velamox e Zimox. Cinque giorni di terapia per un bambino di 15 Kg costano da € 2,58 a € 3,62, a seconda del prodotto commerciale: il migliore rapporto fra costo ed efficacia.
Medaglia di bronzo
Qui troviamo il cefacloro, molto popolare fra i bambini soprattutto per il suo sapore, che è quasi l’unico suo vantaggio, perché sarebbe di prima scelta nelle pielonefriti e nelle polmoniti in alcune fasce di età. Viene commercializzato con un numero davvero notevole di nomi: oltre al “generico” Cefaclor, abbiamo Bacticef, Cefulton, Citiclor, Clorad, Dorf, Kliacef, Lafarclor, Necloral, Oralcef, Panacef, Performer, Selanir, Takecef, Tibifor e Valeclor. Cinque giorni di terapia per un bambino di 15 Kg costano da € 8,50 a € 10,18.
Due “cari” cuginetti
Al quarto e sesto posto troviamo due antibiotici simili: la claritromicina (nomi commerciali: Klacid, Macladin e Veclam) e l’azitromicina (Azitrocin, Ribotrex, Trozocina e Zitromax). Piuttosto costosi, dovrebbero essere utilizzati in prima battuta solo in alcune forme di polmonite, nella tosse convulsa (molto rara) e nei bambini allergici alla penicillina. L’azitromicina si è affermata anche perché, in alcuni casi, si può somministrare una sola volta al giorno per soli tre giorni, ottenendo lo stesso risultato che con altri antibiotici si ottiene in una settimana. Cinque giorni di terapia per un bambino di 15 Kg con la claritromicina costano € 16,34, con l’azitromicina € 22,09.
Col cannone a caccia di topi
Ci sono due antibiotici nella nostra hit parade che sono proprio fuori posto: si tratta del ceftriaxone (venduto come Ceftriaxone, ma anche Davixon, Deixim, Fidato, Monoxar, Pantoxon, Ragex, Rocefin e Sirtap) e della ceftazidima (Ceftim, Glazidim, Panzid, Spectrum e Starcef). Sono iniezioni che dovrebbero essere usate quasi solo in ospedale; il medico che li prescrive è tenuto a sottoscrivere una nota, cioè dichiare che si tratta di “infezione grave delle vie respiratorie, delle vie urinarie, dei tessuti molli, intra-addominali, ostetrico-ginecologica, ossea o articolari, causata da microrganismi resistenti ai più comuni antibiotici.” Come mai medicine così importanti siano fra i primi 20 farmaci prescritti ai bambini per malattie comuni resta un mistero; 5 giorni di cura con il ceftriaxone costano da 20 a 22,30 €; con la ceftazidima il costo sale addirittura a 67,00 €, senza contare il dolore delle punture!
Dulcis in fundo
Fra i magnifici 11 troviamo altri 4 antibiotici: cefixima (Cefixoral, Suprax e Unixime, costo di una terapia di 5 giorni 20,96 €), ceftibuten (Cedax, Isocef, costo di una terapia di 5 giorni 24,53 €), cefpodoxima (Cefodox, Orelox, Otreon, costo di una terapia di 5 giorni 15,79 €) e cefuroxima (la formulazione per bocca, più usata dai bambini, è venduta come Oraxim, Zinnat o Zoref, costo di una terapia di 7 giorni 45,81 €). In cambio del loro costo elevato non danno nessun vantaggio terapeutico rispetto a farmaci più economici, se non la comodità di somministrarli una sola volta al giorno (solo la cefixima e il ceftibuten).

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