Bevande energetiche e rischi per la salute | UPPA.it

Bevande energetiche e rischi per la salute

Bere assiduamente bibite “per sportivi”, anche quando non se ne ha davvero bisogno, comporta rischi per la salute da non sottovalutare

Sergio Conti Nibali,
pediatra e direttore di UPPA
Bevande energetiche e rischi per la salute

Nel 2010, una famosa marca di bevande per sportivi ha rinnovato il suo brand per espandere il bacino di vendite. La società ha progettato una campagna pubblicitaria che fosse attraente per i ragazzi da 13 a 17 anni e ha ampliato la definizione di “atleti” per inglobare una base di consumatori più ampia. Per gli spot pubblicitari si è servita di campioni e campionesse di vari sport (come ad esempio Serena Williams e Michael Jordan), squadre, federazioni sportive con le rappresentanze nazionali, e ha sponsorizzato eventi di grande richiamo mediatico.
La campagna di marketing non era centrata su un tipo di attività fisica che presuppone un importante apporto di liquidi, elettroliti e zuccheri; aveva invece, al centro, la popolarità e l’agonismo dei campioni dello sport.
Simili campagne pubblicitarie ottengono successo: gli adolescenti che guardano più di due ore di televisione al giorno, e sono sottoposti agli spot pubblicitari, risultano molto più propensi a consumare bevande energetiche per sportivi. Altri studi hanno rivelato che la promozione pubblicitaria in TV di marchi alimentari riconoscibili è associata in generale a un aumentato consumo di quegli stessi alimenti.

Inutili calorie in eccesso

Per gli atleti professionisti impegnati in attività fisiche prolungate e impegnative può essere utile una bevanda che sia rapidamente in grado di fornire zuccheri ed elettroliti per sostenere lo sforzo fisico prolungato; ma per gli allenamenti e le gare di bambini e adolescenti non c’è alcun motivo di utilizzare bevande di questo tipo, perché è sufficiente una dieta giornaliera varia che comprenda frutta e verdura. Bere queste bibite, inoltre, aggiunge calorie non necessarie alla dieta, senza considerare che un loro uso eccessivo è causa di sovrappeso, erosione dello smalto dei denti e accresce il rischio di sviluppare il diabete; è anche dimostrato che quest’ultimo rischio aumenta se si assumono bevande che contengono sciroppo di mais. Per dare un’idea di quanto queste bibite siano nocive per la salute se utilizzate in maniera impropria, basti pensare che se un ragazzo bevesse mezzo litro di una bevanda energetica per sportivi al giorno, in un anno arriverebbe ad accumulare 13 kg in più di peso.

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C’è zucchero e zucchero

UPPA ha pubblicato numerosi articoli sui danni per la salute derivanti da un eccesso di zuccheri nell’alimentazione. Il pericolo riguarda soprattutto la quantità di zuccheri “aggiunti” assunti con la dieta, da non confondere con quelli naturalmente presenti nel latte o nella frutta.
E allora perché tornare a parlarne? Perché capita quotidianamente di ricevere o intercettare messaggi pubblicitari che esaltano delle bevande perché adatte agli sportivi. La rassicurazione sulla bontà di bevande “naturali al 100%” o di snack e merendine ci arriva dal campione sportivo preferito dai nostri figli, se non addirittura da nutrizionisti. È quindi nostro compito ricordare che un eccesso di zuccheri è nocivo per la salute. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che l’assunzione degli zuccheri liberi non deve superare il 10% dell’assunzione calorica totale, e ciò è stato ribadito anche dalla consultazione congiunta con la FAO (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) su dieta, nutrizione e prevenzione delle malattie croniche.

Sportivi o golosi?

Recentemente l’Accademia Americana di Pediatria ha focalizzato la sua attenzione sui rischi derivanti dall’assunzione di queste bevande sulla salute degli adolescenti, i quali sembrano essere la categoria più a rischio; è a questa età, infatti, che i ragazzi cadono più facilmente nella trappola pubblicitaria: vedere il proprio campione che alla fine della sua performance, grondante di sudore e al contempo felice per il successo, si disseta con una certa bevanda sportiva ha un impatto notevole sulle scelte di un adolescente.
La stessa accademia raccomanda per i ragazzi la reidratazione con bevande per sportivi solo in situazioni limitate: ad esempio quando c’è bisogno di un più rapido rifornimento di carboidrati e/o di elettroliti in combinazione con acqua durante periodi di prolungata attività sportiva che richiede un intenso impegno fisico.
Ma quanti sono i ragazzi che fanno questo tipo di attività? Certamente un numero molto piccolo; eppure il mercato delle bevande per sportivi è assai florido. C’è da ritenere, dunque, che la stragrande maggioranza dei ragazzi le assuma in maniera inappropriata dopo un’attività fisica normale o, peggio ancora, solo per dissetarsi. Ed è anche possibile che questi ragazzi trovino le bevande nel frigo di casa e le bevano perché hanno un sapore gradevole; del resto a chi non piace lo zucchero?

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Immagine per l'autore: Sergio Conti Nibali

Sergio Conti Nibali, pediatra, è responsabile del gruppo nutrizione dell’Associazione Culturale Pediatri e fondatore del progetto “No Grazie”. È tutor e valutatore per l’iniziativa “Insieme per l’allattamento – ospedali & comunità amici dei bambini” dell’UNICEF. È autore di oltre 200 pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali e internazionali, membro del comitato editoriale di Quaderni ACP e, da luglio 2016, direttore di UPPA.

Pubblicato il 11/06/2018 e aggiornato il 09-07-2018.

Immagine in apertura Liderina / iStock / Getty Images Plus