Alle prese con la pubblicità... | UPPA.it

Alle prese con la pubblicità…

Ingredienti: autorevolezza, informazione scientifica e tanta passione, senza pubblicità

Lorenzo Calia,
editore
Alle prese con la pubblicità…

In una recente lettera giunta in redazione, una nostra lettrice ha chiesto chiarimenti riguardo un box pubblicato su uno degli ultimi numeri della rivista, riferendosi in particolare alla sua presunta natura pubblicitaria. Abbiamo pensato che le perplessità della lettrice potessero essere condivise da altri utenti e per questo ci sembra utile chiarire ancora una volta la nostra politica in fatto di pubblicità. Vi riportiamo la lettera arrivata in redazione e parte della nostra risposta (che sarà pubblicata per intero sul numero 4/2017 di UPPA) perché lo scambio con voi lettori, costruttivo e intelligente, non solo è essenziale ma arricchisce sempre il nostro lavoro.

Cara UPPA,
ti ho sempre stimato molto come fonte, proprio per la tua adamantina indipendenza dagli sponsor. Devo però dire che nel secondo numero di quest’anno ho trovato una nota stonata che mi spinge a chiederti un piccolo chiarimento. A pagina 46, all’interno di un articolo sul bullismo scritto da una psicologa di Dedalus di Jonas, trovo un piccolo riquadro anomalo: non una semplice presentazione della struttura a cui afferisce l’autrice, ma una specie di “consiglio per gli acquisti”, con tanto di accenno alle tariffe agevolate e logo della struttura in fondo. Cosa distingue quel riquadro da una pubblicità vera e propria? Non ditemi i soldi che percepite o no perché io non ho modo di controllare le vostre entrate.
Vi ringrazio in anticipo per la risposta.
Una mamma dalla provincia di Gorizia.

Cara Eveljn,
[…] l’episodio a cui lei fa riferimento è effettivamente frutto di una svista: una volta andati in stampa ci siamo resi conto che qualcuno avrebbe potuto “pensare male”… Il box che lei ha trovato sulla nostra rivista è stato inserito perché Dedalus è una delle poche organizzazioni private a offrire prestazioni di psicoterapia con una politica di prezzi sostenibile, mentre solitamente questi servizi sono molto costosi. Il box è stato inserito su nostra iniziativa e senza che venisse ricevuto del denaro.

Ci dispiace molto che lei metta in dubbio la nostra buona fede. L’episodio ci servirà per alzare ulteriormente la guardia ed evitare che questo tipo di episodi si ripeta in futuro.

Lorenzo Calia
editore di UPPA

Passiamo dunque a chiarire nel dettaglio il nostro codice di condotta in fatto di sponsorizzazioni e pubblicità.

Senza compromessi

La rivista, il nostro sito internet e tutte le iniziative legate a UPPA vengono finanziate esclusivamente attraverso la vendita degli abbonamenti alla rivista cartacea. In nessun caso riceviamo denaro in cambio della pubblicazione di contenuto. Sulle nostre pagine non promuoviamo mai servizi o prodotti a pagamento, a eccezione di libri, mostre, film, spettacoli teatrali, musei e così via: siamo convinti che senza informazione non esistano democrazia né progresso, e per questo sosteniamo gratuitamente il mondo della cultura. Inoltre, per scrivere su UPPA, è richiesta una dichiarazione di assenza di conflitto di interesse. Oltre alle circa 16.000 famiglie abbonate, UPPA raggiunge oltre quattro milioni di utenti l’anno attraverso il web, in maniera totalmente gratuita, fornendo informazione scientifica di qualità, grazie al processo di lavoro condiviso e trasparente del comitato di revisione.

La scienza dalla parte della salute

A ulteriore conferma della nostra completa indipendenza, ogni settimana decliniamo offerte di collaborazione da parte di aziende del settore dell’infanzia, l’ultima delle quali proveniente da uno dei più grandi siti di e-commerce al mondo. Crediamo che, mai come oggi, sia fondamentale ristabilire un rapporto di fiducia tra la comunità scientifica e i cittadini, nell’interesse della salute delle persone; un compito difficile quanto ambizioso, che da 17 anni è alla base del nostro lavoro.

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Non ci resta che augurarvi buona lettura e tornare al lavoro…

Pubblicato il 13.06.2017 e aggiornato il 20.03.2018