Educazione

Asilo nido: meglio all’estero? Il racconto di una mamma

Una mamma ci racconta la sua esperienza personale in un asilo nido inglese in cui scelte salutari, autonomia del bambino e percorsi di valorizzazione rappresentano i punti di forza del sistema

di Chiara Cavallaro - Avvocato minorile e insegnante, Avellino

asilo estero

Negli Stati nord europei vi è una particolare attenzione dei genitori nella ricerca di una scuola dell’infanzia di qualità con servizi di buon livello educativo. Oltre alle famiglie anche i governi, già da tempo, riconoscono il potenziale di sviluppo che il nido rappresenta nella vita dei bambini e curano l’adeguatezza delle loro strutture educative.
In particolare, in Inghilterra, il governo fissa degli standard (EYFS) che tutti gli asili, sia pubblici che privati, devono garantire affinché “ogni bambino sia sicuro, sereno e in salute”. Tenuto conto che le esperienze tra la nascita e i cinque anni di età hanno il maggiore impatto sulla vita di ogni persona, tutti gli istituti scolastici del Regno Unito vengono regolarmente ispezionati e valutati da un organo indipendente al fine di verificare che i servizi per l’infanzia siano rispondenti ai criteri stabiliti a livello nazionale. In base al giudizio finale risultante dall’ispezione, tutte le strutture educative inglesi sono classificabili in “eccellenti”, “buone” e “bisognose di miglioramenti”.
L’esperienza che ho vissuto come mamma in un asilo inglese con una valutazione “buona” si può riassumere nell’individuazione di alcuni fondamentali punti di forza: l’ambiente scolastico, il rapporto con i genitori, il rapporto con i bambini tra appartenenza e valorizzazione, il programma giornaliero e gli eventi speciali, le scelte salutari e l’autonomia.

Ambiente scolastico

L’ambiente scolastico è tutto a misura di bambino. La sala principale è un luogo dove i piccoli possono apprendere e sperimentare, rilassarsi e giocare. È divisa in aree a tema, una per la musica, dove si usano gli strumenti musicali e si svolgono tutte le attività con i suoni e con la danza, un’altra dedicata ai giochi di ruolo, con cucina, banco per gli attrezzi da falegname e meccanico, accessori per fare da mamma e papà alle bambole, vestiti da indossare per diventare una ballerina, un dottore, un pompiere, una principessa, un pirata, un poliziotto. C’è, inoltre, il tavolo per gli esperimenti e quello del farmacista. Poi si trova la sezione delle costruzioni, ve ne sono di tutte le dimensioni, forme e materiali. Poi c’è l’area dove i bambini lavorano e si sporcano, l’unica zona senza moquette, fornita di tavolini e sedie, lavagnette con maxi fogli da dipingere, kit di cancelleria per creare e colorare, grembiuli impermeabili, quadrati di legno come dei vasi bassi a volte pieni di sabbia, altre volte di terra, altre ancora di materiali misti per attività sensoriali. Infine la parte del quiet time: un angolo con una piccola libreria, un divano basso, tanti cuscini a terra. Qui avviene il racconto. I bimbi sono seduti sui cuscini e l’educatrice mostra le immagini dei libri mentre ne recita le parole con suoni e toni diversi per catturare l’attenzione dei bambini.

Rapporto con i genitori

Il rapporto con i genitori è uno scambio continuo di informazioni nell’interesse del bambino. Esso avviene quotidianamente attraverso il diario giornaliero, il report incidenti e le comunicazioni sulla salute, e periodicamente attraverso le newsletter e le riunioni. Il diario giornaliero, uno per ogni bambino, è un quaderno in cui le educatrici scrivono poche ma significative frasi relative alla giornata del bambino. Sono tutti riposti in un tavolo accessibile ai genitori che li consultano liberamente quando vanno a prendere i figli per sapere come è stata la giornata all’asilo, l’umore del bambino, i momenti più graditi, gli episodi significativi. In particolare i genitori sono tenuti ad avvisare l’asilo quando un bambino rimane a casa per motivi di salute. In tal modo la direttrice può comunicare agli altri genitori l’eventuale diffondersi di malattie infettive e segnalare, anche con immagini pubblicate in bacheca, i sintomi delle infezioni eventualmente riscontrate e i consigli per affrontarle tratti da documenti ufficiali del sistema sanitario nazionale.

A inizio mese poi, i genitori ricevono la newsletter, un mezzo di comunicazione moderno e completo, che arriva come email ma è anche pubblicata nella bacheca della scuola. Essa consente al genitore di avere una visione globale sui trenta giorni che seguono. Comprende una parte generale con le notizie relative allo staff e alle novità dell’asilo, e una parte specifica sulle cose da fare o portare, le date da segnare sul calendario riguardanti attività scolastiche in cui sono coinvolti in qualche modo i genitori, gli eventi o le gite. Al termine di ogni trimestre, inoltre, si svolgono le riunioni con i genitori. Si tratta di incontri specifici e riservati tra l’educatrice di riferimento e i genitori del bambino, durante i quali si comunicano i progressi e i bisogni del piccolo, in base ai monitoraggi effettuati dallo staff in ottemperanza a specifici obblighi governativi. Si chiamano assessment e sono dei report sullo sviluppo del bambino, risultanti dall’osservazione diretta in diverse attività e riguardanti differenti settori.

Rapporto con i bambini

Il rapporto con i bambini è improntato al senso di appartenenza e alla valorizzazione, e secondo il programma governativo inglese ogni bambino deve avere un’educatrice di riferimento: la key person. Il suo compito è assicurarsi che le attività siano studiate a misura di ogni bambino tenendo sempre conto dei suoi bisogni personali. La key person è importantissima, un riferimento per il bambino e per i suoi genitori. Ogni educatrice ha un numero massimo di bambini, che studia, segue, supporta. Al mattino li accoglie, al rientro riferisce ai genitori piccoli e grandi accadimenti. Si tratta di un legame speciale ma non un rapporto esclusivo, poiché i bambini partecipano quotidianamente ad attività gestite da altre educatrici.

Valorizzazione della persona

La valorizzazione avviene attraverso il cartellone delle opere d’arte e il cartellone dei successi. Il primo è un’esplosione di creatività. Viene costantemente aggiornato con nuovi lavori realizzati con diversi materiali e tecniche, ma si trovano anche semplici disegni su foglio bianco perché ogni prodotto deve essere valorizzato.

Il cartellone dei successi, invece, è un foglio con i nomi dei bambini dove vengono attaccate delle stelline ogni volta che imparano qualcosa di nuovo, che seguono le istruzioni, che aiutano qualcuno o quando sono bravi in un’attività. Quando invece meritano un elogio, ad esempio perché hanno cantato bene o hanno bisogno di essere incoraggiati in qualcosa, ricevono degli adesivi a forma di smile che attaccano sulla maglietta: tutti i bimbi sono felici e fieri quando mostrano ai genitori il riconoscimento ricevuto.

Giorno dopo giorno

Il programma giornaliero è studiato e pianificato in base alle esigenze dei piccoli, è vario e stimolante. Alcune mattine iniziano con il gioco libero: i bambini sono liberi di utilizzare tutti i giochi che preferiscono e di muoversi in tutte le aree dell’aula, possono giocare da soli o unirsi ad altri. Altre mattine, invece, si comincia subito con attività specifiche di tipo artistico, pratico, motorio. Secondo le indicazioni governative, esse devono riguardare alcune aree considerate fondamentali per lo sviluppo del bambino, come la comunicazione e il linguaggio, lo sviluppo fisico, la crescita personale, sociale ed emotiva. Oltre a queste aree, considerate primarie, ve ne sono altre secondarie, come le lettere, la matematica, la conoscenza del mondo, le arti espressive.

L’educazione all’ascolto avviene attraverso il racconto di favole, o attività da svolgere seguendo delle istruzioni. Il movimento è importantissimo per lo sviluppo fisico, come il maneggiare attrezzi, incluse penne e colori. Esercizio fisico e dieta salutare, igiene personale, vestirsi da soli e andare in bagno, sono strumenti di autonomia per la cura personale. I bambini sono spronati a parlare delle emozioni, dei comportamenti propri e degli altri e delle conseguenze di essi. Lavorano in gruppi piccoli e grandi e imparano a riconoscere e rispettare le regole. Nelle relazioni con gli altri imparano a cooperare, a rispettare il turno, ad aiutare quando vedono un bisogno, a stabilire relazioni positive con bambini e adulti. I bambini sono spronati a parlare del passato e del presente, della loro vita e di quella dei loro familiari. Conoscono similitudini e differenze con gli altri, anche come provenienza e tradizioni.

Le attività si suddividono in: attività di gioco ed esplorazione, attraverso cui il bambino investiga e fa esperienza delle cose; in apprendimento attivo, in cui si concentra e prova a fare, incontra problemi e gode dei risultati; in attività creative, in cui sviluppa le proprie idee e cerca i modi per realizzarle. Quanto alle arti espressive, i bambini cantano filastrocche e canzoni, usano strumenti musicali e ballano. Sperimentano il modo di creare e cambiare musiche e danze, così come quello dell’uso di diversi materiali, attrezzi e tecniche, sfruttando differenti colori, forme e funzioni. L’immaginazione del bambino viene stimolata attraverso usi e funzioni di diversi materiali. Rappresentano le loro idee, pensieri e sentimenti attraverso il disegno, l’arte, la musica, la danza, il gioco di ruolo e le storie.

Poi ci sono le attività speciali, che vengono organizzate una tantum, come il picnic dei pirati o degli orsetti, i piccoli chef alle prese con la preparazione di alcuni semplici piatti e il Christmas jumper day.

Scelte salutari e autonomia

Scelte salutari e autonomia rappresentano un tratto distintivo particolarmente forte del sistema inglese. A livello statale è stabilito che i pasti, le merende e le bevande distribuite a scuola devono essere salutari, equilibrate e nutrienti. Per merenda i bambini seduti intorno allo stesso tavolo trovano ogni giorno frutta fresca tagliata o divisa a spicchi. Inoltre, per fare il pieno di energie, ci sono sempre anche dei carboidrati sotto forma di biscotti da te, toast, crackers o grissini. A volte si può trovare yogurt e formaggio a cubetti. Da bere la scuola offre sempre acqua naturale e latte fresco. Il menu della merenda è a rotazione secondo la stagionalità dei prodotti freschi e per le mamme rappresenta una certezza. Non è consentita l’introduzione di alcuna bevanda gassata o zuccherata nemmeno per feste o compleanni. Questa scelta alimentare è particolarmente apprezzata dai genitori che, in tal modo, riescono ad avere il controllo della quantità di zucchero che il bambino assume nella giornata.

La merenda è considerato un momento speciale per esercitarsi all’autonomia. La ricetta è davvero semplice. Nessuna pretesa di perfezione, la consapevolezza che i bambini si devono sporcare per imparare, la precisa intenzione di valorizzare ogni occasione per la crescita personale, la consapevolezza che i bambini possono compiere da soli molti gesti che per comodità facciamo noi adulti al posto loro, e così i piccoli fanno passi da gigante verso l’autonomia. Non soltanto i cibi ma anche le bevande sono strumento educativo. In un angolo della sala è predisposto un tavolino basso con i bicchieri dei bambini e due piccole bottiglie di plastica, una contenente acqua l’altra latte. In qualsiasi momento i bambini sono liberi di bere avendo cura di versare la bevanda prescelta nel proprio bicchiere. I pasticci sono inevitabili ma niente panico o disperazione, l’acqua caduta a terra è un piccolo problema che i bambini imparano a risolvere da soli. Seguiti dall’educatrice, si procurano la carta per asciugare, la passano sulla zona interessata e infine la buttano nel cestino.

Gioco all’aperto

Ogni giorno, qualunque sia il clima, i bambini giocano all’aperto nel cortile della scuola. A metà mattina o, nel momento della mattina in cui il tempo è più clemente, e a metà pomeriggio, i bimbi si dirigono in fila verso il giardino dove passano un certo lasso di tempo che varia a seconda delle condizioni climatiche e comunque va da 45 minuti, in caso di giornata calda e soleggiata, a 15 minuti in caso di condizioni avverse. La pioggia e la neve non sono viste come un impedimento all’uscita ma come occasioni particolari e privilegiate che i bambini imparano ad apprezzare. Quando crescono con questo modo di pensare, i bambini arrivano spontaneamente a ignorare le condizioni climatiche e a giocare con naturalezza con qualsiasi evento atmosferico. Non è raro vedere i ragazzi della scuola primaria trascorrere le ore di ginnastica fuori ogni giorno anche sotto un temporale. All’asilo il tempo trascorso fuori è un tempo libero nel senso che sono liberi di scegliere quale gioco fare, possono rincorrersi, fare lo scivolo o l’altalena, giocare nella casetta e cucinare con la terra e le ghiande, prendersi cura delle piante, usare le biciclette, i monopattini, giocare a palla o semplicemente sedersi a terra e godere dell’aria fresca. In questa occasione le educatrici osservano attentamente i bambini esprimersi liberamente e costruire relazioni con gli altri pari.

Il momento dell’attività all’aperto mostra la sua utilità anche nello sviluppo dell’indipendenza del bambino. Infatti comprende una fase di preparazione dove tutti i bambini si ritrovano nella sala d’ingresso e si organizzano per uscire. Molta importanza è data al fatto di mettere il giubbino, cappello e stivaletti senza o con il minimo aiuto di un adulto. Spesso sono incoraggiati ad aiutarsi a vicenda.

Mettere in ordine

Alla fine di ogni attività inizia il rituale del tidy up. Si intona la canzoncina e insieme si mette a posto guidati dalle educatrici. Nessuna preghiera o minaccia, basta creare un rituale che richiama alla mente i gesti da compiere. In Inghilterra in realtà i bambini sono abituati a mettere a posto alla fine del gioco. Nei gruppi di gioco, a casa degli amici, a ogni evento, oltre che a scuola, adulti e bambini aiutano a sistemare la sala ed è considerato una parte indissolubile del divertimento.