L’ambiente scuola: una ricca tavola imbandita!

Può apparire strano immaginarsi l’ambiente scolastico come una ricca tavola imbandita, ma non c’è immagine che possa descriverlo meglio

Annalisa Perino, pedagogista montessoriana
Bambini che utilizzano giochi educativi

Maria Montessori parlò a lungo della fame psichica dei bambini, riferendosi al loro bisogno di nutrimento intellettivo ed emotivo da garantire fin dalla nascita. Con la stessa cura con cui l’educatore si preoccupa del benessere fisico dei suoi bambini, vestendoli, lavandoli, nutrendoli e proteggendoli dai pericoli con amore e attenzione, allo stesso modo può pensare e organizzare l’ambiente di vita affinché risponda al desiderio di esplorazione e apprendimento di qualità. 

L’educatore, allestendo l’ambiente scolastico, sceglie cosa offrire alla mente del bambino: quei materiali, quelle parole e quegli atteggiamenti nutriranno i piccoli e formeranno la loro mente a partire dalle esperienze che nasceranno.

Il materiale

Nessuno proporrebbe mai una mela andata a male come spuntino al bambino, ma un contenitore rotto, un pennello spennacchiato o un puzzle a cui mancano due pezzi, purtroppo, si trovano spesso a scuola. L’esperienza che ne deriverà non sarà dannosa – come la mela non sarebbe velenosa – ma si rivelerà di certo mediocre. La cura e i dettagli fanno la differenza. Maria Montessori sosteneva che l’ambiente è il vero maestro per il bambino: il materiale deve destare l’interesse, può essere reso attraente affinché “seduca” e “affascini” il bambino. La plastica è un materiale sicuramente igienico e indistruttibile, ma anche anonimo: non ha sapore né calore. 

Ecco alcune semplici azioni da cui iniziare: 

  • eliminare tutto ciò che non è perfettamente integro, ciò che è incompleto o sciupato e lasciare a portata e a vista dei bambini solo il resto; 
  • per ogni attività esposta in ambiente aver ben chiari scopo, utilizzo e potenziale;
  • cercare oggetti e dettagli con cura e selezionando con attenzione ciò che viene regalato alla scuola o che già si trova nell’ambiente;
  • rendere accogliente e domestico l’ambiente affinché non sia distraente: scegliere colori tenui e rilassanti per le pareti e l’arredo, appendere quadri alle pareti ad altezza bambino, decorare l’ambiente con piante e fiori freschi.
SPECIALE
Ambiente e attività Montessori
Una raccolta di attività ispirate al metodo Montessori da preparare in casa con oggetti di uso quotidiano e le indicazioni su come allestire gli spazi
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Il linguaggio

«Guardate che bell’albero c’è in giardino?»

«Che albero è?»

Ogni oggetto, animato o inanimato, possiede un nome specifico. Educatori e maestri non hanno il dovere di sapere tutto, ma dovrebbero conoscere tutto ciò che è presente nell’ambiente. E ciò che non si conosce? Se ne possono reperire informazioni insieme ai bambini: frequentando la biblioteca, cercando su internet o interpellando un genitore o nonno che presumiamo possa conoscere la risposta. I bambini prima dei 3-4 anni, in piena formazione e arricchimento del linguaggio, necessitano di informazioni scientifiche e precise: lo sforzo che il piccolo deve compiere per associare il termine “albero” all’immagine mentale corrispondente è lo stesso che farebbe sentendo nominare quell’albero “tiglio”. Apprendere precocemente distinzioni e informazioni scientifiche arricchirà notevolmente il lessico e incrementerà il livello di cultura generale. I bambini dopo i 6 anni necessitano invece di strumenti per cercare risposte agli interrogativi in maniera autonoma. Ciò che desta la loro curiosità merita di essere approfondito, indagato, associato e compreso. La stessa attenzione che si pone per i nomi delle cose può essere posta nell’uso dei verbi. Ad esempio, invece di chiedere al bambino di “mettere” la maglia gli si può chiedere di “indossarla”, invece di “prendere” la sedia, di “sollevarla”. Si “inforcano” gli occhiali, si “versa” l’acqua e si “capovolgono” le tessere del memory. Mettere, prendere e girare sono termini generici che si possono sostituire con comandi più specifici che renderanno il linguaggio del bambino precocemente forbito e ricco.

La relazione

Una relazione di qualità si basa sulla fiducia e la stima. Spesso si pretendono dai bambini ascolto, gentilezza, fiducia incondizionata, buone maniere. Ma il miglior modo per insegnare tali comportamenti è farli sperimentare ai piccoli imponendoli a noi stessi. Per offrire qualità serve scegliere le parole e i gesti per i più piccoli con cura e attenzione, specialmente nelle situazioni più stressanti. Ad esempio chiedendo “per piacere”, porgendo le proprie scuse, preoccupandosi del loro parere e del loro benessere. Quando si tocca il bambino – durante il cambio, gli spostamenti, il gioco o il pasto – sarebbe opportuno farlo chiedendo “permesso”, ovvero anticipando il nostro gesto con una richiesta. Così come quando siamo costretti a interrompere un’azione del bambino o un suo discorso potremmo scusarci, motivandone la causa. Questi sono accorgimenti semplici che hanno il potere di far vivere ai bambini il rispetto e la gentilezza. Solo allora si potrà “pretendere” tali accortezze dal bambino verso gli altri bambini e gli adulti.

Per allestire un ambiente fisico, emotivo e relazionale di qualità occorre porsi interrogativi per i quali cercare le miglior risposte: chiedersi cosa porre a vista del bambino e cosa no, come rivolgerci lui, come dire “no”, come gestire le routine, i litigi tra pari cercando sempre la risposta che garantisca il rispetto dell’intelligenza dei bambini.

Per approfondire
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Immagine per l'autore: Annalisa Perino
Annalisa Perino

formatrice, pedagogista e autrice, progetta e coordina servizi per la prima infanzia e svolge corsi di formazione per insegnanti e genitori sulla pedagogia montessoriana. Autrice del libro Qui abita un bambino edito da UPPA Edizioni, cura la rubrica “Faccio io!” su UPPA.

Articolo pubblicato il 05/02/2020 e aggiornato il 17/02/2020
Immagine in apertura Rawpixel | iStock

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