Trattamento dell’asma nei bambini

Come assicurare al bambino asmatico una qualità di vita pari a quella dei suoi coetanei? Ce ne parla il pediatra Federico Marolla

Federico Marolla,
pediatra
Trattamento dell’asma nei bambini

Ormai da molti anni non ci sono problemi nella cura dei bambini (e degli adulti) asmatici: abbiamo molti farmaci efficaci e sicuri e moltissima esperienza. Si agisce su due fronti: trattamento degli attacchi asmatici acuti e, quando è necessario, dell’infiammazione bronchiale (trattamento di fondo dell’asma). L’obiettivo è semplice: assicurare al bambino asmatico una qualità di vita come quella dei suoi coetanei.

Poiché il controllo dell’asma dipende da quanto sono infiammati i bronchi, più i sintomi sono gravi, maggiore è l’infiammazione e maggiore deve essere l’uso di farmaci per il controllo dell’infiammazione. Facciamo un esempio: il bambino non solo ha degli attacchi di asma, ma fischia anche quando corre, ride o si arrabbia, e questo significa che la sua asma non è ben controllata. Meno sintomi sono presenti, minore è l’infiammazione e minore sarà l’uso di farmaci antinfiammatori.

Come si cura e come si previene l’asma

Quando il bambino fischia ed è affannato si interviene subito con un farmaco broncodilatatore, cioè capace di allargare il diametro dei bronchi che nel corso dell’attacco si è ristretto. Sono questi i farmaci che si somministrano con l’apparecchio dell’aerosol o, meglio ancora, con la bomboletta spray accoppiata al distanziatore. Il più utilizzato è il salbutamolo ed è un farmaco ad azione breve, agisce subito, ma il suo effetto dura poco tempo; raramente è necessario aggiungere un altro farmaco (sempre per aerosol o con lo spray) che si chiama ipratropio bromuro.

SPECIALE
Febbre e raffreddori
Tutto quello che c’è da sapere per affrontare con serenità febbre, mal di gola e raffreddori di ogni tipo
Scarica il PDF

In qualche caso, se i bronchi non si dilatano a sufficienza e il bambino continua a fischiare nonostante i broncodilatatori, si può usare il cortisone per bocca. Se gli attacchi sono molto frequenti e il bambino non sta bene nel tempo che intercorre fra un attacco e l’altro, è necessario un trattamento di fondo che si basa su derivati del cortisone, somministrati sempre con l’aerosol o con lo spray o su un farmaco più recente, il montelukast che si prende per bocca. Questo farmaco è comodo da usare e perciò è molto prescritto, anche se è piuttosto costoso e dovrebbe essere considerato solo in seconda battuta.

Quali sono i fattori scatenanti

Le infezioni virali respiratorie, soprattutto nei bambini piccoli, sono spesso responsabili delle bronchiti asmatiformi che hanno sintomi molto simili a quelli dell’asma e si curano allo stesso modo: purtroppo non sempre è possibile evitarle e, soprattutto nei bambini che vanno al nido e alla materna, sono praticamente inevitabili.

Se invece la causa scatenante è l’inalazione di una sostanza alla quale il bambino è allergico, in alcuni casi è possibile ridurne la presenza nell’ambiente in cui il bambino vive: un esempio sono le misure antiacaro, cioè tutti quei sistemi per ridurre al massimo la polvere e gli acari. Il fumo di sigaretta è fortemente irritante per i bambini che devono essere tenuti alla larga dal fumo passivo.

Anche l’inquinamento dell’aria (all’esterno e soprattutto in casa) è dannoso: è fondamentale arieggiare le camere, evitare le strade molto trafficate, evitare di rimanere a lungo in luoghi ad alto tasso di inquinanti (abitacolo della macchina, stanze prive di ventilazione).

Il trattamento di fondo dell’asma

L’attacco d’asma comincia generalmente con una tosse secca e stizzosa, fastidiosa, che i genitori (e spesso anche i bambini) sanno riconoscere, perciò non è difficile iniziare la cura, soprattutto se il pediatra ha fornito alla famiglia delle istruzioni scritte per la corretta somministrazione del farmaco broncodilatatore.

Abbiamo visto che quando i sintomi sono persistenti e interferiscono con la qualità di vita del bambino (assenza da scuola, episodi ravvicinati, tosse quando corre, risvegli notturni per l’asma, ecc.), è necessario il trattamento di fondo dell’asma.

GRATIS
Scarica una copia di UPPA
La rivista per i genitori, scritta dagli specialisti dell'infanzia, indipendente e senza pubblicità
Scarica il PDF

Anche in questo caso un piano scritto dal medico sarà di aiuto: si inizia sempre con un cortisonico in forma spray da usare con il distanziatore, eseguito tutti i giorni per un periodo anche di qualche mese. Se nonostante questo trattamento si verificano comunque attacchi acuti, si ricorre al piano scritto per gli episodi acuti, senza interrompere il trattamento di fondo.

Questi spray derivati dal cortisone sono utilizzati a dosi molto basse e perciò non fanno male, anche se è necessario usarli per lunghi periodi. È importante saper riconoscere quando l’asma non è ben controllato per evitare che questo disturbo impedisca al bambino di svolgere una vita normale.

Aerosol o spray?

Nonostante l’aerosol sia molto amato dalle mamme, sarebbe meglio somministrare i farmaci per l’asma con una semplice bomboletta spray. A patto però di saperla usare come si deve. Intanto, oltre alla bomboletta, serve il distanziatore, cioè quel cilindro vuoto con due aperture: una piccola per inserire la bomboletta spray e l’altra, dotata di un boccaglio o di una mascherina attraverso la quale il bambino deve respirare per assumere il farmaco.

Si agita la bomboletta per qualche secondo e poi la si inserisce nel distanziatore; se il distanziatore non è stato usato per oltre una settimana, è meglio effettuare uno spruzzo a vuoto. Si introduce nella bocca del bambino il boccaglio o si appoggia la mascherina al suo viso, dopo di che si fa uno spruzzo; nel distanziatore trasparente si vedrà per un attimo una nuvoletta: è il farmaco che si mescola con l’aria. È quello il momento di invitare il bambino a inspirare lentamente e a trattenere il fiato per almeno 10 secondi. Dopo un minuto si ripete l’operazione. A volte può essere necessario chiudere le narici con le dita durante le inspirazioni.

SPECIALE
Il pianto del neonato
Il pianto è la prima forma di linguaggio: vediamo quali sono le sue cause e come interpretarlo
Scarica il PDF
Pubblicato il 11.05.2015 e aggiornato il 17.04.2018
Immagine in apertura RuslanGuzov / iStock / Getty Images Plus