Febbre nei bambini: vero e falso

Le domande più frequenti sulla febbre con le risposte di chi ha curato migliaia di bambini

Vincenzo Calia,
pediatra
Febbre nei bambini: vero e falso

La febbre è uno dei meccanismi con cui il corpo umano reagisce ad alcuni tipi di minacce: ha una funzione ben precisa perché, all’aumentare della temperatura corporea, alcuni processi vengono accelerati (come la risposta immunitaria), e altri vengono inibiti (il proliferare di un’infezione). La febbre, molto frequente nei bambini, è causa di grandi preoccupazioni, eppure non fa male e, a meno che non sia molto molto alta, non è pericolosa. Sull’argomento febbre se ne sentono dire di tutti i colori, ma vediamo nel dettaglio cosa è vero e cosa è falso.

È vero che…

  • un bambino sano tra i due e i sei anni può avere la febbre più volte l’anno: questo non costituisce un pericolo per la sua salute, anzi: molte febbri, molti anticorpi!
  • i bambini che vanno al nido hanno la febbre più spesso: si ammalano infatti più di frequente dei loro coetanei che non ci vanno. Questo per un motivo molto semplice: la febbre dipende dal fatto che il sistema immunitario ingaggia una piccola battaglia contro un microbo (quasi sempre un virus) che non aveva mai incontrato e contro cui non possiede anticorpi sufficienti; questi microbi non vivono nell’aria, ma nell’organismo di altre persone; perciò quante più persone si incontrano da vicino, tanti più microbi “si conoscono”; un bambino che sta a casa incontra un numero limitatissimo di persone (i genitori, i nonni, i fratellini), chi va al nido incontra ogni giorno molti bambini, i loro genitori, il personale dell’asilo; ecco perché “conosce” molti microbi e ha molte febbri
  • con la febbre si cresce: può accadere che l’aumento di temperatura corporea stimoli un po’ l’allungamento delle ossa, che comunque è costante in tutta l’infanzia; poi il bambino con la febbre può stare qualche giorno a letto, disteso, e questo lo fa diventare automaticamente più “lungo”. Quando guarisce è passato un po’ di tempo, le ossa si sono un po’ allungate, è stato in posizione orizzontale qualche giorno, la mamma lo misura e… quale non è la sua sorpresa quando si accorge che è cresciuto più del solito!
  • la febbre non è un buon motivo per andare al pronto soccorso: i pronto soccorso degli ospedali pullulano di bambini con la febbre. Niente di più sciocco che precipitarsi in ospedale, perché magari non si è riusciti a contattare il proprio medico di fiducia, oppure perché il farmaco somministrato non ha provocato l’abbassamento della temperatura. La febbre può sempre aspettare e non richiede praticamente mai un soccorso immediato
  • Il farmaco antifebbrile non sempre elimina la febbre: non tutte le febbri sono uguali, non tutti i bambini rispondono ai farmaci allo stesso modo, perciò aspettarsi che la medicina cancelli la febbre è un’illusione. A volte questo capita davvero, a volte invece la medicina impedisce semplicemente che la febbre salga di più e la mantiene allo stesso livello. Ma siccome la febbre non fa male, non ha senso insistere con il farmaco
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È falso che…

  • la febbre alta fa venire la meningite: la meningite ha fra i suoi sintomi anche la febbre, che può essere alta; ma per fortuna la meningite è così rara che è sciocco pensare a questa malattia quando un bambino ha soltanto la febbre
  • la febbre alta fa venire le convulsioni: le convulsioni febbrili vengono soltanto ad alcuni (pochissimi) bambini predisposti ad avere questo disturbo; non dipendono dall’altezza della febbre, ma dalle caratteristiche genetiche di quei bambini, non danno conseguenze permanenti sul sistema nervoso centrale e spariscono senza lasciare tracce con la crescita
  • dopo tre giorni di febbre bisogna somministrare un antibiotico: la decisione di somministrare un antibiotico (che deve essere presa sempre soltanto dal medico curante) non dipende dalla durata della febbre, ma dalla presenza di sintomi che possano suggerire la presenza di una malattia di origine batterica, cioè causata da un microbo sensibile all’antibiotico. Le malattie con febbre causate da batteri, nei bambini, sono molto poche, se paragonate al gran numero di febbri che i bambini hanno; perciò la maggior parte delle volte che un bambino ha la febbre, anche se questa dura diversi giorni, non dovrebbe ricevere una terapia antibiotica
  • la febbre dipende dall’eruzione dei denti: questa leggenda probabilmente è nata dalla constatazione che nel periodo in cui spuntano i denti (un periodo lungo un paio di anni) le febbri sono molto frequenti e, siccome un dente per spuntare ci mette molti giorni (diciamo una settimana) e i denti di latte sono in tutto venti, se moltiplichiamo sette giorni per venti abbiamo come risultato centoquaranta. Centoquaranta giorni distribuiti nell’arco di due anni: questo è il periodo in cui un bambino è impegnato nell’eruzione dei denti; volete che in quei centoquaranta giorni non abbia, per combinazione, anche qualche febbre? Ecco che la coincidenza temporale è stata trasformata in un rapporto di causa ed effetto
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Immagine per l'autore: Vincenzo Calia

Vincenzo Calia, pediatra e giornalista, ha esercitato per quarant’anni come pediatra di famiglia nel Servizio sanitario nazionale e ha fondato nel 2001 il bimestrale per i genitori UPPA, che ha diretto per 16 anni. Attualmente è un pediatra libero professionista.

Pubblicato il 24.06.2013 e aggiornato il 11.04.2018
Immagine in apertura Sasha_Suzi / iStock / Getty Images Plus