A scuola con il raffreddore: sì o no?

Se un bambino ha la febbre lasciamolo a casa, ma ricordiamo che le malattie sono fondamentali per lo sviluppo del suo sistema immunitario

Tommaso Montini, pediatra
Bambina con il raffreddore che si soffia il naso

Sono mamma di un bimbo di due anni e otto mesi. Ha iniziato da poco più di un mese la scuola materna e, come da manuale, si ammala spesso, sono più i giorni che trascorre a casa di quelli all’asilo; è sempre raffreddato, ora anche con febbre e acetone. È vero che si possono mandare i bimbi all’asilo anche se sono raffreddati? Cosa fare in presenza di muchi chiari e cosa invece in presenza di mucchi gialli? In quest’ultimo caso si tratta di batteri? Cosa cambia in termini di terapia?

Quando un bambino nasce, il suo corpo è tutto formato: tutti i suoi organi sono completi e nel tempo crescono solo di volume. Tutti, tranne due: il cervello e il sistema immunitario. Come il cervello, il sistema immunitario matura fuori dalla pancia della mamma e le varie esperienze immunologiche ne modulano lo sviluppo. È proprio così: anche le tanto temute malattie hanno la loro importanza ed è normale che il bambino si ammali. Il problema non è dunque se, ma “come” si ammala.

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Il percorso dei germi

La gran parte dei germi entra nel bambino attraverso le vie respiratorie. I sistemi di difesa li bloccano alle prime vie: nel naso, nella gola, nella trachea. In queste sedi si combatte la battaglia con le armi dell’infiammazione, della febbre, del muco, della tosse fino alla guarigione completa. Se tutto resta confinato lì e non ci sono complicanze… bene! Il bambino “funziona”. Se invece l’infezione si propaga al polmone, o diventa invasiva con complicanze ascessuali o di altra natura, oppure se è provocata da germi opportunisti (che vivono normalmente nel nostro organismo senza far danni) o funghi, è il caso di fare attenzione e chiedersi se non esista forse una causa di fondo da ricercare.

In altre parole, ogni giorno il sistema immunitario fa la sua battaglia ed è molto difficile superarlo. Anche lui però ha bisogno di crescere e maturare: deve fare “allenamento” per rafforzarsi, e le infezioni sono uno stimolo molto efficace per farlo crescere forte. Ogni malattia infatti, lascia una memoria immunitaria che resta spesso per tutta la vita.

In genere si decide di non mandare a scuola i bambini se hanno la febbre (che è causa dell’acetone, stato metabolico passeggero di cui parliamo in questo articolo) e di far continuare la normale routine a quelli raffreddati in mancanza di febbre, avendo l’accortezza di arieggiare le classi per favorire un maggiore ricambio dell’aria. I bambini si ammaleranno lo stesso… e forse non gli farà troppo male! Muchi chiari, gialli o verdi… e lavaggi nasali a non finire. Meglio lasciar perdere. Il muco chiaro può diventare giallo e poi anche verde nel corso di una stessa infezione. Non è possibile affidarsi solo a questi criteri per decidere se fare questo o quel trattamento. Meglio lasciare lavorare anche i pediatri!

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Articolo pubblicato il 27/10/2013 e aggiornato il 29/10/2020
Immagine in apertura JohnnyGreig / iStock / Getty Images Plus

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