Allattare è un gioco di squadra

Oggigiorno le mamme, ormai quasi tutte, conoscono i vantaggi dell’allattamento e vorrebbero allattare. Spesso, però, si trovano ad affrontare un percorso a ostacoli, molti dei quali potrebbero essere facilmente superabili con il giusto sostegno

Natalia Camarda, pediatra e consulente IBCLC
Madre e bambino durante l'allattamento

Alzi la mano chi, tra i lettori di UPPA, non ha ormai ben chiaro che il latte materno rappresenta il miglior alimento per il neonato, e non conosce quali e quanti sono i vantaggi che l’allattamento al seno comporta sia per il bambino sia per la sua mamma. Per non parlare poi dell’impatto fondamentale sulla società e la salute pubblica. Immagino di non vedere nessuna mano alzata. E allora, perché i tassi di allattamento sono ancora così bassi?

Tra benefici e ostacoli

Ci troviamo in un momento storico in cui, da un lato, la stragrande maggioranza delle donne in gravidanza vorrebbe allattare il proprio cucciolo (il 96,5%) ed è a conoscenza della superiorità del latte materno rispetto ai sostituti, ma, dall’altro, le donne che allattano risultano ancora troppo poche. Perché questo? Forse anche perché, molto spesso, la donna che diventa mamma si trova a dover affrontare un percorso a ostacoli. Oggi sappiamo anche quali sono i principali motivi per cui una donna smette di allattare e/o comincia a offrire al proprio piccolo una formula artificiale: la percezione di non avere abbastanza latte, il rientro al lavoro, un problema legato all’allattamento (ragadi, mastite, dolore), l’assunzione di farmaci, la mancanza di aiuto a casa… Tutti ostacoli che potrebbero essere facilmente superabili se quella mamma ricevesse il giusto sostegno.

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Il sostegno nella storia dell’allattamento

Di sostegno all’allattamento si parla da sempre. In un articolo pubblicato nel 1994 su «Lancet», una rivista medica molto autorevole, comparve una frase diventata storica ma ancora oggi attualissima e citata frequentemente, in cui si afferma che per sostenere l’allattamento c’è bisogno di una “catena calda” fatta di assistenza competente e protezione da pratiche dannose. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’UNICEF, circa trent’anni fa, tra le tante regole da seguire per essere riconosciuti come Ospedale amico dei bambini, citavano l’importanza di informare le madri sulle figure di sostegno a loro disposizione. Queste informazioni dovrebbero essere fornite dal punto nascita prima della dimissione e diffuse attraverso tutti gli strumenti di cui oggi disponiamo (opuscoli, locandine, siti web, social network). Anzi, la dimissione dovrebbe essere rimandata fin quando l’allattamento non sarà stato avviato efficacemente o non sarà possibile garantire alla mamma un sostegno adeguato una volta a casa.

Garantire l’allattamento è una responsabilità sociale

Nel 2003 la Strategia globale per l’alimentazione dei neonati e bambini dell’OMS ha nuovamente ribadito l’importanza del sostegno alle madri, accendendo ancora una volta i riflettori su come le pratiche di alimentazione abbiano un notevole impatto sulla salute infantile. Si sottolinea non solo la necessità di promuovere gruppi di sostegno e professionisti formati sull’allattamento a cui le madri possano fare riferimento in caso di difficoltà, ma anche l’esigenza di garantire una loro integrazione e partecipazione attiva nel sistema sanitario.

L’anno scorso il tema della settimana mondiale dell’allattamento è stato “Sostenere l’allattamento insieme”, puntando l’attenzione sul fatto che l’allattamento non può essere considerato “solo una questione femminile o di esclusiva responsabilità della donna” ma piuttosto una “responsabilità sociale” (a tal proposito, vi consigliamo la lettura del nostro articolo sull’allattamento negli spazi pubblici).

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Protagonisti, interventi ed efficacia

Esistono numerose modalità con le quali si può offrire sostegno alla mamma: gruppi tra pari (cioè gruppi di mutuoaiuto che forniscono supporto solitamente su base volontaria “da mamma a mamma”), consulenti professionali in allattamento IBCLC e professionisti formati in allattamento, nell’ospedale o all’interno della comunità (in genere assistono le mamme in incontri di gruppo o individuali). Gli interventi possono variare da una semplice chiamata telefonica a una consulenza attraverso i social network e i forum online, oppure possono essere più strutturati, come ad esempio una visita domiciliare o una serie di incontri.

I ricercatori riportano che tutti i tipi di intervento sono efficaci, aumentando il numero di donne che continuano ad allattare, nonché quelle che lo fanno esclusivamente e più a lungo. Più sono le occasioni di sostegno a disposizione, e più le mamme vengono coinvolte, maggiori sono i risultati che si ottengono in termini di efficacia.

L’importante è parlarne

È importante che gli interventi siano flessibili e di volta in volta appropriati e contestualizzati in base alle richieste della madre e della realtà locale in cui vive. Per alcune mamme potrà essere sufficiente una parola di conforto e rassicurazione, per altre sarà opportuno un ascolto attento e una lunga discussione per chiarire tutti i dubbi.

Gli studiosi hanno notato che i risultati migliori provengono dagli incontri face to face (faccia a faccia) e da quelli di gruppo tra pari, ai quali le mamme hanno facile accesso, dove possono condividere le loro esperienze in un clima di non giudizio, e trovare così un aiuto pratico. Il coinvolgimento di questi gruppi da parte degli operatori sanitari, come parte della rete del sostegno all’allattamento, è di fondamentale importanza. Inoltre facilita l’invio delle mamme verso altre figure di riferimento, laddove ci fosse bisogno di un intervento più mirato e di tipo specialistico.

Un’intera comunità che sostiene con i fatti

L’allattamento è una questione di salute pubblica: quante volte lo abbiamo sentito? I bambini hanno bisogno del latte della mamma per sviluppare al massimo il loro potenziale di crescita e salute, e le mamme hanno bisogno di avere intorno una comunità che le sostenga con i fatti.

La sfida di oggi sta nel collaborare per raggiungere degli obiettivi comuni. Così come in un gioco di squadra, non basta avere degli ottimi giocatori, ma è necessario che tra essi ci sia condivisione, collaborazione e coordinamento. 

Di regione in regione alla scoperta dei gruppi di sostegno

Su questa pagina web è possibile trovare un elenco dei gruppi di sostegno italiani divisi per regione. Le mamme che vogliono segnalare la propria associazione o gruppo di sostegno da mamma a mamma possono mandare una mail a gruppi@mami.org.

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Immagine per l'autore: Natalia Camarda
Natalia Camarda

pediatra, consulente professionale in allattamento IBCLC e insegnante di massaggio infantile A.I.M.I., esegue consulenze specialistiche sull’allattamento per futuri e neogenitori, aiutandoli a risolvere eventuali difficoltà prima e dopo la nascita, e in qualunque fase dell’allattamento.

Articolo pubblicato il 04/05/2020 e aggiornato il 04/06/2020
Immagine in apertura FG Trade / iStock

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