Doppia pesata: inefficace per valutare la crescita

La doppia pesata causa solo doppia ansia nei genitori. Il lattante sa da solo quanto latte deve prendere dal seno e questo varia da individuo a individuo, o meglio, da neonato a neonato

Alessandra Puppo,
ostetrica
Doppia pesata: inefficace per valutare la crescita

L’avvio e il mantenimento di un adeguato apporto di latte materno sono determinati soprattutto dalla suzione esercitata dal bambino sul capezzolo della madre, ogni volta che lo si attacca al seno. Questo significa che un neonato che si attacca al seno presto e con ritmo frequente è una buona garanzia per la produzione del latte. La quantità di latte richiesta dal bambino è variabile da individuo a individuo e dipende dal peso corporeo, dall’età, dal ritmo naturale di accrescimento del singolo lattante e anche dalla sua capacità costituzionale di consumare o di immagazzinare il cibo.

Non ci sono regole fisse

La dose di latte non è sempre uguale a ogni poppata, ma può variare anche molto nel corso della giornata. La quantità di latte che il bambino assume a ogni poppata non è prescrivibile con indicazioni matematiche: un lattante sano sa da sé ogni volta quanto latte deve prendere dal seno. La prassi della doppia pesata prima e dopo ogni poppata per verificare se la dose di latte assunta corrisponde a quella indicata nelle istruzioni mediche è quasi sempre inutile e causa di ansie, così come è inutile, anzi sbagliato, verificare la regolarità della crescita giorno per giorno.

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Come fare una valutazione efficace?

L’accrescimento può essere valutato solo su di un arco di tempo più ampio, almeno sette giorni (al di sotto di questo lasso di tempo la stessa precisione della bilancia non sarebbe sufficiente): sappiamo che un lattante, nei primi mesi, cresce in media circa 150-200 g alla settimana. In caso di accrescimenti significativamente (e persistentemente!) diversi, conviene sentire l’opinione del pediatra, che in generale, giustamente, raccomanderà di aspettare e/o di valutare altri parametri, il primo dei quali è la soddisfazione del bambino e il secondo la quantità della pipì prima di intervenire.

Pubblicato il 24.06.2013 e aggiornato il 27.02.2019