Pancera post parto: serve davvero?

Chi la promuove sostiene che aiuti la ripresa addominale e muscolare della donna dopo il parto e che riduca il dolore post operatorio del cesareo. Eppure un numero sempre maggiore di professionisti della salute ne sconsiglia l’utilizzo, fatta eccezione per alcune circostanze specifiche. Ecco perché.

Giada Barbirato, ostetrica
Donna indossa una pancera post parto

Dopo la nascita del bambino la donna deve riprendere l’equilibrio e il benessere del proprio corpo. Se consideriamo gli straordinari cambiamenti fisici durante i mesi della gravidanza, è facile capire che si tratta di un processo fisiologico che richiede del tempo prezioso ed è composto da varie tappe: i muscoli addominali hanno bisogno di riprendere tono in modo graduale; cambia nuovamente il baricentro; gli organi tornano pian piano nella loro posizione di origine; l’utero gravidico decresce nelle sei settimane dopo il parto.

Le conseguenze dei cambiamenti ormonali e fisici riguardano l’apparato respiratorio, circolatorio, scheletrico, muscolare e non solo. Il lavoro del corpo è quindi faticoso e merita grande attenzione. In quest’ottica è importante capire cosa può favorire o meno il recupero. Può, ad esempio, una pancera post parto aiutare la ripresa addominale e muscolare? Gli studi raccolti negli anni sono contrastanti, vediamo di seguito cosa suggeriscono in merito agli effetti a breve e lungo termine di questo strumento e facciamo chiarezza.

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Fasce elastiche o guaina post parto: qual è la differenza?

C’è chi la chiama semplicemente pancera post parto, chi fascia addominale, chi guaina modellante. Ha senso questa distinzione per tipologie? Partiamo col precisare che la pancera post parto è pensata per dare sostegno ai muscoli e ai tessuti addominali nel periodo che segue il parto. Lo scopo dichiarato è quello di esercitare una pressione mirata in zone specifiche (addome, fianchi, glutei) per favorire il ritorno della forma fisica precedente alla gravidanza. È un indumento simile a uno slip o a un pantaloncino a vita alta che avvolge i glutei e l’addome fin sopra l’ombelico, ecco perché viene definita anche guaina post parto; ma esistono anche le fasce addominali post parto, che comprimono solo la parte dell’addome e della schiena, spesso con chiusura regolabile in velcro.
Fascia o guaina (o pancera post parto che dir si voglia), si tratta nella maggior parte dei casi di tessuti costituiti da cotone elastico o, in alternativa, da fibre sintetiche più rigide

Pancera post parto: sì o no?

La risposta non è sempre chiara e univoca ed è spesso oggetto di opinioni contrastanti. Da una parte, chi la consiglia sostiene che la pancera post parto rappresenti un valido supporto per i muscoli addominali, che riduca il dolore post operatorio dovuto al cesareo e che permetta un recupero molto più rapido del tono muscolare perché combatte l’effetto “pancia molle” che può mettere a disagio le neomamme. Dall’altra, un numero sempre maggiore di professionisti della salute ne sconsiglia l’utilizzo – fatta eccezione per alcune circostanze specifiche – perché i danni supererebbero i potenziali benefici, e consiglia piuttosto una graduale ripresa dell’attività fisica.

Secondo uno studio coreano, l’utilizzo di una pancera post parto, soprattutto se rigida, modifica l’inclinazione pelvica anteriore e ha dunque effetti sul pavimento pelvico. I dati raccolti mostrano che la pressione addominale esercitata dalla pancera restringerebbe la circonferenza della vita, riducendo lo spazio all’interno della cavità addominale e causando rigidità a livello della colonna vertebrale. Questa modifica meccanica avrebbe conseguenze anche sulla postura e sulle articolazioni. La pancera post parto si sovrappone quindi al lavoro degli addominali che di fatto smettono di lavorare. In questo modo la donna può percepire sì uno stato di benessere e supporto nel momento in cui la indossa, ma l’effetto è quello di una compressione non benefica per l’organismo e non ha esiti favorevoli a lungo termine. 

I motivi che spingono alcuni professionisti della salute a sconsigliare l’uso della pancera post parto sono dovuti ai potenziali effetti negativi legati al suo utilizzo, ovvero:

  • pressione sulla vescica;
  • pressione addominale;
  • pressione sullo stomaco;
  • restrizione della circonferenza della vita;
  • alterazione della respirazione (riduzione dell’ampiezza del respiro e aumento della frequenza);
  • alterazione della posizione del pavimento pelvico;
  • aumento del reflusso gastroesofageo.

Pancera post parto e parto spontaneo

Dopo un parto spontaneo l’uso della pancera post parto è generalmente sconsigliato, poiché la donna può riprendere la mobilità liberamente e non ci sono inoltre studi che dimostrano effetti benefici nell’esercitare una compressione addominale. Considerati dunque i potenziali effetti negativi della pancera post parto sui diversi apparati dell’organismo, nel caso di un parto spontaneo i pro non superano i contro. 

Il consiglio è, semmai, quello di ascoltare il proprio corpo, concedersi del tempo per il recupero e iniziare una graduale attività fisica secondo le indicazioni mediche e secondo i propri obiettivi. 

Pancera post parto e taglio cesareo

Nel caso di un taglio cesareo la donna deve affrontare un decorso post operatorio che può richiedere un recupero più o meno veloce, a seconda di vari fattori. Secondo alcuni studi, dopo un taglio cesareo la pancera post parto può avere una sua utilità e apportare alcuni benefici, in particolare: diminuire il dolore post operatorio nei primi giorni e permettere una guarigione più rapida della ferita chirurgica, con minor perdita di sangue. La pancera può infatti facilitare la ripresa della mobilità della donna nei giorni seguenti all’intervento. È importante ricordare, però, che anche in questo situazione la pancera post parto sta lavorando al posto dei muscoli addominali (che avranno comunque bisogno di ricominciare gradualmente a lavorare in autonomia) e si verificano gli effetti compressivi sugli organi. 

Pancera post parto: quando metterla?

Vediamo di capire quando indossare la pancera post parto esattamente. In base a quanto detto finora, si può concludere che questo strumento può essere suggerito dal personale sanitario per favorire una mobilizzazione precoce, per dare sollievo e sostegno nei primi giorni post intervento, per un tempo limitato e in circostanze specifiche, fino a che la donna non torna a muoversi con maggiore autonomia. 

Pancera post parto: per quanto tempo usarla?

Ma per quanto tempo tenere la pancera post parto? Che sia una fascia, o una guaina con slip, la pancera non va indossata per tutta la giornata, ma solo nel tempo dedicato al movimento.
In linea generale la pancera post parto non si dimostra utile per la ripresa dopo il parto, se non in casi specifici post intervento, ma sempre e comunque con un utilizzo consapevole, mirato e soprattutto limitato nel tempo.

Alla luce dei più recenti studi e delle indicazioni dei professionisti più aggiornati, è fondamentale non improvvisare autonomamente le modalità di utilizzo della pancera post parto, ed è invece importante affidarsi sempre a professionisti (operatori sanitari, fisioterapisti, ostetriche) specializzati sul tema. 

Pancera post parto: quale comprare

Il consiglio più utile da seguire quando si cerca di capire come scegliere la pancera post parto più adatta è che le fasce o le guaine modellanti elastiche sono da preferire rispetto a quelle rigide perché creano meno compressione addominale.

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Giada Barbirato

Ostetrica e giornalista scientifica, lavora attualmente nella Sala Parto dell’Ospedale Santi Giovanni e Paolo di Venezia, dove si occupa dell’assistenza al travaglio e al parto fisiologici e dell’assistenza neonatale e nel puerperio.

Bibliografia
Articolo pubblicato il 23/08/2021 e aggiornato il 23/08/2021
Immagine in apertura Drazen_ / iStock

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